Definizione e valutazione del Rischio


5.   Definizione e valutazione del "Rischio"

Il verificarsi di un guasto, non comporta necessariamente il verificarsi di un incidente, ma insorge la probabilità "k"  che l'incidente si verifichi e che comporti un danno "d".
Possiamo allora definire il  Rischio  "R(t)" come prodotto delle probabilità prima definite, per l'entità del danno che si può verificare:

                                          R(t)  =  k .  [1-S(t)] . d

Ridurre il rischio significa, quindi, ridurre i tre fattori che lo determinano.

Ci occuperemo essenzialmente della sicurezza elettrica nelle installazioni, nell’uso delle apparecchiature e nel mantenimento dell’efficienza degli organi di protezione; osserviamo, in particolare, che il pericolo elettrico non è quasi mai evidente, come invece può esserlo, ad esempio,  l'abbagliamento di un faro mal posizionato o il danneggiamento di un sostegno.
Come ultima considerazione di carattere generale diremo che i fattori di rischio possono essere ridotti operando in modo corretto, costantemente, in tutte le fasi dell'esistenza dell'impianto:
- progettazione
- realizzazione
- impiego
- manutenzione
- smantellamento 

5.1.  Riduzione della probabilità di guasto   [1-S(t)] del sistema elettrico:

Aumentando la sicurezza S dei singoli elementi dell'impianto, fino a valori quanto più possibile prossimi a 1, la probabilità di guasto si riduce a valori sempre più prossimi a zero.
A tal fine occorre:
a)     progettare correttamente l'impianto elettrico:
-        scegliendo schemi elettrici semplici;
-        dimensionando correttamente i singoli elementi dell'impianto;
-        prevedendo organi di protezione adeguati;
-        rispettando la normativa tecnica e di legge;
b)     diminuire il tempo di esposizione "t" mediante:
-        verifiche periodiche;
-        manutenzione programmata;
-        manutenzione straordinaria;
c)     impiegare tecniche automatiche di:
-        monitoraggio dei singoli elementi;
-        gestione e controllo mediante opportuni strumenti informatici;
-        intervento automatico in situazioni di pericolo.
Per quanto si possa operare correttamente, la probabilità che avvenga un guasto non può essere ridotta a zero, anzi, aumentando il tempo di funzionamento, sappiamo che il guasto tende a verificarsi con probabilità sempre più vicina alla certezza. Si potrebbe ridurre adeguatamente il tempo di funzionamento, rinnovando frequentemente l'impianto; ma ciò comporta spesso costi inaccettabili.
Occorre, invece, fare in modo che, al verificarsi di un guasto, la probabilità che insorga  una situazione di pericolo sia resa minima, quindi bisogna ridurre il fattore "k", cioè la probabilità che avvenga un incidente.

5.2.  Riduzione della probabilità " k " che in presenza di un guasto avvenga un incidente:

Il rispetto della normativa è fondamentale perché, al verificarsi di un guasto, la probabilità che si determini una situazione di pericolo sia minima. Infatti:
-        le norme tecniche forniscono criteri e prescrizioni che, compatibilmente con i costi, assicurano un livello di sicurezza accettabile;
-        la corretta realizzazione  dell'impianto e l'impiego di materiali  conformi alla normativa, riduce la probabilità che  un guasto possa causare pericolo;
-        il corretto impiegodell'impianto, nei limiti e per gli scopi per cui  è stato progettato e costruito, evita il verificarsi di sollecitazioni anomale, con conseguenti probabili deterioramenti;
-        le verificheperiodiche tendono a rilevare che, nel tempo si mantenga il livello di sicurezza iniziale dell'impianto;
-        la manutenzioneprogrammata e quella straordinaria hanno lo scopo di mantenere invariate le caratteristiche tecniche dell'impianto e quindi la sua  sicurezza iniziale;
-        il monitoraggio continuo e la gestione automatica, oggi realizzabili con mezzi elettronici ed informatici, risultano estremamente efficaci nel segnalare, in tempo reale, l'insorgere di una situazione di guasto e, se  necessario, per eliminare rapidamente  il pericolo intervenendo direttamente sugli organi di manovra dell’impianto.

5.3.    Limitazione dell'entità  " d " del danno

Avendo operato in modo da ridurre al minimo il pericolo di guasti, ed avendo adottati tutti i provvedimenti previsti dalla normativa per limitare la probabilità che, in presenza di un guasto avvenga un incidente, non resta che scegliere strutture di impianto tali da ridurre l'entità dell'eventuale danno:
-        scegliendo strutture del sistema modulari, e proteggendo singolarmente i vari moduli;
-        segregando le parti di impianto più soggette a guasti pericolosi;
-        apprestando attrezzature e mezzi idonei agli interventi di emergenza prevedibili.
5. 4. Smantellamento degli impianti
      
Non sempre viene posta la necessaria cura nello smantellamento di un impianto, in questa fase, infatti, possono insorgere pericoli di varia natura:
-        parti che possono rimanere sotto tensione, a portata di mano;
-        ostacoli meccanici, costituiti  da residui di impianto affioranti dal terreno, etc;
-        materiali ingombranti, inquinanti, etc.

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