Tool per Password Windows


Recuperare le password di una rete Wi-Fi
Se avete dimenticato la password per Windows , siete davanti a una porta sprangata. In questo caso serve  Cain & Abel Pasword Utility. È stato scritto per Linux, che offre pieno accesso alle partizioni NTFS. L'autore fornisce a corredo una versione ridotta di questo sistema operativo.
  Il minisistema cercherà subito una partizione Windows. È comunque possibile inserirne un'altra dopo la prima oppure confermare il risultato e tutte le altre richieste premendo INVIO. Si aprirà un menu principale in cui fare clic su EDIT USER DATA AND PASSWORDS. Dall'elenco seguente scegliere un account utente di Windows, quindi inserire una nuova password oppure, ancora meglio, eliminare quella presente inserendo. Attenzione: quando il file della password modificato viene riscritto sulla partizione NTFS, si corre il rischio di bloccare il sistema, che non viene più riavviato. Si consiglia quindi di creare prima un backup della partizione di Windows con un image tool.


Cain  & Abel riunisce in un unico software svariati strumenti d’analisi e decifrazione. Recuperare le password di una rete Wi-Fi o di un client di posta come Outlook, trova password del sistema operativo Windows. 





MODIFICA DI PROGRAMMI Windows Enabler


programmi shareware
Windows Enabler  abilita menu bloccati di programmi shareware e demo.

Questo freeware abilita voci di menu altrimenti non operative. Di particolare interesse per i programmatori  di prodotti shareware che desiderano distribuire i propri programmi con funzionalità ridotte. Grazie a Enabler essi hanno la possibilità di controllare se le funzioni disattivate non possono essere abilitate con qualche utility. L'installazione di Windows Enabler è semplice: dopo  aver decompresso l'archivio in una cartella qualsiasi, fare doppio clic sul file WINDOWS ENABLER.EXE e il  programma si colloca nel systray. Con un clic sull'icona il programma si mette sull'attenti.
 Da questo momento tutti i menu del software nella finestra attiva sono abilitati, basta un clic per eseguire le funzioni  corrispondenti. Windows Enabler funziona anche con alcuni comandi nelle finestre di dialogo. Con un altro clic sull'icona del programma si disattiva la funzione di abilitazione. Le possibilità di abuso sono evidenti: nelle versioni  demo non protette contro questi strumenti vengono scardinate le limitazioni. Attenzione: questo programma può mandare in crash un'applicazione o bloccare Windows. In caso di problemi, basta di solito riavviare il pc. Per andare sul sicuro però, è bene fare un backup del disco rigido prima di utilizzare Windows Enabler.

Attenti ai jitter


sistemi di jitter correction
La prima cosa da fare quando si parla di jitter è fare un po’ di chiarezza, dal momento che ne esistono due tipi differenti. Il primo si riferisce a un errore nella base dei tempi, che avviene durante la conversione di un campione digitale in analogico. Il secondo è invece usato nel contesto dell'estrazione audio da CD e indica la duplicazione o la perdita di alcuni campioni. Quest’ultimo problema nasce dal fatto che le specifiche originali previste da Philips non richiedono un indirizzamento preciso dei blocchi. Infatti, mentre i dati audio sono inviati a un buffer in modo per così dire ordinato, le informazioni di indirizzamento dei blocchi audio sono prive dei subcode channel e inviati a una parte differente del controller.

Dal momento che in questo modo dati audio e informazioni sugli indirizzi viaggiano su binari separati, il lettore CD può trovarsi nella spiacevole situazione di non riuscire a identificare esattamente inizio e fine di ogni blocco. Durante l’estrazione delle tracce audio il risultato è che possano essere duplicati o saltati alcuni campioni, cosa questa che genera dei fastidiosi click in fase di riproduzione.
 Il rimedio migliore passa per i cosiddetti sistemi di jitter correction. Si tratta di soluzioni software che si basano su ripetute letture, che permettono all’occorrenza di far slittare i dati fino a farli combaciare per ottenere la sequenza originale.

Toc tabella dei contenuti del CD


L’importanza della TOC


Acronimo di Table of contents
Per capire bene cosa sia la TOC occorre fare un passo indietro e familiarizzare un poco con il significato di alcuni termini di uso corrente nella masterizzazione. Innanzitutto un disco “aperto” è un CD cui si possono ancora aggiungere dei dati come nel caso dei multisessione, che sfruttano però un piccolo stratagemma. Per poter garantire la successiva aggiunta di dati, infatti, il programma di masterizazione in questi casi, dopo aver chiuso la sessione di scrittura, ne apre immediatamente una nuova,  che sarà appunto utilizzata alla masterizzazione successiva. Un disco si dice altresì “chiuso” quando, viceversa, non è più possibile modificarne i contenuti e vengono scritti Lead in e Lead out. Acronimo di Table of contents, la TOC, è una  tabella dei contenuti del CD indispensabile per la gestione/riproduzione dei dati che si trova proprio all’interno del Lead In nei CD “chiusi” e nella Program Memory Area (PMA) in quelli “aperti”. 

Come avviene la scrittura del disco Cd e Dvd


masterizzare cd e dvd
Dietro ai dischi, CD o DVD, riscrivibili si celano anni di dura ricerca in diversi settori, dalla chimica  all’elettronica. Anche a un non esperto, infatti, appare evidente quanto possa essere complicato realizzare un disco capace di essere letteralmente inciso più e più volte da un raggio laser. Tecnicamente, i dischi riscrivibili si basano su una tecnologia a cambiamento di fase. In buona sostanza, anziché creare pit e deformazioni  nello strato  organico registrabile, così come accade per CD-R e DVD-R, il laser agisce su una speciale sostanza cristallina in cui è immerso del materiale magnetico. Semplificando di molto il processo, il calore del laser trasforma questo speciale strato in una sostanza  amorfa semiliquida, che lascia libertà di movimento al materiale magnetico, il quale per mezzo di un apposito campo generato dal masterizzatore viene opportunamente direzionato così da creare i presupposti per l'incisione dei dati.
Qualsiasi successivo  passaggio del laser in corrispondenza di un’area che contiene già dei dati, permetterà di cancellarli o sovrascriverli, in teoria per un numero infinito di volte.

realizzare copie al volo di un CD

masterizzazione

CD “al volo” oppure no
si può ben dire che sono poche oggi le ragioni per scegliere di masterizzare “on the fly”, ossia “al volo”.  questo sistema che prevede la presenza di un lettore CD, oltre che, ovviamente, di un masterizzatore, si basa sul trasferimento diretto delle informazioni dal CD originale a quello di backup. Premesso che per realizzare copie al volo è necessario anche accertarsi che lettore CD e masterizzatore risiedano su due diversi canali  IDE, questa  modalità di copia si rivelava utile soprattutto quando lo spazio su disco era un problema.
 Con le attuali unità da diverse decine di gigabyte il problema di non avere 700 megabyte liberi sul disco fisso, non dovrebbe più sussistere e con esso anche la necessità di effettuare copie “on the fly”. Tanto più che ricorrere a un preventivo trasferimento dei dati contenuti nel CD originale sul disco fisso sotto forma di file di immagine, garantisce una maggiore probabilità di successo e un minor numero di errori nei dati. Per registrare un CD al volo, infatti, viene quasi sempre realizzata un'immagine virtuale del disco originale che contiene solo  e caratteristiche dei file ma non i dati veri e propri. Il contenuto dei file, invece, viene letto solamente durante la scrittura del CD.

Consigli per una buona masterizzazione


masterizzatori
Masterizzazioni sicure
L’avvento di masterizzatori con buffer di dimensioni sempre  maggiori e l’elevata efficienza garantita sia dai  sistemi di buffer underrun, sia dai pc dell’ultima generazione hanno per fortuna reso soltanto un brutto ricordo l’era in cui prima di masterizzare ci mancava poco che occorresse raccomandarsi a qualche santo per riuscire nell’impresa. Nonostante ciò alcune delle vecchie care regole usate agli albori della masterizzazione  restano valide.
Innanzitutto, a meno che non siate dotati di un sistema SCSI evitate di stressare il pc durante le fasi di scrittura, specie sollecitando il disco fisso su cui risiedono i dati in corso di trasferimento. Per evitare brutte sorprese vale poi sempre la regola di chiudere le applicazioni che operano in background, se necessario 
anche l’antivirus. Quindi sinceratevi che lo screensaver sia disabilitato e fate lo stesso con il sistema di  risparmio energetico. Più in generale è invece di fondamentale importanza avere una buona cura del proprio disco fisso. Come molti utenti che scaricano file dalla Rete con i vari client peer-to-peer, la  deframmentazione dei dati può a volte essere addirittura la causa della rottura di un disco. Per questa ragione questa operazione dovrebbe essere eseguita con regolarità e non solo per motivi legati alla buona riuscita delle masterizzazioni.

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