La tecnologia oramai accompagna tutte le azioni della nostra giornata e in ogni dispositivo che usiamo si cela un processore. È ancora possibile farne a meno?
Il progresso dell’informatica
non si misura solo in
Megahertz e Gigabyte, ma
anche nel modo in cui la tecnologia
entra nelle nostre case,
nelle nostre vite. Gli esperti
affermano che siamo
appena entrati nella terza
fase dell’informatica,
quella dell’ubiquitous
computing,“il computer in ogni
dove”. Per capire che cosa si
intende con questa espressione,
possiamo fare un paragone con
un’importante invenzione del
passato: il
motore elettrico.
I primi modelli
erano come i primi
computer: macchine
costose e ingombranti,
destinate a
poter soddisfare
solo le esigenze delle
aziende più grandi; per funzionare
avevano bisogno del lavoro
di una schiera di tecnici a
tempo pieno. Poi il motore
elettrico è diventato più piccolo
ed economico, ed è stato possibile
inserirlo negli elettrodomestici
più importanti (come il
frigorifero).
Oggi un motore
elettrico può essere così minuscolo
che ognuno di noi ne ha
a disposizione decine o centinaia
senza accorgersene, perché
si trova ovunque: dall’alzacristalli
dell’automobile alla
suoneria a vibrazione del telefono
cellulare, dal lettore CD
al forno a microonde.
L
’informatica e il computer
sono destinati allo stesso successo
e in questi anni stiamo
vivendo l’inizio della terza fase
dello sviluppo. I nuovi dispositivi
elettronici saranno più utilizzati
ma, soprattutto, saranno sempre a nostra disposizione
ovunque, visto che li avremo
sempre appresso. Vediamo
allora che destino ci attende e
di che cosa, pare, non potremo
proprio più fare a meno.
Il computer miniaturizzato più
riconoscibile tra quelli che possiamo
portare facilmente ovunque
è il PC palmare. Gli ultimi
modelli hanno fatto tesoro
delle poco entusiasmanti esperienze
offerte dai predecessori,
e iniziano a essere davvero utili
a tutti. Facciamo alcuni esempi
concreti. Se siete fuori casa,
potete avere sempre accesso
alla Rete o alla posta elettronica,
ma senza essere costretti a
perdere la vista e la pazienza
sullo schermo di un cellulare
GPRS o, peggio... WAP.
Potete utilizzarli anche per abbandonare
la scomoda e ingombrante
agenda, o la rubrica
di numeri telefonici e indirizzi.
Avete anche la possibilità di
usarli per scrivere lettere o altri
documenti. Sono persino utili
nel tempo libero per ascoltare
musica, vedere video e via
dicendo.
Senza contare che,
per i più esigenti (o per chi
viaggia spesso per lavoro), un
palmare può essere utilizzato
anche come
navigatore satellitare
GPS, se supportato per
questa funzione da software
e hardware specifici.
Indossare il personal computer
può sembrare un’idea un
po’ strana, ma ci sono situazioni
in cui è necessario farlo.
È il caso, per esempio, dei
tecnici che eseguono la verifica
degli aerei e non possono
perdere tempo a scartabellare
tra centinaia di manuali e
schemi quando hanno un
dubbio sulla corretta regolazione
di qualche componente
o impianto, e magari si trovano
a operare in uno scomodo
passaggio di servizio.
Per queste situazioni, e per
tutti coloro che non possono
fare a meno di un vero PC da
portare sempre con sé, esistono
computer speciali che si
agganciano alla cintura,
come una borsa a marsupio.
Una delle marche più note
di questo particolare settore
è la statunitense
Xybernaut
I computer da indossare
si comandano con una tastiera
ad accordi; per fare un esempio,
il vistoso modello
FrogPad funziona
con lo stesso principio delle
tastiere per stenografi: ogni lettera
si ottiene premendo simultaneamente
due o più tasti, in
modo da lasciare libera l’altra
mano.
Non tutti i computer ormai
hanno monitor e modalità di
funzionamento che ricordano
i PC da tavolo, anzi, possono
nascondersi persino dietro il
quadrante di un orologio o il
cruscotto di un’automobile.
Polar Italia sembra
un normale orologio da polso,
ma in realtà contiene un
sofisticato
cardiofrequenzimetro
utile per chi pratica lo sci e
altri sport.
risultati si
possono scaricare sul PC, per
mantenere traccia dei propri
miglioramenti.
In automobile, poi, il computer
è ormai di casa: tralasciando
le centraline elettroniche,
che sono PC specializzati
per un compito particolare,
il computer che gestisce
il display a colori del cruscotto
e le funzioni di navigazione
GPS è un vero e
proprio PC in miniatura.
Quello montato nelle auto
del gruppo Fiat a seguito
di un recente accordo con
Microsoft, userà il sistema
operativo Windows for
Automotive. La centralina
necessaria, attualmente in fase
di sviluppo, avrà una porta
USB per facilitare gli aggiornamenti
del sistema che
potranno avvenire anche tramite
la connessione GPRS del
telefono veicolare installato
nei modelli di punta.