Microsoft Photo Editor non fa aprire le foto


Quando un componente di Microsoft Office si comporta in modo strano, bisogna lanciare nuovamente il suo programma di installazione e scegliere, dal menu iniziale, l’opzione per riparare l’installazione, oppure per aggiungere e togliere funzionalità.

L’errore descritto potrebbe dipendere dalla rimozione del filtro d’importazione JPEG di Office, che non è utilizzato da altri programmi di elaborazione delle immagini.
 Verifica di aver selezionato tutte le opzioni necessarie; in caso di dubbi puoi disinstallare completamente Office, quindi riavviare il PC e installare nuovamente la suite.
La disinstallazione non cancella le impostazioni (se non chiedi esplicitamente di farlo), che saranno conservate alla successiva reinstallazione.

L’unica seccatura sarà le necessità di ripetere la procedura di attivazione che, se effettuata attraverso Internet richiede pochi secondi. A volte Photo Editor apre senza difficoltà tutte le immagini se si lancia il programma e si usa la voce Apri del menu File, mentre facendo doppio clic sull’icona dell’immagine appare un messaggio di errore oppure si apre un programma indesiderato.

Per rimediare, seleziona l’icona dell’immagine JPEG con un singolo clic del tasto sinistro del mouse, quindi fai clic con il tasto destro e scegli dal menu la voce Apri con... /Programma.

Si aprirà una finestra di selezione: metti il segno di spunta nella casella “Usa sempre questa applicazione per aprire questo tipo di file” e seleziona dall’elenco Microsoft Photo Editor (o il programma che preferisci).
Se non appare, fai clic su Altro e scegli l’eseguibile di Photo Editor: normalmente il suo percorso completo è “C:\Programmi\File comuni\Microsoft Shared\PhotoEd”.

Come creare una Web Radio Gratis

Semplificando, per realizzare una radio on-line servono essenzialmente un PC, due software e una connessione.
Naturalmente occorre anche una fonte sonora: può essere musica proveniente da un lettore CD o una voce filtrata da un microfono.

 I suoni vanno poi digitalizzati tramite un encoder:


 attraverso un computer la fonte audio viene codificata in un formato compresso MP3. Per quest’operazione serve un software apposito.
Nel caso descritto nell’articolo, dedicato agli utenti Windows, è stato usato Winamp, ma gli utenti legati alla comunità free software e open source preferiscono alternative come Muse o Darkice.

 Il server è indispensabile per distribuire il segnale della vostra radio on-line: una volta ricevuto, viene ridistribuito a chi lo richiede (si connette alla vostra URL).


Lo stesso PC può fare sia encoding che streaming, e lo stesso server può fare stream per due radio diverse, ma questo implica una riduzione della banda a disposizione e della qualità del suono.
Qui i software da usare sono Shoutcast nel caso di Windows e Icecast, per open source.
Infine, per ascoltare le web radio servono client appositi, tipicamente Winamp per gli utenti Windows, e Xmms nel caso dell’open source.
Per istruzioni più dettagliate su come farsi una web radio in casa con una dotazione totalmente open source si rimanda all’indirizzo.

Ulteriori informazioni sulle trasmissioni radio via web

futuro tecnologico

Un’occhiata al futuro 


Prevedere il futuro è impossibile, ma la maggior parte degli esperti concorda su alcune tendenze che influenzeranno la produzione dei computer che ci portiamo addosso. Il telefono cellulare tenderà ad assumere sempre più funzioni, finendo per confondersi con un PC palmare.
 Solo la dimensione dello schermo, l’autonomia e la selezione di programmi preinstallati resteranno differenti, perlomeno nei modelli più comuni, perché un PC palmare richiede una dimensione dello schermo non inferiore ai tre pollici.

Per superare anche questo ostacolo, bisognerà attendere l’arrivo degli schermi flessibili, già funzionanti nei laboratori dei maggiori costruttori di elettronica come Philips .
Gli schermi flessibili assomigliano agli attuali pannelli a cristalli liquidi, ma sono fatti di uno speciale materiale plastico che si può curvare o arrotolare. In questo modo lo schermo può restare ripiegato nell’apparecchio chiuso, ed essere facilmente estratto quando serve. Un’altra innovazione che troveremo sugli scaffali dei negozi entro qualche anno sarà la carta digitale.

Si tratta di uno schermo ad alta definizione (almeno 200 punti per ogni pollice), inizialmente solo in bianco e nero, con superficie ampia, ottimizzato per mostrare pagine di testo e immagini in modo simile a quanto consente la visualizzazione di un file in formato PDF sullo schermo del computer. L’innovazione sta nel fatto che la carta digitale non ha una fonte di luce interna, che stanca la vista e drena le batterie, ma si comporta come la pagina di un vero libro. Trattandosi di uno schermo può essere “cancellata” molte volte, anche se non è adatta alla visione di filmati o allo scorrimento del testo perché, almeno nei prototipi attuali, soffre di un forte effetto scia.

Sony (www.sony.it) ha già presentato il primo modello di libro elettronico: Sony Librie, per il momento disponibile solo in Giappone, usa uno schermo a toni di grigio che ha la stessa risoluzione di un normale PC portatile, ma è molto più riposante per la vista.
Secondo il costruttore, quattro pile stilo alcaline sono sufficienti per mostrare 10.000 pagine. Librie dovrebbe risolvere i problemi dei precedenti modelli di libro elettronico, proposti da altri costruttori, che non hanno avuto successo a causa del peso, degli ingombri e della poca autonomia.

Un’altra tendenza comune sarà la scomparsa dei fili. 

Grazie alla connessione radio Wi-Fi o Bluetooth, e al velocissimo standard Wireless USB, non sarà più necessario collegare il telefono cellulare, il PC palmare o la macchina fotografica al proprio PC domestico: basterà avvicinarla e attivare la funzione di connessione senza fili. I dispositivi che porteremo addosso comunicheranno tra di loro costantemente formando una PAN (Personal Area Network), una vera e propria rete informatica che interagirà con quella di chi incontriamo per scambiare informazioni o altri dati.

 Per eliminare il caricabatteria bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo, ma il destino delle batterie è segnato: al loro posto si useranno le celle a combustibile (fuel cell) in cui basterà innestare, ogni tanto, una cartuccia dell’apposito liquido di ricarica, un po’ come siamo già abituati a fare con il gas per gli accendini. Insomma, il futuro dei componenti elettronici è segnato: saranno sempre più piccoli, e sempre di più. Li indosseremo, e per questo diventeranno anche oggetto di design e frutto della creatività degli stilisti, protagonisti delle sfilate di moda: il palmare firmato, la memoria della collezione autunno-inverno, il disco fisso che fa pendant con il masterizzatore esterno.

Mb liberi del Cd e del Dvd

Sei i CD-R marchiati 700 MB offrono 703 MB liberi perché i DVD-R da 4,7 GB ne offrono solo 4,37 (4.483 MB durante una masterizzazione con il programma Nero)? È il solito trucco di contare i megabyte come milioni di byte, fregando la differenza rispetto ai corretti 1,048 milioni.
Avevano cominciato qualche anno fa i produttori di hard disk per gonfiare i gigabyte, ma per evitare problemi legali ora ammettono semplicemente di barare sulla documentazione dei dischi dove un 80 GB è in realtà un 76,3 GB calcolato in miliardi di byte.

 La stessa tecnica sembra prendere piede anche nelle memorie flash per fotocamere. Una Compact Flash Ritek da 256 MB infatti risulta da 248 MB che in decimale fanno guarda caso 260 milioni di byte, quindi sopra il valore di etichetta, anche se barando stile hard disk.

Peggio ancora con una SD Sundisk dove i 256 Mb per cui viene venduta in realtà nelle proprietà di Windows si rivelano solo 238 MB, un valore che proprio non torna e inferiore a quello di etichetta, quindi illegale. Se truffa deve essere, almeno che sia onestamente indicata sull’etichetta!

Calcola velocita connessione internet

Calcolare la velocità della connessione internet e oggi molto facile, ci sono diverse applicazioni desktop ma anche online con le quali potete conoscere i dettagli della vostra connessione.
Una delle molte alternative esistenti per calcolare la velocità della connessione internet, una soluzione che vi posso suggerire, è quella del sito drogbaster,  dove con dei piccoli semplici step esegue istantaneamente la misura della velocità internet

Il sito si basa sull'applicazione fornita da DSL speedtest è un moderno test di velocità DSL per analizzare l’accesso internet a banda larga, praticamente si tratta di un programma online che verifica i tempi per il download (velocità con cui si ricevono i dati da internet) e l’upload (velocità con cui si inviano i dati a Internet) dei file, calcola anche la connessione (numero massimo di connessioni al minuto) e il ping (tempo di risposta tra il computer e il internet).

Per avviare la scansione, seleziona operatore clicca su “Begin Test” e lasciare che il programma faccia il suo lavoro.
Per eseguire questo tipo di test dovete prima chiudere tutti i programmi attivi che hanno accesso a Internet, altrimenti il risultato sara sicuramente influenzato.

Tutti i test vengono eseguiti all’interno del browser su HTTP (TCP) e non necessitano di software diverso da un browser più recente con Flash attivato.

DSL Speedtest è in inglese ma questo non deve spaventarvi perchè è molto intuitivo come utilizzo e comprensibile nei risultati.
DSL Speedtest puo essere scaricato come addons per il browser web Google Chrome.

Reeder lettore di feed RSS per iPhone

Sono diversi i lettori di feed RSS per iPhone ma di così facile da usare e con così tanta qualità generale come Reader ce ne sono veramente pochi.
 Per migliaia di persone Reader è il miglior lettore di feed RSS per i dispositivi mobili che utilizzano iOS come sistema operativo, ad esempio l’iPhone.

Nei giorni scorsi è stata rilasciata una nuova versione di questo popolare lettore di feed RSS per iOS, sono state implementate una serie di nuove funzionalità e diversi miglioramenti non solo grafici ma principalmente nel codice in modo da rendere il prodotto più stabile e veloce mantenendo la semplicità di utilizo che lo caratterizza rispetto alle alternative.

E’ stata notevolmente migliorata la possibilità di leggere il contenuto in orizzontale, si possono anche aggiungere temi per cambiare l’aspetto dell’applicazione, è possibile modificare il colore di sfondo, la dimensione del testo, la dimensione del titolo e rendere le immagini in scala di grigi.

Potete anche cambiare il modo di leggere gli articoli raccogliendoli sia per data che per feed, ora è più semplice abilitare/disabilitare i servizi di condivisione importazione. Si attende ora il lancio di una versione per i dispositivi Android ma sembra che per questa novità ci sarà ancora da aspettare a lungo.
 Sito ufficiale : Reader

Inserire più documenti recenti

Di default, il menu di avvio di Windows Xp contiene una lista che dà accesso diretto agli ultimi 15 documenti aperti con qualsiasi applicazione presente nel sistema.
 Per personalizzare il numero di documenti mostrati in questo menu, aprite l’editor del Registro di configurazione con il comando “Regedit.exe” da digitare nel menu Start/Esegui.
Trovate la chiave seguente:
HKEY_CURRENT_USER\Software\ Microsoft\Windows\CurrentVersion\ Policies\Explorer
Qui create (o modificate) il valore DWORD MaxRecentDocs con un numero in notazione a 32 bit, equivalente al numero di documenti recenti che volete mostrare.

Windows non mostra le estensioni dei file

Per evitare complicazioni agli utenti, Windows non mostra le estensioni dei file che è in grado di riconoscere. Su Esplora Risorse vedrete quindi solo le estensioni sconosciute, ma questo non significa che le altre - quelle conosciute - non ci siano.
Per mostrarle e per familiarizzare con questa parte del nome del file, aprite Esplora Risorse, andate sul menu Strumenti, scegliete Opzioni Cartella e fate clic sulla scheda Visualizza.
 Dall’elenco che vi viene proposto, togliete il segno di spunta alla casella “Nascondi le estensioni dei file per i tipi di file conosciuti”.

Estensioni di Windows

VirtualDub

VirtualDub è uno dei migliori software per l'editing Audio-Video. Con VirtualDub puoi catturare video ed elaborare i contenuti, VirtualDub può essere utilizzato per eliminare i segmenti di un file video, aggiungere nuovi segmenti, o riordinare i segmenti esistenti.

Tuttavia, i segmenti di file diversi non possono essere mescolati (fatta eccezione per l'aggiunta di file simili per quanto riguarda i formati audio e video, frame rate e dimensione dello schermo) e non effetti di transizione può essere applicata. Si  effettuano codifiche di file in formato .avi attraverso i codec MPEG 4 (DivX, XviD, ecc.).

VirtualDub è un software Open Source per piattaforme Windows  è possibile comprimere flussi audio e video, unire più file .avi, dividere un file .avi in più parti, separare le tracce audio da quelle video, effettuare operazioni in batch, e così via.

Fonte: drogbaster.it

Come navigare senza connessione

Sapete sfruttare la proprietà dei browser di immagazzinare e “ricordare” le pagine visitate?

Fate clic su “File” e scendete fino a “Non in linea”, potrete allora navigare “off-line”, cioè senza connessione a Internet.
Il principio è semplice: Explorer salva ogni pagina visitata tra i “Temporary Internet Files” (file di Internet temporanei) e quando non siete connessi o siete in modalità non in linea, cercherà il sito richiesto prima di tutto nella sua memoria temporanea, visualizzando le pagine sulla base di quanto salvato; se non le trovasse vi chiederà di connettervi.

Il trucco consiste nello sfogliare velocemente tutte le pagine che vi interessano mentre siete connessi, lasciare che vengano scaricate completamente e poi chiudere la connessione. Potrete così navigare le pagine scaricate con tranquillità e senza ulteriori spese, utilizzando i tasti “Avanti” e “Indietro”.

Programma fotoritocco Adobe Photoshop

Se si utilizza un programma di fotoritocco che supporta i livelli e non si dedica un po’ di tempo a capire come funzionano, le delusioni potrebbero non mancare. Il problema è critico soprattutto per i programmi destinati a un’utenza professionale, poiché si basano sul principio che i livelli sono
un’innovazione talmente potente che non si prende nemmeno in considerazione la possibilità che l’utente non sappia nemmeno di che cosa si stia parlando.
In effetti, dal punto di vista di un utente alle prime armi, i livelli possono sembrare solo una complicazione in più, che rende poco comprensibili le risposte del programma ai clic del mouse.
Se, per esempio, si seleziona lo strumento per disegnare, e si fa clic sullo schermo, potrebbe non apparire un bel niente, oppure il programma potrebbe rispondere con un laconico: “Impossibile usare il pennello poiché i pixel di un livello testo non possono essere modificati senza prima eseguire un rendering del formato del livello”.
La scritta è in italiano, ma non ci si capisce granché: ennesima prova che tradurre non significa automaticamente chiarire e che certe manovre sono difficili per tutti in qualsiasi lingua siano espresse. In realtà, il concetto di base che regola il funzionamento del livelli è semplice: l’immagine viene suddivisa in strati separati, come se si usassero dei fogli trasparenti posti uno sull’altro, ciascuno contenente una parte dell’immagine.
Per chiarire un po’ il funzionamento dei livelli, facciamo un esempio pratico: creiamo una serie di scritte ciascuna posta su un suo livello modificabile a piacere, senza interessare il resto dell’immagine. Per questo Passo a passo ci serviamo di Adobe Photoshop, ma i principi sono validi per tutti gli altri programmi che usano i livelli

Word proteggersi dai virus macro

Come proteggersi dai virus “macro”
I virus dei computer si diffondono ormai in tutte le forme. Fino a poco tempo fa la maggior parte dei virus si nascondeva nei file con estensione .exe ma oggi i virus più comuni si annidano all’interno di semplici documenti, all’apparenza del tutto innocenti.
È il caso dei famosi virus macro, che si attivano non appena il documento che li contiene viene aperto. Ci sono due modi principali per proteggere il proprio computer dai virus macro. Uno è quello di eseguire un controllo antivirus su ogni file che ricevete via e-mail o che scaricate da Internet. L’altro modo consiste nell’usare la funzione di protezione dai virus macro contenuta all’interno di Word 97.
- Da Word, fate clic su Strumenti, Opzioni, poi sulla scheda Standard e assicuratevi che sia selezionata la casella “Attiva protezione da virus macro”. In questo modo le macro non verranno eseguite.

Cosa serve per creare una Webmail

 Per registrarsi è necessario inserire i propri dati, in maniera più o meno dettagliata a seconda del servizio. Bisogna poi scegliere uno user-id e una password. Spesso, al momento della sottoscrizione, ci viene anche chiesto di “porci una domanda” e “darci una risposta”, a nostro piacimento. Questa accoppiata domanda risposta, in un secondo momento, nel caso ci capitasse di perdere o dimenticare la password, ci permetterà di farci comunque riconoscere dal sistema come i titolari dell’account in questione. La domanda può essere del tipo “il nome del tuo animale domestico” o “la città dove sei nato” e via dicendo. Il nostro nuovo indirizzo di posta può essere suggerito dal servizio stesso, che utilizza i dati anagrafici inseriti (nome@nomeservizio.it, nome.cognome@nomeservizio.it o altre varianti) oppure lo User-Id indicata o, ancora, facendo indicare all’utente stesso il nome o l’alias che desidera utilizzare.
In questi caso la scelta può risultare difficile perché molti dei più comuni alias sono probabilmente già stati utilizzati da altri utenti. In caso di problemi il sistema ci viene incontro proponendoci le soluzioni “più simili” ancora disponibili: se per esempio volessimo una casella di posta elettronica con indirizzo è mario@hotmail.com, è probabile che qualche altro Mario abbia già pensato di registrarla negli anni passati. Hotmail ci proporrà così di aggiungere il nostro cognome, oppure un numero identificativo, per esempio mario1976@hotmail.com (dove 1976 è il nostro anno di nascita, facile da ricordare per noi e per i nostri amici).

Creare file Wav

Se non avete voglia di creare da soli i vostri file Wav, potete recuperarne alcuni già pronti. Sul CD Plus di Windows, per esempio, si trovano delle raccolte a tema di suoni dedicati alla scienza, alla natura e così via. Su Internet è altrettanto facile trovare i suoni più impensati. Wav Central (www.wavcentral.com, in inglese) presenta una scelta eccezionale di suoni tratti dai film e dai cartoni animati del momento, da Pokemon a South Park, passando per Austin Power fino all'intero discorso di Wallace in Braveheart. Ogni giorno, dal 1995, The Daily Wav  vi permette di straziare le orecchie dei vostri vicini di scrivania con il Wav più in voga tratto dalla televisione americana o dal cinema. Per finire un sito tutto in italiano, la home page http://www.tripod.lycos.com/, dove potete scaricare alcuni temi per Windows, all'interno dei quali troverete anche le raccolte di suoni.

Quel "Ding!" che fa Word quando arriva al termine del documento vi innervosisce? Non vi piace il rumore che fa il computer quando sbagliate un'operazione? Potete modificare i suoni associati ai singoli eventi selezionando l'icona Suoni nel Pannello di Controllo. Scegliete un evento e abbinate il suono che più vi piace nella casella Nome, infine fate clic su OK. Potete anche registrare un suono (per esempio la voce suadente di una ragazza che dice "Bentornato al lavoro, comandante") con il Registratore di Suoni, a cui si accede da Start/Avvio, Programmi, Accessori, Svago, Registratore di Suoni. Salvate poi il file in formato Wav e abbinatelo a un evento come abbiamo descritto sopra, per esempio l'Avvio di Windows.

Visualizzare file Anteprima

Il vostro disco fisso trabocca di file, tanto che nemmeno voi ricordate più cosa contengano. Per verificare il contenuto, bisogna aprirli uno alla volta, ciascuno con la propria applicazione: un’operazione lunghissima! Come spesso succede, esiste un trucco per risparmiare tempo e fatica: usare l’anteprima.


Ogni tanto decidete che è giunta l’ora di dare una bella ripulita al vostro disco fisso, eliminando i file inutili e ordinando in cartelle omogenee tutti gli altri. Peccato che questa decisione arrivi di solito quando è già troppo tardi: vi trovate di fronte a decine di file dai nomi simili, non ricordate cosa contengono e per di più quando cercate un file particolare non vi torna alla mente come l’avete chiamato (eppure vi sembrava così logico, quando l’avete salvato la prima volta). A questo punto i più pazienti cominciano ad aprire i file uno alla volta. Si tratta però di una soluzione molto lenta: pensate a quanti secondi dovete attendere per caricare un programma come MicrosoftWord
 Per fortuna esiste un piccolo trucco che vi farà risparmiare tempo: l’anteprima. Anteprima è un piccolo programma compreso in Windows il cui scopo è quello di visualizzare velocemente il contenuto di file diversi. Ecco come usarlo al meglio. Selezionate il file che volete visualizzare con l’anteprima. Per farlo, potete usare Esplora risorse (o Gestione risorse), oppure potete aprire la finestra Risorse del computer.
 Fate clic sul file con il tasto destro del mouse e selezionate Anteprima dal menu a discesa. In alternativa, potete anche fare clic sul menu File e poi scegliere Anteprima: il risultato sarà lo stesso. Se tutto va bene, dovrebbe aprirsi una finestra che mostra il contenuto del documento. Se invece non trovate la voce Anteprima nei vostri menu, nemmeno su un documento di Word, probabilmente non avete installato questa funzionalità. Potete rimediare facilmente: aprite il Pannello di controllo e fate doppio clic sull’icona Installazione delle applicazioni. Posizionatevi nella scheda Installazione di Windows e fate doppio clic sulla voce Accessori.
Mettete un segno di spunta a fianco di Anteprima: il sistema provvederà a installare quanto necessario. Dovete naturalmente avere il CD o i file di installazione di Windows, altrimenti non funzionerà. La finestra di anteprima mostra opzioni diverse a seconda del tipo di file che state visualizzando.
Nell’immagine vediamo per esempio un documentodi Word.

Facendo clic su Visualizza e poi su “Pagina intera” possiamo visualizzare il documento pagina per pagina, come verrà stampato. Avete anche la possibilità di controllare come si presenta il documento. Potete aumentare o diminuire la dimensione dei tipi di caratteri: basta fare clic su uno dei due pulsanti con la lettera A, quello con la freccia verso l’alto per aumentare, quello con la freccia verso il basso per diminuire.
Per modificare le dimensioni della finestra, basta trascinare i bordi, come si fa normalmente con le altre finestre. Per andare da una pagina all’altra, basta fare clic sulle frecce nell’angolo in alto a destra della pagina. Infine, dopo aver visualizzato un documento, potete anche modificare il documento invocando l’applicazione con cui è stato creato, direttamente da Anteprima.
Basta fare clic su File e poi su “Apri file per la modifica”.

Servizi di Windows

logo WindowsCi sono servizi di Windows che si possono disattivare senza problemi, magari perché fanno riferimento a hardware o servizi che non si utilizzano.

 Eccone una breve lista

MS Software Shadow Copy Provider (Xp)
Da disabilitare se non usate il programma di backup di Windows
Ready Boost (Vista)
Da disattivare se non utilizzate le funzioni di espansione della RAM tramite memoria flash
Registro di sistema remoto (Xp) (Vista)
Da disattivare sempre (permette di modificare il registro operando da remoto: molti programmi
lo identificano come un vero e proprio rischio per la sicurezza)
Servizio di indicizzazione (Xp)
Come già detto, conviene disattivare l’indicizzazione dei dischi, eventualmente in favore di un motore
di desktop search
Servizio di segnalazione errori (Xp) (Vista)
Da disabilitare sempre (serve per l’invio a Microsoft delle segnalazioni di errore, sostanzialmente inutile)
Smart Card (Xp) (Vista)
Da disattivare se non si ha un lettore di Smart Card collegato al PC.
Zero configuration Reti senza fili (Xp)
Da disattivare se non si dispone di un’interfaccia di rete wireless


Oltre a questi, segnaliamo altri servizi, legati all’uso del PC in rete: se utilizzate un computer in ambito casalingo, magari connesso ad Internet ma senza essere in rete locale con altri PC, disattivateli tutti senza timore.

Avvisi

ClipBook (Xp)
DDE di rete (Xp)
DDE DSDM di rete (Xp)
Distributed Transaction Coordinator (Xp) (Vista)
Helper NetBIOS di TCP/IP (Xp) (Vista)
Host di periferiche Plug and Play universali / UPnP (Xp) (Vista)
Messenger (occhio: NON c’entra nulla con Windows Live Messenger) (Xp)
Routing e Accesso Remoto (Xp) (Vista)
Telnet (Xp)

Creare file per automatizzare la condivisione

Per automatizzare la connessione in rete puoi creare un file batch: apri Blocco note e scrivi il comando “net use R: \\indirizzo\ condivisione”, dove “indirizzo” è l’indirizzo IP del computer a cui vuoi collegarti e “condivisione” è il nome della cartella condivisa a cui vuoi accedere; “R:” è la lettera di unità che apparirà nella finestra delle Risorse del computer dopo aver eseguito il comando.
Scegli “Salva con nome” dal menu del Blocco note, scegli “Tutti i file” nella casella “Salva come” e salva il comando con il nome “AttivaRete.bat” sul Desktop o nella cartella che preferisci. Se vuoi avere il tempo di leggere il risultato del comando, aggiungi una seconda riga che contiene solo il comando “pause”. Per modificare il file batch che hai appena creato, fai clic destro sulla sua icona e scegli la voce Modifica; per eseguirlo fai doppio clic sulla sua icona. Windows ti dà altre due possibilità per semplificare l’accesso alle cartelle di rete.
Apri l’icona “Risorse di rete” e fai clic sul collegamento “Aggiungi risorsa di rete” che trovi nella parte sinistra della finestra; segui la procedura guidata e al termine troverai nella parte destra della finestra un’icona per aprire direttamente la cartella condivisa. Non spostare questa icona sul Desktop, perché in questo modo Windows eseguirebbe una pausa all’avvio e all’apertura della maschera di salvataggio file di qualsiasi programma per tentare di raggiungere la cartella di rete. In alternativa allo script, puoi istruire Windows a ricreare automaticamente la lettera di unità nella finestra delle Risorse del computer a ogni avvio di Windows: apri la finestra Risorse del computer e scegli la voce “Connetti unità di rete” dal menu Strumenti; al termine della procedura metti il segno di spunta nella casella “Riconnetti all’avvio”.
 Anche in questo caso l’avvio di Windows sarà allungato da una piccola pausa.

Creare gli Utenti di Windows

Nel caso che un unico computer sia utilizzato da più persone, l’icona Utenti offre l’utile opportunità di creare distinte maschere d’accesso al computer: potete farvi ricorso per creare tanti profili quante sono le persone che utilizzano il computer. In questo modo ogni utente potrà impostare il desktop e le opzioni di alcuni programmi secondo le proprie personali esigenze.

 È anche possibile proteggere il profilo con una password, in modo che sia preclusa ad altri, la possibilità di accedervi per modificare le impostazioni.

 Ecco come si procede.

  1. Fate clic sul pulsante Avanti dopo aver avviato la procedura di definizione di una nuova utenza. Digitate un nome utente e fate ancora clic su Avanti. 
  2. Nella finestra successiva dovrete digitare due volte la password. Poiché i caratteri non vengono visualizzati (sono sostituiti da asterischi), la seconda volta “confermerete” quanto digitato nella prima casella. Fate ancora clic su “Avanti”. Nella finestra successiva potete scegliere quali sono gli elementi da personalizzare per quel singolo utente. Il nostro suggerimento è di contrassegnare tutte le caselle, con la sola eccezione di “Menu Avvio”. Fate clic su Avanti e poi premete il pulsante “Fine” per riavviare il computer. Dopo aver riavviato, verrà visualizzata una finestra nella quale devono essere digitati nome utente e password. In base all’utente che accede a Windows vengono caricate le impostazioni corrispondenti. In questo modo è possibile avere sul desktop solo le icone corrispondenti ai propri programmi preferiti, utilizzare la funzione dati recenti per visualizzare i propri documenti aperti ultimamente e, in definitiva, avere il “proprio” computer.

Risparmio energia

Per non sprecare l’energia elettrica Sono senz’altro utili le impostazioni alle quali si accede tramite l’icona Risparmio energia. Molte persone tengono acceso il computer per parecchie ore al giorno, magari senza farne un uso ininterrotto. Si tratta di un’abitudine apprezzabile: per i circuiti interni di un PC è molto meno gravosa questa soluzione rispetto al succedersi di accensioni e spegnimenti frequenti. C’è però un problema: il computer e le varie periferiche connesse alla rete elettrica come monitor, stampanti e modem, consumano corrente in misura non irrilevante.
 Da questa considerazione, e ancor più dalla necessità di salvaguardare le batterie degli elaboratori portatili, nasce l’utilità del risparmio energetico.
Esistono alcune combinazioni preimpostate che si adattano a configurazioni abbastanza classiche ma molte scelte possono essere gestite dall’utente e in parte dipendono anche dall’hardware di cui si dispone. Molti utenti preferiscono limitarsi a impostare lo spegnimento automatico di monitor e dischi rigidi dopo un periodo di inattività che viene stabilito impostandolo nelle rispettive caselle di riepilogo.
È però più efficiente mettere l’intero sistema in Standby, utilizzando l’omonima casella.

Quando è in questa modalità, il computer può essere considerato “addormentato” e il consumo di energia ridotto al minimo. Sarà sufficiente muovere il mouse per “risvegliare” il sistema, riattivandone componenti e periferiche, a meno che si decida, per ragioni di sicurezza, di impostare una password nella scheda “Avanzate”: in questo caso solo digitando la parola chiave si può nuovamente accedere a tutte le funzioni quando si riattiva il PC dopo la fase di standby. Quando avete stabilito tutte le impostazioni potete provvedere al loro salvataggio assegnando un nome con il pulsante “Salva con nome”.

In questo modo è più rapido cambiare le impostazioni di risparmio energetico quando cambiano le proprie esigenze, anche solo per un breve periodo di tempo. È chiaro infatti che non ha senso disattivare il sistema dopo 2 o 3 minuti di inattività se questo è alimentato dalla rete elettrica. Ma, nel caso di un portatile che si prevede di non poter alimentare per alcune ore, proprio questa può essere la scelta migliore.

Rivoluzione informatica

Diverse aziende stanno investendo su quello che potrebbe essere un salto molto significativo nelle modalità con cui si usufruisce di informazioni e servizi. In questo momento, infatti, al centro di una serie molto vasta di attività c’è il PC, che ha iniziato progressivamente a essere utilizzato anche per scopi differenti da quello di gestore ed elaboratore di dati.
 I giochi 3D, la riproduzione di film su DVD, l’ascolto della musica sono solamente alcuni esempi del nostro utilizzo quotidiano. Ma se al posto del più tradizionale cabinet del PC ci fosse un altro tipo di dispositivo, per esempio un semplice e piatto display? Un palmare con Pocket PC non è certo un’alternativa sensata alle agendine elettroniche (costa molto di più ed è più complesso accedere alle informazioni desiderate).
 Se però provate a pensare al palmare come a un terminale da utilizzare per accedere a informazioni e usufruire di servizi a valore aggiunto, come prenotazioni via Internet, MMS e via dicendo, la prospettiva può essere diversa. Analogamente uno Smart display, monitor “stupido” collegato in modalità wireless (senza fili) a un PC o a un server che viene nascosto in qualche angolo della casa o dell’ufficio, permette di accedere a informazioni e servizi a costi relativamente contenuti, aumentando di fatto il grado di riservatezza dei dati contenuti (non sono ospitati sullo Smart display) e dell’aggiornamento hardware (si potenzia solo il computer a cui è collegato).
 Se invece serve una certa capacità di elaborazione locale, magari semplicemente perché non c’è a portata di mano una infrastruttura wireless, un Tablet PC, cioè un computer in grado di gestire direttamente gli appunti scritti a mano con la penna sulla superficie del display, può risolvere diversi problemi senza dover ricorrere a un notebook.
Tutti questi dispositivi, oltre alla portatilità, hanno in comune un display, anche se di dimensioni nettamente diverse, come fonte principale di interazione con l’utente. Ovviamente occorrono anche altri elementi per poter rendere possibile la cosa e il principale è il software, o meglio, i sistemi operativi, ma sembra che Microsoft si stia muovendo in questa direzione. Il nostro modo di interagire con il PC cambierà molto presto... speriamo a prezzi non troppo elevati!

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