Stampe ecologiche

Stampe ecologiche
Si parla molto di ecologia, risparmio, utilizzo consapevole delle risorse. 

Gli utenti informatici, nel loro piccolo, cosa possono fare? 
Oltre a usare con parsimonia carta (stampare anche sul retro dei fogli) e energia (spegnere i dispositivi in stand-by), si possono affidare a un programma che permette di realizzare “stampe verdi”. Ovviamente non parliamo di immagini monocromatiche, ma di un sistema per risparmiare carta e inchiostro: il software GreenPrint.
Dopo  aver scaricato il file Fate doppio clic sul file appena scaricato. Se non già presente nel sistema, è necessario installare il Net Framework di Microsoft (un compilatore per linguaggi di programmazione). L’operazione potrebbe durare molto. 
Al termine della fase di preparazione all’installazione del software potete lasciare le impostazioni di base così come sono, e fare clic “I agree & install”. Oppure potete fare clic su “Options” per variare alcuni parametri, come per esempio la cartella di installazione del programma (per esempio se volete usare un altro disco che non sia “C:”). 
GreenPrint non è altro che un driver di stampa, e come tale appare nel sistema operativo. Anzi, per meglio dire, è un  sistema di “preproduzione” (in inglese “preprint”). Andate nell’area “Stampanti e fax” di Windows: ecco un nuovo driver di  stampa (tra l’altro, scelta predefinita). 
Provate a stampare, per esempio, una pagina Web o un documento di testo, scegliendo come stampante proprio GreenPrint

Ecco come si presenta il nuovo software nella fase di preprint. Si tratta di una finestra verde che, soprattutto la prima volta, ci mette un po’ a comparire. 
Sulla sinistra, nel menu a discesa, trovate l’elenco delle stampanti disponibili e, in primo piano, la finestra da stampare. Basta selezionare una delle pagine a sinistra per escluderle dalla stampa finale: basta scegliere l’opzione “Remove page”. 
Nella stessa finestrella che appare sull’anteprima delle  pagine si trova anche l’opzione “Remove images”: serve per fare in modo che non vengano stampate le immagini presenti nella pagina. Quando si utilizza questa opzione, il programma  segnala che aveterisparmiato dei soldi 

Avviate la stampa (opzione “Print selected” dalla voce Print in alto a sinistra). Il sistema vi chiede se volete attivare l’ozione Duplex sulla vostra stampante. Di che si tratta? È la possibilità di sfuttare entrambe le  facciate di un foglio, grazie alla stampa fronte-retro. Rispondete di sì solo se la vostra stampante lo supporta.

Programma per Imparare Inglese

 Il panorama dei corsi di lingue interattivi è rimasto sostanzialmente in mano a due aziende:  Auralog e Digital Publishing. Il primo software (Tell me More).
Ora è il turno del Corso Intensivo English distribuito da Boroli Editore che, come suggerisce il  nome stesso, si propone di insegnare la lingua inglese in modo completo e approfondito.
La confezione contiene un DVD  con le lezioni interattive, tre CDAudio, un libretto di  grammatica essenziale, due per seguire anche su carta i corsi e infine la classica cuffia mono-auricolare con  microfono. 

La struttura dell’intera opera multimediale è abbastanza complessa, poiché il corso è articolato in una serie imponente di lezioni ed esercizi didattici (all’incirca sono  800 ore di studio, con circa 10.000 vocaboli e 20.000 esercizi): lo scopo è quello di insegnare a parlare correttamente la lingua  grazie al motore di riconoscimento vocale che “ascolta” l’utente e valuta la precisi  ne della pronuncia. Lo  stesso vale per lac omprensione dei dialoghi: i video didattici rappresentano “situazioni
tipo” che permettono  di imparare velocemente i vocaboli e la costruzione delle frasi (l’inglese è una lingua semplice che si presta facilmente all’ apprendimento  con i video). Inoltre grande  spazio viene dato all’ eserciziario interattivo che, oltre a focalizzarsi su pronuncia e ascolto, prevede anche test di comprensione, grammatica e scrittura. 

Tutta la mole di informazioni  didattiche presenti nel corso è gestita tramite l’interfaccia Intelliplan, una griglia molto articolata che permette all’utente di tenere d’occhio in ogni momento i progressi fatti, gli esercizi già  svolti, le lezioni completate: in questo modo eviterà di perdersi nel reticolo delle attività proposte, che sono davvero molte. Se avete già un’infarinatura della lingua potete fare un test iniziale  per capire da che livello partire con le lezioni, personalizzando poi il percorso di studi se preferite insistere su un aspetto piuttosto che su un altro.

Tra le funzioni accessorie segnaliamo la possibilità di trasferire su  iPod tutte le sezioni vocali del corso e di stampare gli esercizi, nel caso in cui non abbiate la possibilità di stare al PC.
Ricco e molto preciso dal punto  di vista didattico, il Corso Intensivo English non è da prendere sottogamba: se seguito con costanza e autodisciplina, è propedeutico per le certificazioni
TELC e TOEFL. Non si tratta  quindi di un prodotto multimediale per chi vuole rispolverare l’inglese imparato a scuola in previsione di una vacanza, ma un corso serio e valido che merita
impegno e applicazione visto anche il prezzo non indifferente.

Programma per la formazione linguistica

Dopo aver installato hardware in un pc



Fate riconoscere il disco dal BIOS

A questo punto l’installazione hardware è terminata. Il passo successivo consiste nel comunicare al BIOS i principali parametri del disco, in modo da  consentire la comunicazione tra le unità. Aprire quindi il setup del BIOS. Le impostazioni dei parametri  del disco rigido si trovano solitamente nel menu STANDARD CMOS SETUP, STANDARD CMOS   FEATURES oppure MAIN. In base alla configurazione del disco, le varie opzioni per le singole unità sono  solitamente associate a voci quali PRIMARY MASTER, PRIMARY SLAVE, SECONDARY MASTER e SECONDARY SLAVE. Il sistema più semplice consiste nell’impostare  su AUTO le voci corrispondenti a TYPE e, se presenti, anche quelle con MODE, tra cui ACCESS MODE, TRANSLATION MODE o simili. Se il parametro MODE non offre la possibilità automatica, selezionate  LBA. Così facendo il BIOS carica i parametridei dischi a ogni avvio del sistema. L’interrogazione  automatica è molto affidabile e normalmente veloce, tanto che non conviene impostare parametri  fissi. Se, nonostante tutto, l’avvio risultasse troppo lento, impostate tutti i canali EIDE liberi su NONE, in modo che all’avvio questi parametri vengano completamente ignorati. Per aumentare la velocità della fase di boot, si potrebbe rinunciare al riconoscimento automatico del disco rigido all’avvio del calcolatore. Per evitare di inserire comunque a mano i valori di cilindri, testine e settori, esiste una funzione chiamata IDE HDD AUTO-DETECTION o ENTER TO AUTODETECT; normalmente la si trova tra i parametri del disco rigido, a volte anche in un apposito menu. Per sfruttare la velocità del nuovo disco rigido, è assolutamente necessario attivare la modalità Ultra-DMA.

Controllate se è tutto in ordine
Avviate il pc e fare attenzione ai messaggi che compaiono sullo schermo: normalmente il BIOS elenca
i dischi rigidi che ha riconosciuto e ne indica le dimensioni. Se il disco nuovo non compare o se, subito dopo il test delle memorie, al riconoscimento  del disco rigido il pc si blocca, controllate per prima cosa il funzionamento del disco. Spegnete il computer  e staccate il cavo dei dati per escludere la possibilità che i comandi di risparmio energetico ostacolino il disco. Riaccendete il pc e controllate se il disco gira. Si dovrebbero sentire e/o percepire leggere vibrazioni. Se il disco non gira, significa o che è difettoso o che non riceve energia elettrica. Per sicurezza,  provate a sostituire il cavo di collegamento tra disco ed alimentazione elettrica, oppure ripetete il tentativo  con un altro calcolatore. Se il disco rigido gira, controllatene la configurazione (master/slave) e la posizione sul cavo EIDE. Il difetto potrebbe stare nel cavo di dati: provare a sostituirlo.

sistema operativo avanzato FreeBSD




FreeBSD ® è un sistema operativo avanzato per server di moderno, desktop e computer




MENO PRESTIGIO, PIÙ SODDISFAZIONI Per gli utenti, le difficoltà maggiori rispetto a Linux derivano dalla diffusione più scarsa di un sistema rispetto all’altro, per cui per BSD è più difficile trovare documentazione o anche solo amici e conoscenti esperti che possano dare una mano. Dal punto di vista dei programmatori invece, la scelta di uno o dell’altro modello (e licenza) è una questione di principio o di prestigio: BSD può dare molte soddisfazioni, ma meno visibilità all’interno della comunità.
 Chi ha provato a installare FreeBSD ne loda la flessibilità e giura che non esistono difficoltà particolari per chi abbia un minimo di esperienza con sistemi di tipo Unix, ma il vero punto di forza è la gestione dei pacchetti, che ricorda la distribuzione Debian, ma con un'interfaccia a linea di comando più semplice e completa. Proprio come Linux, il progetto FreeBSD ha due diramazioni di sviluppo: CURRENT e STABLE.
 La diramazione CURRENT è quella in cui avvengono gli sviluppi delle nuove caratteristiche, mentre le implementazioni per l'albero STABLE sono ristretti alla correzione di bug e ad alcune nuove caratteristiche accuratamente testate. Dopo tre anni di sviluppo, pochi mesi fa è finalmente uscito FreeBsd 5.0. Rispetto alla versione precedente, il nuovo sistema permette la gestione di un maggior numero di componenti hardware (periferiche, macchine e processori) e migliori prestazioni, senza che ne venga compromessa la stabilità. L'ambiente supporta i processori a 64 bit di Sun e Intel e nelle intenzioni FreeBsd 5.0 dovrebbe essere particolarmente amichevole nei confronti degli utenti desktop. Insieme a migliaia di altre applicazioni, il sistema supporta Xfree86-4.2, Kde, Gnome, Windowmaker e Mozilla, ma una delle novità maggiori è sicuramente il supporto wireless: le tecnologie Bluetooth, Acpi, Cardbus e IEEE 1394 sono supportate direttamente.
Per capire quanto la nuova versione possa diffondersi e contribuire alla crescita del movimento open source bisognerà anche valutare le reazioni del mondo dell’impresa, che è stato sollecitato a testare il prodotto e a segnalarne gli aspetti positivi e negativi. In particolare, a livello enterprise potrebbe rivelarsi interessante il cambiamento del file system UfS2, completamente riscritto per oltrepassare il limite di un terabyte e per facilitare il mantenimento del sistema effettuando operazioni di riparazione, deframmentazione, salvataggio, backup e storage. Inoltre sono favorite la compatibilità con soluzioni aziendali, tra cui Geom, un framework legato alla memorizzazione e Devfs, un file system per le periferiche virtuali.

 Per maggiori informazioni, si può consultare il sito www.freebsd.org e, per l’Italia in particolare, l’indirizzowww.gufi.org, dove risiede virtualmente il gruppo nazionale degli utenti di FreeBSD.

Inserire un messaggio avvio di Windows


Come Inserire un messaggio avvio di Windows

Avolte, specie se si tratta di un sistema cui accedono diversi utenti, si può avere l’esigenza di visualizzare all’avvio di Windows un qualsivoglia messaggio, per esempio una nota legale sull’utilizzo di questo o di
quel programma. Per fare in modo che ciò accada dovete cominciare con l’aprire l’Editor del Registro di
Configurazione.
Se usate Windows XP, Vista o Windows 7 andate nella chiave di registro HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\ MICROSOFT\WINDOWS\NT\CURRENTVERSION\WINLOGON. Nel
caso non sia visibile la voce denominata LEGALNOTICECAPTION, fate clic con il tasto destro in un punto libero sull’area di destra dell’Editor di Registro, scegliete la voce NUOVO\VALORE STRINGA, digitate il
comando LEGALNOTICE CAPTION e premete il tato INVIO. Ora fate doppio clic sulla voce appena
creata e inserite l’intestazione della finestra di dialogo in corrispondenza della voce DATI VALORE. A  questo punto, fate doppio clic sul comando LEGALNOTICETEXT e digitate il testo del messaggio che volete visualizzare all’interno del campo DATI VALORE.

Chiudete l’editor di registro e riavviate il sistema operativo: dal prossimo avvio Windows si presenterà agli utenti con un messaggio visualizzato al centro dello schermo. Se necessario, sarà sempre possibile rimuovere questa schermata tornando al registro e cancellando semplicemente il testo precedentemente inserito.

Regedit - registro di sistema

l' editor del registro di sistema è uno strumento fondamentale di Windows. Infatti, costituisce di fatto  l’interfaccia che permette all’utente di controllare, ed eventualmente modificare, le impostazioni di Windows e delle applicazioni installate. Del tutto simile a Esplora Risorse nella struttura logica, ma anche nell’aspetto, l’Editor raffigura il registro secondo una struttura ad albero in cui tutte le informazioni sono ricondotte a cinque grandi categorie (sotto forma di cartelle).

 Ecco la struttura del registro di sistema.

HKEY_CLASSES_ROOT. Si tratta del luogo in cui il sistema operativo registra tutte le informazioni relative ai tipi di file, alle associazioni e alle icone.

HKEY_CURENT_USER. In questa sezione sono raccolte tutte le impostazioni e le preferenze relative al profilo utente con cui state utilizzando il sistema operativo.

HKEY_USERS. Lo stesso tipo di informazioni associate al gruppo appena visto si ritrovano in questa terza sezione del registro, che ospita però anche i dati relativi a tutti gli altri profili utente presenti in Windows.

HKEY_LOCAL_MACHINE. Com’è facile dedurre, in questa area sono raccolte tutte le informazioni relative alle impostazioni dei componenti hardware e ai relativi driver.

HKEY_CURRENT_CONFIG. Nella quinta e ultima sezione del registro sono conservate tutte le
informazioni relative alla configurazione hardware in uso.

Sapere esattamente che tipo di dati sono contenuti in ciascuna delle categorie appena elencate aiuta a districarsi meglio nel registro di Windows, ma non mette affatto al riparo dai possibili problemi derivanti da modifiche per così dire inconsapevoli del registro. In ogni caso, l’area più sicura per compiere esperimenti è
HKEY_CURRENT_USER. Infatti, nel caso in cui, a seguito di una modifica, Windows dovesse comportarsi in modo bizzarro potrete sempre riportare il sistema al corretto funzionamento con un semplice
trucchetto: creare un nuovo profilo utente. Il dazio da pagare sarà, ovviamente, la perdita delle preferenze.

Breve analisi del rapporto tra blog e blogger

Perchè i blog  Breve analisi del rapporto tra blog e blogger

Una breve analisi dello strumento blog come modello di comunicazione asincrona.
Perchè gli utenti decidono aprire un blog ?
Da cosa deriva il successo di questo strumento ?
 I Blog sono strumenti di comunicazione asincrona del tipo
- uno a molti in  molto particolare.
Newsgroup e forum, infatti, pur condividendo lo stesso modello di comunicazione dei Blog sono spazi di discussione aperti resi interessanti da un costante lavoro collettivo. Nei Blog ciò che conta è la persona che scrive, il blogger con la sua originalità e capacità critica.
I blog sono la prova certa dell'avvenuta metabolizzazione dell'informatica da parte di moltissimi utenti e potenziali consumatori ma ciò che è più rilevante sembra essere il fatto che la grande diffusione dei blog degli ultimi tempi rispecchia molto probabilmente private esigenze narcisistiche ed il bisogno dell'uomo moderno di uscire dall'isolamento indotto dal sistema sociale e mediatico, per ritornare al contatto diretto, alla riflessione e all'aggregazione. La ragione principale del prepotente successo dei blog è da leggersi soprattutto nell'aspetto partecipativo delle persone a una comunità di individui-blogger attivi nella blogosfera. 
Il modello comunicazionale tra blogger e lettore, con emittente e ricevente sullo stesso piano. La rete di relazioni che si viene a creare nella blogosfera è rappresentata dai link ad altri blog che appaiono nei cosiddetti bookmark a margine della pagina e attraverso i continui rimandi sotto forma di link ad altri blog presenti nei post dell'autore. L'elemento centrale dei blog sono i post, i messaggi pubblicati dal blogger come opinione personale su un fatto o in risposta a quanto pubblicato da altri utenti sui propri blog.
I contenuti dei blog hanno le caratteristiche di un diario per il tono informale dei messaggi , l'approccio personale e la schiettezza con cui si affrontano le tematiche. I blog, per, non sono diari personali ma quasi un nuovo modo di fare giornalismo. Nasce una forma canale di comunicazione spontaneo, appassionato e vero i cui protagonisti sono fuori dal sistema editoriale.
Relazioni tra i blog
I blog sono strumenti editoriali nati e pensati per creare una forte rete di relazioni e collaborazioni. Nasce in questo modo la versione telematica del passa parola. Esistono infiniti motivi per aprire un blog ma l'obiettivo finale per tutti è la relazione con chi legge e partecipa. Con il passare del tempo si viene a creare tra il blogger e chi lo legge un contratto di lettura. Con gli user generated content il virtuale sembra essere diventato reale fino a l punto che l'esperienza quotidiana della rete spesso si espande verso occasioni d'incontro non mediato dal computer.
Le relazioni che i blog cercano di creare in rete hanno degli strumenti forti ed innovativi per realizzarsi:
  • Il permalink: ciascun post inserito nel blog è associato e sarà sempre raggiungibile ad un url ben preciso;
  • I feed RSS: consentono agli utenti di ricevere automaticamente gli aggiornamenti di un blog direttamente sul proprio computer ogni volta che il blog viene aggiornato.
  • I trackback: è un sistema di comunicazione orizzontale peer-to-peer tra siti web. I trackback servono fondamentalmente a creare riferimenti diretti tra contenuti provenienti da diversi siti, sono link al contrario, vale a dire che quando un utente scrive sul proprio blog un post riferito a un messaggio postato su un altro weblog il software di gestione notificherà l'aggiornamento al destinatario. Attraverso un meccanismo basato sui ping1 con i trackback è possibile seguire l'intero tracciato delle conversazioni tra bloggers.
Alcune aziende ne hanno già aperto uno per un loro prodotto. Il valore dei blog aziendali risiede nel facilitare la comunicazione con i consumatori e nell'aiutare a ottenere visibilità attraverso i motori di ricerca. Da notare come un blog aziendale non può essere una serie di comunicati stampa formattati in maniera diversa, ma il suo compito principale sarà quello di saper trasformare l'informazione in comunicazione. I blog aziendali puntano a creare un contatto diretto tra impresa ed utente per instaurare una relazione, ottenere fiducia e legittimazione del proprio modus operandi.

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