Per automatizzare la connessione
in rete puoi creare un
file batch: apri Blocco note e scrivi
il comando “net use R: \\indirizzo\
condivisione”, dove “indirizzo”
è l’indirizzo IP del computer a
cui vuoi collegarti e “condivisione”
è il nome della cartella condivisa
a cui vuoi accedere;
“R:” è la lettera di unità che apparirà
nella finestra delle Risorse del
computer dopo aver eseguito il
comando.
Scegli “Salva con
nome” dal menu del Blocco note,
scegli “Tutti i file” nella casella
“Salva come” e salva il comando
con il nome “AttivaRete.bat” sul
Desktop o nella cartella che preferisci.
Se vuoi avere il
tempo di leggere il
risultato del comando,
aggiungi una seconda
riga che contiene solo
il comando “pause”.
Per modificare il file
batch che hai appena
creato, fai clic destro
sulla sua icona e scegli la voce
Modifica; per eseguirlo fai doppio
clic sulla sua icona. Windows ti dà
altre due possibilità per semplificare
l’accesso alle cartelle di rete.
Apri l’icona “Risorse di rete” e
fai clic sul collegamento
“Aggiungi risorsa di rete” che
trovi nella parte sinistra della
finestra; segui la procedura guidata
e al termine troverai nella parte
destra della finestra un’icona per
aprire direttamente la cartella
condivisa. Non spostare questa
icona sul Desktop, perché in questo
modo Windows eseguirebbe
una pausa all’avvio e all’apertura
della maschera di salvataggio file
di qualsiasi programma per tentare
di raggiungere la cartella di
rete. In alternativa allo script,
puoi istruire Windows a ricreare
automaticamente la lettera di
unità nella finestra delle Risorse
del computer a ogni avvio di
Windows: apri la finestra Risorse
del computer e scegli la voce
“Connetti unità di rete” dal menu
Strumenti; al termine della procedura
metti il segno di spunta nella
casella “Riconnetti all’avvio”.
Anche in questo caso l’avvio di
Windows sarà allungato da
una piccola pausa.
Creare gli Utenti di Windows
Nel caso che un unico computer sia utilizzato da più persone, l’icona
Utenti offre l’utile opportunità di creare distinte maschere d’accesso al
computer: potete farvi ricorso per creare tanti profili quante sono le
persone che utilizzano il computer. In questo modo ogni utente potrà
impostare il desktop e le opzioni di alcuni programmi secondo le proprie
personali esigenze.
È anche possibile proteggere il profilo con una password, in modo che sia preclusa ad altri, la possibilità di accedervi per modificare le impostazioni.
Ecco come si procede.
È anche possibile proteggere il profilo con una password, in modo che sia preclusa ad altri, la possibilità di accedervi per modificare le impostazioni.
Ecco come si procede.
- Fate clic sul pulsante Avanti dopo aver avviato la procedura di definizione di una nuova utenza. Digitate un nome utente e fate ancora clic su Avanti.
- Nella finestra successiva dovrete digitare due volte la password. Poiché i caratteri non vengono visualizzati (sono sostituiti da asterischi), la seconda volta “confermerete” quanto digitato nella prima casella. Fate ancora clic su “Avanti”. Nella finestra successiva potete scegliere quali sono gli elementi da personalizzare per quel singolo utente. Il nostro suggerimento è di contrassegnare tutte le caselle, con la sola eccezione di “Menu Avvio”. Fate clic su Avanti e poi premete il pulsante “Fine” per riavviare il computer. Dopo aver riavviato, verrà visualizzata una finestra nella quale devono essere digitati nome utente e password. In base all’utente che accede a Windows vengono caricate le impostazioni corrispondenti. In questo modo è possibile avere sul desktop solo le icone corrispondenti ai propri programmi preferiti, utilizzare la funzione dati recenti per visualizzare i propri documenti aperti ultimamente e, in definitiva, avere il “proprio” computer.
Risparmio energia
Per non sprecare
l’energia elettrica
Sono senz’altro utili le impostazioni
alle quali si accede tramite
l’icona Risparmio
energia. Molte persone tengono
acceso il computer per
parecchie ore al giorno, magari
senza farne un uso ininterrotto.
Si tratta di un’abitudine apprezzabile:
per i circuiti interni di
un PC è molto meno gravosa
questa soluzione rispetto al
succedersi di accensioni e
spegnimenti frequenti.
C’è però un problema: il computer
e le varie periferiche connesse
alla rete elettrica come
monitor, stampanti e modem,
consumano corrente in misura
non irrilevante.
Da questa considerazione, e ancor più dalla necessità di salvaguardare le batterie degli elaboratori portatili, nasce l’utilità del risparmio energetico.
Esistono alcune combinazioni preimpostate che si adattano a configurazioni abbastanza classiche ma molte scelte possono essere gestite dall’utente e in parte dipendono anche dall’hardware di cui si dispone. Molti utenti preferiscono limitarsi a impostare lo spegnimento automatico di monitor e dischi rigidi dopo un periodo di inattività che viene stabilito impostandolo nelle rispettive caselle di riepilogo.
È però più efficiente mettere l’intero sistema in Standby, utilizzando l’omonima casella.
Quando è in questa modalità, il computer può essere considerato “addormentato” e il consumo di energia ridotto al minimo. Sarà sufficiente muovere il mouse per “risvegliare” il sistema, riattivandone componenti e periferiche, a meno che si decida, per ragioni di sicurezza, di impostare una password nella scheda “Avanzate”: in questo caso solo digitando la parola chiave si può nuovamente accedere a tutte le funzioni quando si riattiva il PC dopo la fase di standby. Quando avete stabilito tutte le impostazioni potete provvedere al loro salvataggio assegnando un nome con il pulsante “Salva con nome”.
In questo modo è più rapido cambiare le impostazioni di risparmio energetico quando cambiano le proprie esigenze, anche solo per un breve periodo di tempo. È chiaro infatti che non ha senso disattivare il sistema dopo 2 o 3 minuti di inattività se questo è alimentato dalla rete elettrica. Ma, nel caso di un portatile che si prevede di non poter alimentare per alcune ore, proprio questa può essere la scelta migliore.
Da questa considerazione, e ancor più dalla necessità di salvaguardare le batterie degli elaboratori portatili, nasce l’utilità del risparmio energetico.
Esistono alcune combinazioni preimpostate che si adattano a configurazioni abbastanza classiche ma molte scelte possono essere gestite dall’utente e in parte dipendono anche dall’hardware di cui si dispone. Molti utenti preferiscono limitarsi a impostare lo spegnimento automatico di monitor e dischi rigidi dopo un periodo di inattività che viene stabilito impostandolo nelle rispettive caselle di riepilogo.
È però più efficiente mettere l’intero sistema in Standby, utilizzando l’omonima casella.
Quando è in questa modalità, il computer può essere considerato “addormentato” e il consumo di energia ridotto al minimo. Sarà sufficiente muovere il mouse per “risvegliare” il sistema, riattivandone componenti e periferiche, a meno che si decida, per ragioni di sicurezza, di impostare una password nella scheda “Avanzate”: in questo caso solo digitando la parola chiave si può nuovamente accedere a tutte le funzioni quando si riattiva il PC dopo la fase di standby. Quando avete stabilito tutte le impostazioni potete provvedere al loro salvataggio assegnando un nome con il pulsante “Salva con nome”.
In questo modo è più rapido cambiare le impostazioni di risparmio energetico quando cambiano le proprie esigenze, anche solo per un breve periodo di tempo. È chiaro infatti che non ha senso disattivare il sistema dopo 2 o 3 minuti di inattività se questo è alimentato dalla rete elettrica. Ma, nel caso di un portatile che si prevede di non poter alimentare per alcune ore, proprio questa può essere la scelta migliore.
Rivoluzione informatica
Diverse aziende stanno investendo su quello che potrebbe
essere un salto molto significativo nelle modalità con
cui si usufruisce di informazioni e servizi. In questo
momento, infatti, al centro di una serie molto vasta di
attività c’è il PC, che ha iniziato progressivamente a essere
utilizzato anche per scopi differenti da quello di gestore
ed elaboratore di dati.
I giochi 3D, la riproduzione di film su DVD, l’ascolto della musica sono solamente alcuni esempi del nostro utilizzo quotidiano. Ma se al posto del più tradizionale cabinet del PC ci fosse un altro tipo di dispositivo, per esempio un semplice e piatto display? Un palmare con Pocket PC non è certo un’alternativa sensata alle agendine elettroniche (costa molto di più ed è più complesso accedere alle informazioni desiderate).
Se però provate a pensare al palmare come a un terminale da utilizzare per accedere a informazioni e usufruire di servizi a valore aggiunto, come prenotazioni via Internet, MMS e via dicendo, la prospettiva può essere diversa. Analogamente uno Smart display, monitor “stupido” collegato in modalità wireless (senza fili) a un PC o a un server che viene nascosto in qualche angolo della casa o dell’ufficio, permette di accedere a informazioni e servizi a costi relativamente contenuti, aumentando di fatto il grado di riservatezza dei dati contenuti (non sono ospitati sullo Smart display) e dell’aggiornamento hardware (si potenzia solo il computer a cui è collegato).
Se invece serve una certa capacità di elaborazione locale, magari semplicemente perché non c’è a portata di mano una infrastruttura wireless, un Tablet PC, cioè un computer in grado di gestire direttamente gli appunti scritti a mano con la penna sulla superficie del display, può risolvere diversi problemi senza dover ricorrere a un notebook.
Tutti questi dispositivi, oltre alla portatilità, hanno in comune un display, anche se di dimensioni nettamente diverse, come fonte principale di interazione con l’utente. Ovviamente occorrono anche altri elementi per poter rendere possibile la cosa e il principale è il software, o meglio, i sistemi operativi, ma sembra che Microsoft si stia muovendo in questa direzione. Il nostro modo di interagire con il PC cambierà molto presto... speriamo a prezzi non troppo elevati!
I giochi 3D, la riproduzione di film su DVD, l’ascolto della musica sono solamente alcuni esempi del nostro utilizzo quotidiano. Ma se al posto del più tradizionale cabinet del PC ci fosse un altro tipo di dispositivo, per esempio un semplice e piatto display? Un palmare con Pocket PC non è certo un’alternativa sensata alle agendine elettroniche (costa molto di più ed è più complesso accedere alle informazioni desiderate).
Se però provate a pensare al palmare come a un terminale da utilizzare per accedere a informazioni e usufruire di servizi a valore aggiunto, come prenotazioni via Internet, MMS e via dicendo, la prospettiva può essere diversa. Analogamente uno Smart display, monitor “stupido” collegato in modalità wireless (senza fili) a un PC o a un server che viene nascosto in qualche angolo della casa o dell’ufficio, permette di accedere a informazioni e servizi a costi relativamente contenuti, aumentando di fatto il grado di riservatezza dei dati contenuti (non sono ospitati sullo Smart display) e dell’aggiornamento hardware (si potenzia solo il computer a cui è collegato).
Se invece serve una certa capacità di elaborazione locale, magari semplicemente perché non c’è a portata di mano una infrastruttura wireless, un Tablet PC, cioè un computer in grado di gestire direttamente gli appunti scritti a mano con la penna sulla superficie del display, può risolvere diversi problemi senza dover ricorrere a un notebook.
Tutti questi dispositivi, oltre alla portatilità, hanno in comune un display, anche se di dimensioni nettamente diverse, come fonte principale di interazione con l’utente. Ovviamente occorrono anche altri elementi per poter rendere possibile la cosa e il principale è il software, o meglio, i sistemi operativi, ma sembra che Microsoft si stia muovendo in questa direzione. Il nostro modo di interagire con il PC cambierà molto presto... speriamo a prezzi non troppo elevati!
Una semplice radio FM da inserire nel PC.
Se fino a qualche anno
fa il PC era un oggetto
muto che al massimo
emetteva un bip-bip ogni
tanto, grazie al suo piccolo
speaker interno, oggigiorno
l’audio è diventato talmente
importante che un PC senza
altoparlanti sembra una vera
stranezza.
Se il CD è presente praticamente dappertutto e, diventa sempre più comune anche la ricezione sul computer di programmi televisivi, perché non dovrebbe esserlo una radio? Per chi desidera ascoltare anche sul computer il proprio DJ preferito, Typhoon ha approntato una scheda radio FM senza fronzoli, che si può installare praticamente in ogni PC. La scheda è piuttosto piccola e va inserita all’interno di un alloggiamento di tipo ISA (più lunghi e di color nero rispetto a quelli PCI) a 16 o anche a 8 bit, questi ultimi utilizzati solo sui vecchi computer 386.
L’installazione, a patto di avere un minimo di pratica nell’apertura del cabinet e di destrezza nell’inserire la scheda, richiede solo pochi minuti. Una volta montata la scheda nello slot, si procede a installare il software contenente il programma e i relativi driver dal CD. Collegata all’apposita presa l’antenna flessibile inclusa (che deve essere bene estesa se si vuole una buona ricezione), per ascoltare la radio dobbiamo collegare alla sua uscita un paio di cuffie, degli altoparlanti attivi, oppure utilizzare l’apposito cavetto per collegarla all’ingresso “Line In” della scheda audio del nostro computer, nel qual caso la radio verrà gestita insieme alle altre fonti sonore presenti sul computer.
L’interfaccia è piuttosto elementare, e funziona come una radio qualsiasi, con sintonia, volume, selezione e memorizzazione delle stazioni, funzione radiosveglia e così via. È presente anche un registratore, che però funziona solo se la radio viene collegata alla scheda audio.
Mancano funzioni sofisticate come il Radio Data System, che permetterebbe di visualizzare il nome della stazione ricevuta. La documentazione è il punto più dolente.
Tanto per cominciare, la confezione proclama in bella evidenza la presenza di un manuale in ben sei lingue, italiano compreso. Si rimane quindi parecchio delusi quando si scopre che lo striminzito foglietto incluso è, in realtà, solo in inglese, e la stessa cosa vale per la versione elettronica del manuale inclusa nel CD di accompagnamento. Inspiegabilmente la scatola riporta la possibilità di memorizzare sino a 99 stazioni radio, mentre in realtà ne sono disponibili solo 20. Nel corso dell’installazione della scheda ci siamo scervellati nel tentativo di seguire il manuale, che prevedeva la regolazione di alcune funzioni della scheda tramite un introvabile “ponticello” (jumper).
Solo dopo l’ovvio controllo del manuale in formato elettronico presente sul CD, ci siamo resi conto che il manuale cartaceo faceva riferimento ad alcune caratteristiche della scheda in realtà inesistenti. In campo informatico la documentazione acclusa è quasi sempre insufficiente, ma che non sia corrispondente alle caratteristiche del prodotto è davvero imperdonabile. Se l’antenna viene posizionata correttamente, la qualità dell’ascolto è paragonabile a quella di un normale apparecchio radio. Sinceramente però non vediamo molti motivi per voler installare una simile scheda sul proprio computer.
Rispetto a una radio portatile, la scheda non fornisce alcun particolare vantaggio o automatismo in più, e non la si può spostare. In definitiva, una periferica curiosa ma di dubbia utilità.
Giudizio: La scheda Typhoon permette facilmente di installare una radio sul proprio computer, ma non fornisce alcuna funzionalità in più rispetto a una radio esterna. Pessima la documentazione
Se il CD è presente praticamente dappertutto e, diventa sempre più comune anche la ricezione sul computer di programmi televisivi, perché non dovrebbe esserlo una radio? Per chi desidera ascoltare anche sul computer il proprio DJ preferito, Typhoon ha approntato una scheda radio FM senza fronzoli, che si può installare praticamente in ogni PC. La scheda è piuttosto piccola e va inserita all’interno di un alloggiamento di tipo ISA (più lunghi e di color nero rispetto a quelli PCI) a 16 o anche a 8 bit, questi ultimi utilizzati solo sui vecchi computer 386.
L’installazione, a patto di avere un minimo di pratica nell’apertura del cabinet e di destrezza nell’inserire la scheda, richiede solo pochi minuti. Una volta montata la scheda nello slot, si procede a installare il software contenente il programma e i relativi driver dal CD. Collegata all’apposita presa l’antenna flessibile inclusa (che deve essere bene estesa se si vuole una buona ricezione), per ascoltare la radio dobbiamo collegare alla sua uscita un paio di cuffie, degli altoparlanti attivi, oppure utilizzare l’apposito cavetto per collegarla all’ingresso “Line In” della scheda audio del nostro computer, nel qual caso la radio verrà gestita insieme alle altre fonti sonore presenti sul computer.
L’interfaccia è piuttosto elementare, e funziona come una radio qualsiasi, con sintonia, volume, selezione e memorizzazione delle stazioni, funzione radiosveglia e così via. È presente anche un registratore, che però funziona solo se la radio viene collegata alla scheda audio.
Mancano funzioni sofisticate come il Radio Data System, che permetterebbe di visualizzare il nome della stazione ricevuta. La documentazione è il punto più dolente.
Tanto per cominciare, la confezione proclama in bella evidenza la presenza di un manuale in ben sei lingue, italiano compreso. Si rimane quindi parecchio delusi quando si scopre che lo striminzito foglietto incluso è, in realtà, solo in inglese, e la stessa cosa vale per la versione elettronica del manuale inclusa nel CD di accompagnamento. Inspiegabilmente la scatola riporta la possibilità di memorizzare sino a 99 stazioni radio, mentre in realtà ne sono disponibili solo 20. Nel corso dell’installazione della scheda ci siamo scervellati nel tentativo di seguire il manuale, che prevedeva la regolazione di alcune funzioni della scheda tramite un introvabile “ponticello” (jumper).
Solo dopo l’ovvio controllo del manuale in formato elettronico presente sul CD, ci siamo resi conto che il manuale cartaceo faceva riferimento ad alcune caratteristiche della scheda in realtà inesistenti. In campo informatico la documentazione acclusa è quasi sempre insufficiente, ma che non sia corrispondente alle caratteristiche del prodotto è davvero imperdonabile. Se l’antenna viene posizionata correttamente, la qualità dell’ascolto è paragonabile a quella di un normale apparecchio radio. Sinceramente però non vediamo molti motivi per voler installare una simile scheda sul proprio computer.
Rispetto a una radio portatile, la scheda non fornisce alcun particolare vantaggio o automatismo in più, e non la si può spostare. In definitiva, una periferica curiosa ma di dubbia utilità.
Giudizio: La scheda Typhoon permette facilmente di installare una radio sul proprio computer, ma non fornisce alcuna funzionalità in più rispetto a una radio esterna. Pessima la documentazione
TomTom Serie Start
La nuova proposta di TomTom conferma
l’idea che ci eravamo fatti
recensendo gli ultimi modelli della
casa olandese. L’impressione generale
è positiva, il prodotto è buono e
presenta tutte le pregevoli caratteristiche
del modello precedente (il
TomTom Serie Start), per esempio è in
grado di funzionare senza nessuna
procedura di installazione - così
come è - appena prelevato dalla
scatola, è facile da usare e i tempi
per il ricalcolo dell’itinenario e il
reindirizzamento in caso di blocchi
stradali sono veloci. Quello che ci
lascia perplessi però è il fatto che,
con un minimo di attenzione da
parte dei produttori il TomTom
Serie Start sarebbe potuto diventare
veramente superlativo, in particolare
per quanto riguarda l’interfaccia e la
forma.
Sembrerebbe che l’azienda si sia accontentata del ruolo egemonico acquisito sul mercato, limitandosi ad aggiornare i suoi modelli senza proporre prodotti veramente innovativi, in grado di anticipare la concorrenza. I miglioramenti comunque non mancano, per esempio lo schermo è stato portato
Specifiche tecniche
Batteria Durata della batteria Fino a 2 ore di funzionamento autonomo
Connettività
Connettività ai Servizi LIVE No
Bluetooth® No
Supporto Supporto per veicolo Supporto pieghevole, passivo per parabrezza
Memoria
Memoria interna Sì
Slot per schede SD microSD
Schermo
Dimensioni dello schermo Touchscreen da 11 cm (4.3”)
Tipo di schermo 16:9 resistive touchscreen
Risoluzione dello schermo 480 x 272 pixel
Dimensioni
Dimensioni (L x A x P) 119 x 85 x 19 mm
Peso 154 grammi
Sembrerebbe che l’azienda si sia accontentata del ruolo egemonico acquisito sul mercato, limitandosi ad aggiornare i suoi modelli senza proporre prodotti veramente innovativi, in grado di anticipare la concorrenza. I miglioramenti comunque non mancano, per esempio lo schermo è stato portato
- Indicatore di corsia avanzato
- Riproduzione vocale dei nomi delle vie
- Touchscreen da 11 cm (4.3”)
- Mappe dell'Europa
- Supporto integrato
Specifiche tecniche
Batteria Durata della batteria Fino a 2 ore di funzionamento autonomo
Connettività
Connettività ai Servizi LIVE No
Bluetooth® No
Supporto Supporto per veicolo Supporto pieghevole, passivo per parabrezza
Memoria
Memoria interna Sì
Slot per schede SD microSD
Schermo
Dimensioni dello schermo Touchscreen da 11 cm (4.3”)
Tipo di schermo 16:9 resistive touchscreen
Risoluzione dello schermo 480 x 272 pixel
Dimensioni
Dimensioni (L x A x P) 119 x 85 x 19 mm
Peso 154 grammi
Velocita della rete locale
Alcune schede di rete locale incontrano difficoltà nel negoziare la velocità di
connessione con gli hub di rete (che lavorano in modalità half duplex, ovvero
che consente la trasmissione in due direzioni, ma non contemporaneamente) e
spesso si regolano sulla velocità più bassa.
Per risolvere il problema alla radice sarebbe sufficiente sostituire l’hub di rete con uno switch (poiché supporta la modalità full duplex, con trasmissione bidirezionale contemporanea), che generalmente “convince” anche le schede più difficili a impostare automaticamente la velocità di 100 Mbps. In alternativa puoi forzare il driver a basso livello della scheda di rete a funzionare solo a 100 Mbps.
Per farlo, apri la scheda Gestione periferiche facendo doppio clic sull’icona Sistema del Pannello di controllo e richiama le Proprietà della scheda di rete.
All’interno della finestra scegli la scheda Avanzate e scorri l’elenco delle impostazioni a basso livello fino a trovare quella che controlla la velocità di connessione. Non tutte le schede di rete permettono la forzatura ma, se la voce è presente, scegli 100 Mbps e conferma le scelte. Ripeti l’operazione su tutti i computer della rete per consentirne la comunicazione.
Per risolvere il problema alla radice sarebbe sufficiente sostituire l’hub di rete con uno switch (poiché supporta la modalità full duplex, con trasmissione bidirezionale contemporanea), che generalmente “convince” anche le schede più difficili a impostare automaticamente la velocità di 100 Mbps. In alternativa puoi forzare il driver a basso livello della scheda di rete a funzionare solo a 100 Mbps.
Per farlo, apri la scheda Gestione periferiche facendo doppio clic sull’icona Sistema del Pannello di controllo e richiama le Proprietà della scheda di rete.
All’interno della finestra scegli la scheda Avanzate e scorri l’elenco delle impostazioni a basso livello fino a trovare quella che controlla la velocità di connessione. Non tutte le schede di rete permettono la forzatura ma, se la voce è presente, scegli 100 Mbps e conferma le scelte. Ripeti l’operazione su tutti i computer della rete per consentirne la comunicazione.
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