differenza tra bello e sublime

Qual'è la differenza ciò che è BELLO e ciò che è SUBLIME ? 

La differenza tra bello e sublime non sembra una domanda che riguarda noi appassionati del web ma non è così. Riflettere su certe tematiche filosofiche di "estetica" è importante per non dimenticare che nella progettazione di un sito internet non esistono solo le regole di usabilità od il CTR.
Un sito web è prima di tutto un opera dell'ingegno del suo creatore, poi un "oggetto" virtuale il cui valore è direttamente collegato al suo valore estetico ed al suo valore d'uso. 

Il concetto di sublime fu introdotto nel dibattito estetico nel 1674 con la traduzione, fatta da Boileau, del "Trattato del Sublime. In questa prima fase il sublime è definito come ciò che conduce ad un’esaltazione senza limiti del sentimento travolgendo la ragione. Sarà l'inglese Burke che riprenderà, in una sua opera del 1756, questo concetto. Secondo Burke il sublime è la percezione contem­poranea del senso dell'infinito e del terrore che nasce nell'uomo di fronte a ciò che non può comprendere. Tale duplice sentimento nascerebbe dalla percezione di ciò che è oscuro, disarmonico, indeterminato, cioè da tutto ciò che, proprio per non avere dei limiti precisi, da all'uomo l'idea dell'infinito.
Attraverso la mediazione di Burke il concetto di sublime arrivò sino a Kant che ne diede una trattazione sistematica.
Kant definisce il sublime come: quel sentimento prodotto da ciò le cui dimensioni sono tali da risultare incommensurabili con il soggetto umano. Quindi tutto ciò la cui vastità è tale per cui l'uomo non è in grado di ricondurlo alle sue dimensioni (alla sua scala).
Esistono, secondo Kant, due tipi di sublime:
 
  • Il sublime matematico: in questo caso la vastità delle di­mensione è data dalla "grandezza spaziale". Si ha quindi quando viene percepita qualcosa smisuratamente grande rispetto all'uomo. Kant fa l'esempio della vista del mare, del cielo o di una monta­gna.
  • il sublime dinamico: (dinamico = dal greco "dynamys", for­za, energia) in questo caso non si tratta tanto della percezione di una grandezza spaziale smisurata ma di una forza smisurata. Kant cita come esempio tutti quei casi in cui la natura si mani­festa all'uomo come una minaccia alla sua stessa esistenza perché dotata di energie enormemente più ampie di quelle umane (mare in tempesta, uragano, terremoto, eruzione ...).
In entrambi i casi il sublime produce uno stato ambivalen­te del soggetto:

a) immaginazione-angoscia: attraverso la sua immaginazione l'uomo prova un senso di angoscia totale per la sua piccolezza (s. mate­matico) e per la sua impotenza (s.dinamico). Infatti di fronte a grandezze e forze talmente a lui superiori l'uomo prova un senso di annichilimento, l'uomo diviene in questo modo consapevole del valore quasi nullo della sua vita (esempio: quale valore attri­buirebbe alla sua vita un organismo il cui ciclo vitale è di po­che ore, se fosse in grado di essere consapevole della durata della vita umana?).
b)  d'altra parte proprio nella percezione dei suoi limiti fisico-naturali, l'uomo diviene consapevole di sé come essere naturale ma che si distingue dalla natura per il pos­sesso della ragione. Il senso di inferiorità che egli prova di fronte alla grandezza della natura viene in questo modo a capo­volgersi nella consapevolezza della superiorità dell'uomo sulla natura in quanto essere razionale. Come sempre in Kant la dignità e superiorità dell'uomo risiedono nella consapevolezza che con la sua ragione egli acquista dei suoi limiti (per tornare all'esempio dell'organismo fatto precedentemente, si può notare che il difetto di quell'esempio consiste proprio nel fatto che nessun organismo a parte l'uomo può "essere consapevole". Proprio per il fatto di essere consapevole dei suoi limiti l'uomo raggiunge la certezza della sua superiorità sulla natura a cui manca la "con­sapevolezza".
Pertanto l'uomo si riscatta ed emancipa dalla sua finitezza in due modi:
a) si emancipa dal terrore prodotto dal s. matematico perché è in grado di concepire l'idea di infinito di fronte alla quale anche la più grande realtà naturale appare infinitamente piccola;
b) si riscatta dal senso di finitezza provato di fronte al s. dinamico, perché grazie alla sua ragione egli può dominare la natura. 

Usabilità Di Un Sito


Qual'è quindi la differenza tra bello e sublime ?
La differenza tra sublime e bello è dovuta al fatto che, mentre il sublime rivela un profondo disaccordo tra uomo e natura, il bello si fonda invece su di un loro armonico accordo.
a) bello: l'immaginazione o sensibilità, mostra all'uomo l'ogget­to naturale che si caratterizza nella sua armonica organizzazione interna come corrispondente alla struttura dell'intelletto.. 
Per­tanto tra i due termini, uomo-natura, si ha nel bello armonia o proporzione;
b) sublime: nel sublime si ha invece sproporzione e disarmonia in quanto il rapporto uomo natura vede la prevalenza sul piano na­turale della natura rispetto all'uomo, mentre tale rapporto viene ad invertirsi sul piano della spiritualità. Da un punto di vista scientifico-naturalistico l'uomo appare come una parte della natura ed è sovrastato da quest'ultima, an­che il suo intelletto appare finito e limitato Da un punto di vista razionale, l'uomo sovrasta la natura poiché con la sua ragione. che si differenzia in questo dall'in­telletto, pretende di superare la stessa natura attraverso l'idea di infinito. L'idea di infinito non viene intesa da Kant in senso conoscitivo, poiché l'infinito è una realtà noume­nica e quindi in conoscibile, ma acquista il valore di un’esigen­za che è propria della natura umana ed a cui l'uomo non può ri­nunciare.
Detto ciò, e lasciando in disparte le suggestioni filosofiche, la domanda che mi sorge è la seguente:
- Meglio flash od xhtml ? 
- Meglio un sito razionale od un sito emozionale ? 
- Meglio un sito bello od un sito sublime ?

 Nel web sono gli utenti a decidere e fino ad ora pochi webmaster hanno osato "sfidare" le capacità cognitive degli utenti ma credo che il WEB 3.0 capovolgerà il paradigma razionalistico che dilaga nelle interfaccie e nelle strutture dell'attuale web.
Un'altra domanda che non posso non fare è: gli utenti sarebbero disposti ad utilizzare un'interfaccia non usabile ma che sfida i loro limiti cognitivi ?

Importo assegno al nucleo familiare

L'importo dell'assegno al nucleo familiare
La misura dell’assegno dipende dalla tipologia del nucleo familiare, dal numero dei componenti il nucleo familiare e dal reddito del nucleo familiare, come stabilito e pubblicato in apposite tabelle. Viene stabilita con decorrenza 1° luglio di ogni anno (Circ. 12 del 12/1/1990).
Lavoratori a tempo pieno L'assegno spetta per l'intero periodo di paga quando, permanendo la continuità del rapporto di lavoro, siano state compiute nel mese almeno 104 ore lavorative se operai o 130 se si tratta di impiegati. In caso di periodi di paga inferiori al mese (settimanali, quattordicinali, quindicinali) l'assegno spetta nell' intera misura corrispondente al periodo di paga qualora siano state compiute per ogni settimana, quattordicina, quindicina, rispettivamente, almeno 24, 48, 52 ore lavorative se si tratta di operai, o 30, 60, 65 ore lavorative se si tratta di impiegati. Posto che non si sia verificata nessuna delle anzidette ipotesi spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, a prescindere dal numero di ore lavorate in ciascuna di esse.

Lavoratori a tempo parziale Ai lavoratori occupati a tempo parziale spetta l' assegno nella misura settimanale intera soltanto se hanno lavorato almeno 24 ore nella settimana (sia come impiegato che come operaio), raggiungibili anche cumulando più rapporti di lavoro a tempo parziale o a tempo pieno. Se il numero delle ore lavorate è inferiore, spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, indipendentemente dal numero delle ore lavorate in ciascuna delle giornate stesse.
In ogni caso non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese. N.B.: L’assegno deve essere corrisposto dal datore di lavoro presso di cui il lavoratore svolge l’attività principale, cioè quella che lo impegna per il maggior numero di ore o quella che costituisce la fonte principale di reddito. A tale scopo il lavoratore si farà rilasciare, alla fine di ogni periodo di paga, una dichiarazione dal datore di lavoro presso cui esplica l’attività secondaria attestante, per ogni settimana, il numero di ore lavorate nelle singole giornate e la consegnerà al datore di lavoro presso cui svolge l’attività principale. In base a questa dichiarazione il datore di lavoro principale provvederà all’erogazione dell’assegno. Qualora non fosse possibile individuare l’attività principale, su richiesta del lavoratore, l’assegno sarà pagato direttamente dall’INPS. Il cumulo delle ore non può essere effettuato con le attività svolte in qualità di operaio agricolo o di addetto ai servizi domestici o familiari, essendo queste categorie soggette a propria specifica normativa.
Lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari Ai lavoratori domestici spettano tanti assegni giornalieri quanti ne risultano dividendo per quattro il numero delle ore di lavoro risultanti dalla contribuzione complessivamente versata nel trimestre, da uno o più datori di lavoro, e per un massimo di 6 assegni giornalieri per ogni settimana.

progettazione Web

 Il ruolo strategico dell'interfaccia nei siti commerciali

In questo articolo si cerca di focalizzare l'attenzione sull'importanza dell'usabilità in riferimento alle interfacce di siti web. Se per quanto riguarda i beni materiali gli acquirenti prima pagano e poi utilizzano un prodotto, nel web prima gli utenti devono essere in grado di utilizzare correttamente l'interfaccia. L'usabilità diventa un parametro di fondamentale importanza nella progettazione di un sito web. Il successo di un sito non è dato dal traffico generato ma dal numero di utenti che tornano una seconda volta su un sito
L'attenzione verso l'usabilità è cresciuta drasticamente di importanza nelle società che hanno sviluppato progetti Internet ed il motivo + dato dall'inversione della relazione tra l'esperienza d'uso e quella di acquisto/utilizzo. Un tempo i clienti prima pagavano il prodotto che acquistavano (per es. un software) e poi, tornati a casa, scoprivano quanto ne era difficile l'utilizzo.
La situazione ora + invertita; gli utenti hanno esperienza dell'usabilità del sito fin dalla prima visita e da quel momento decidono se diventeranno clienti di quell' azienda.
+ estremamente facile raggiungere un elevato numero di accessi ("unique visitors") dopo una massiccia campagna pubblicitaria, ma non + assolutamente un successo se l'utente, dopo aver dato uno sguardo alla home page, torna indietro deluso. L'unico criterio reale per la valutazione del successo di un sito Web + il traffico generato dai "returning customers" che tornano successivamente nel sito generando una comunità virtuale di appassionati.
L'usabilità + comunque un criterio fondamentale per decretare il successo di un prodotto; la fedeltà dell'utente è il primo reale valore su Internet. Solo se l'utente vive un'esperienza positiva alla sua prima visita ritornerà e genererà un valore. Questo + il motivo per cui l'usabilità + diventato il cuore della competizione necessaria per la sopravvivenza sul Web. Solo un sito semplice da utilizzare genera traffico.

Pubblicare un sito difficile da consultare può portare non solo a perdere potenziali clienti, ma richiederà ingenti sforzi per ristabilire la presenza sul Web con una nuova immagine. I primi utenti che visiteranno il sito saranno considerati dei clienti strategici (i clienti desiderosi di utilizzare il servizio tanto da andare a visitare il sito immediatamente dopo aver saputo della sua esistenza), e se questi utenti avranno una esperienza negativa sarà un danno significativo per l'impresa. Una volta che un utente ha vissuto un'esperienza deludente, sarà molto difficile convincerlo a tornare indietro. Condurre un utente a visitare nuovamente un sito richiede un'attività di marketing e comunicazione molto costosa per l'azienda; sarebbe molto meno costoso sviluppare un progetto semplice da utilizzare fin dall'inizio. Anche se la tempestività (essere in rete il prima possibile) è importante non significa dover trascurare alcuni dettagli durante la progettazione.
Jackob Nielsen nel proprio libro intitolato  Web usabilità sostiene che è l'usabilità a governare il Web. Se un cliente non riesce a trovare un prodotto, non lo comprerà. Il Web è la soluzione definitiva per dare pieni poteri all' utente. Chi ha in mano il mouse decide tutto. E' talmente facile andare altrove; tutti i vostri concorrenti sono solo a un clic di distanza.
Il Web offre un'enorme possibilità di scelta per i propri utenti che hanno potuto sviluppare due caratteristiche: l'impazienza ed il pretendere una gratificazione immediata. Se gli utenti non riescono a farsi un'idea di come usare il sito in circa un minuto, concludono che non valga la pena di perderci tempo. Con l'economia di Internet l'usabilità ha acquisito un'importanza molto maggiore rispetto al passato. Nel tradizionale ambito dei beni materiali, gli utenti non hanno a che fare con l'usabilità del prodotto se non dopo averlo comprato e pagato. Il Web ribalta questo modo di pensare. Adesso, gli utenti hanno a che fare con l'usabilità del sito prima di decidere se interessa loro davvero e prima di spendere danaro.
Secondo Jakob Nielsen l'equazione è semplice:
  • Nel progetto di beni materiali e di software i clienti prima pagano e poi hanno a che fare con l'usabilità.
  • sul Web gli utenti hanno prima a che fare con l'usabilità e poi pagano.
E' per questo motivo che nella progettazione Web l'usabilità è molto importante.

Hard disk estraibili guida acquisto

Hard disk estraibili: guida all'acquisto ed al funzionamento

Gli hard disk esterni sono unità disco estraibili. E' sufficiente inserire nel case del proprio pc un "cassetto" in cui alloggiare il disco. A volte può essere necessario trasferire i propri dati in un luogo sicuro senza spostare l'intero PC.

Per molti utenti il fatto di avere tutti i propri dati in un disco rigido nel case del proprio pc è una cosa scomoda e poco rassicurante. Se, per esempio, si volesse cambiare pc si è necessario inoltrarsi in lunghe e noiose sessioni di backup e ripristino con DVD, trasferimenti in rete o sventrare il pc per estrarre il disco. Altre volte il problema che nasce è relativo alla sicurezza: lasciare il disco pieno di dati importanti in un luogo in cui molti entrano ed escono può essere pericoloso. Per risolvere tutti questi problemi il sistema migliore è l'utilizzo di un disco estraibile. Il disco estraibile è costituito da un normale disco fisso installato in un supporto facilmente rimovibile dalla macchina. Proprio per rendere possibile l'estrazione dell'hard disk sono nati accessori chiamati "cassetti". Un cassetto è un contenitore formato da due componenti: uno (chiamato telaio) da montare stabilmente nel pc in uno degli alloggiamenti da 5,25" con accesso all'esterno, ed uno (chiamato cassetto) che fa da alloggiamento per un normale disco fisso da 3.5". Il cassetto si inserisce nel telaio da un apertura frontale e viene bloccato da un gancio collegato ad una maniglia di manovra. Una volta in posizione il disco entra in contatto con due connettori posti sul retro dell'hard disk.

Serial ATA, Ultra ATA, SCSI. Quale Hardisk Acquistare

I modelli più economici di cassetti estraibili hanno un costo di circa 10 euro. Questi sono caratterizzati dall'assenza di sistemi di raffreddamento, di una serratura con chiave. Per pochi euro in più si possono trovare hard disk esterni buoni modelli dotati di ventole esterne di raffreddamento e di serratura a chiave in assenza della quale non è possibile estrarre il disco. Con un esborso che va dai 50 euro ai 100 euro si possono acquistare modelli più robusti con sensori per la temperatura, un display lcd che riporta diverse informazioni di funzionamento.

Guida All’ Acquisto Del Computer 

Calcolo Assegno al nucleo familiare

Tipologia del nucleo familiare
 Per poter stabilire la misura dell'assegno dovuto per un determinato nucleo, bisognerà conoscere la tipologia del nucleo stesso, in quanto l'importo varia se nel nucleo familiare vi siano delle situazioni particolari come:

Calcolo Assegni Nucleo Familiare

  •  richiedenti che siano nella condizione di vedovo/a, separato/a legalmente ed effettivamente, divorziato/a, celibe o nubile, in stato di abbandono o di cittadino straniero di Stato non convenzionato con coniuge residente all'estero. 
  • richiedenti nel cui nucleo siano compresi soggetti che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovino nell'assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro ovvero se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della loro età. 
  • richiedenti che siano nella condizione di vedovo/a, separato/a legalmente ed effettivamente, divorziato/a, celibe o nubile, in stato di abbandono o di cittadino straniero di Stato non convenzionato con coniuge residente all'estero, e nel cui nucleo familiare siano compresi soggetti che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovino nell'assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro ovvero, se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della loro età. 
Figli equiparati 
Sono equiparati ai figli:

  •  figli adottivi, affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati;
  •  figli nati da precedente matrimonio del coniuge;
  •  minori regolarmente affidati dai competenti organi;
  •  nipoti minori viventi a carico dell'ascendente.
 Reddito per il calcolo dell'assegno al nucleo familiare Il reddito del nucleo familiare è costituito dalla somma dei redditi del richiedente l’assegno e dei familiari che concorrono alla composizione del nucleo. In caso di matrimonio, il reddito da dichiarare è quello conseguito da ciascun coniuge nell’anno solare di riferimento per stabilire il diritto
 (Es.: se il matrimonio è stato contratto il 24.3.2001, il reddito da dichiarare è la somma dei redditi dei due coniugi, relativi all’anno 1999);
in caso di decesso, il reddito da dichiarare è quello conseguito dal superstite e dai suoi familiari, non tenendo conto di quello conseguito dal deceduto
 (Es.: in un nucleo familiare composto da 2 genitori e un figlio minore, se un genitore è deceduto il 18.7.2001, il reddito da dichiarare è la somma dei redditi del genitore superstite e del figlio minore, relativo all’anno 2000).
In caso di separazione, il reddito da dichiarare è quello dei componenti il nucleo familiare presenti sullo stato di famiglia, senza quindi il coniuge separato sempre che sia avvenuta la separazione legale ed effettiva. Devono essere considerati i redditi prodotti nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e hanno valore fino al 30 giugno dell' anno successivo. Es.: Per il periodo dal 1° luglio 2000 al 30 giugno 2001 devono essere dichiarati i redditi dell'anno 1999; per il periodo dal 1° luglio 2001 al 30 giugno 2002 i redditi dell'anno 2000. Concorrono a formare il reddito del nucleo familiare tutti i redditi complessivi assoggettabili all’Irpef e i redditi di qualsiasi natura.

Servizio al Cittadino

Redditi da dichiarare Sono compresi tra i redditi da dichiarare (Circ. 12 del 12/1/1990), quelli:

  •  esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, sono da indicare solo se superiori complessivamente a Euro 1.032,91 (pensioni sociali, assegni sociali, pensioni corrisposte agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti, interessi dei conti correnti bancari e postali, interessi di CCT e da BOT, ecc.); 
  • soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quello di effettiva corresponsione, con esclusione dei trattamenti di fine rapporto, e le anticipazioni dei trattamenti stessi nonché gli arretrati percepiti per integrazione salariale; N.B.: Gli arretrati percepiti per integrazione salariale possono essere dichiarati qualora siano determinanti per raggiungere la percentuale del 70% di reddito da lavoro dipendente; prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef; da lavoro conseguiti presso Enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana; corrisposti per altra prestazione previdenziale (indennità di disoccupazione, di mobilità, di maternità, ecc.); da pensione anche concessa da organismi esteri o enti internazionali. 

Redditi da non dichiarare Non vanno dichiarati, oltre ai redditi che per loro natura rivestono carattere di rimborso forfettario di spese vive sostenute dal beneficiario, o risarcitorio, anche i seguenti redditi:

  •  i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  •  i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  •  le rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  •  l’indennità di accompagnamento a favore dei pensionati non deambulanti o bisognosi di assistenza continuata, liquidata a carico del fondo lavoratori dipendenti e delle gestioni autonome;
  •  l’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili totalmente inabili, ai ciechi civili assoluti e ai minori invalidi non deambulanti; 
  • l’indennità di comunicazione concessa ai sordi prelinguali; l'indennità per ciechi parziali;
  •  l’indennità di frequenza prevista per i minori mutilati e invalidi civili; 
  • le pensioni privilegiate dello Stato concesse per mutilazioni o grave invalidità, che danno titolo all’assegno di super invalidità;
  •  le pensioni tabellari riconosciute ai militari di leva vittime di infortunio;
  •  gli indennizzi erogati dallo Stato a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazione obbligatoria, trasfusione e somministrazione di emoderivati; 
  • le pensioni di guerra;
  •  l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile ad imposizione fiscale;
  •  Le somme corrisposte a titolo di arretrati per prestazioni di integrazione salariale riferite ad anni precedenti a quello dell'erogazione (Circ. 12 del 12/1/1990).

Maternita - Assegno del Comune


Assegno maternità dello stato e dei comuni 

Calcola la data del Parto
Si tratta di una prestazione concessa dal comune in occasione della nascita di un figlio. L’assegno, da richiedere al Comune, viene pagato direttamente dall’INPS e spetta alle donne non occupate. Anche le donne occupate possono ottenerlo, purché non abbiano diritto a trattamenti economici di maternità, ovvero, per la differenza, se l'assegno percepito come lavoratrice è di importo inferiore.

 A chi spetta L'assegno di maternità 
spetta, purché residenti in Italia:

  • alle cittadine italiane;
  • alle cittadine comunitarie;
  • alle cittadine extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno; 
  • alle cittadine non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; 
  • alle cittadine non comunitarie in possesso della carta di soggiorno di familiare di cittadino dell'Unione o Italiano, della durata di cinque anni; 
  • alle cittadine non comunitarie in possesso della carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro. 

La "carta di soggiorno" non deve essere confusa con il "permesso di soggiorno"; essa, infatti, viene rilasciata dal questore allo straniero regolarmente soggiornante nel territorio italiano da almeno 5 anni e titolare del permesso di soggiorno. Il D.Lgs 3/2007 ha sostituito la "carta di soggiorno" con il "permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo", pertanto le cittadine non comunitarie in possesso di tale permesso e in presenza degli altri requisiti previsti, hanno diritto all'assegno di maternità concesso dai Comuni.
 L’assegno, da richiedere al Comune, viene pagato direttamente dall’INPS. Nel caso di incumulabilità con altri trattamenti previdenziali (pagamento diretto e/o anticipato dal datore di lavoro), l’assegno del Comune va recuperato per intero se l’importo dell’indennità è superiore a quello dell’assegno; altrimenti, se l’importo dell’indennità è inferiore va recuperata la parte di assegno eccedente la quota differenziale.


N.B.: Il calcolo dei benefici viene fatto dai Comuni mettendo a confronto l’indice della situazione economica ISE (e non ISEE). Per l'anno 2010 l'indicatore ISE con riferimento ai nuclei familiari

Modalità di pagamento e tempi Assegno del Comune
La richiedente, per ottenere il pagamento, deve indicare sulla domanda "come" intende riscuotere l'assegno tra uno dei seguenti modi:

  • bonifico bancario o postale (in questo caso deve comunicare il proprio IBAN);
  • accredito in conto corrente bancario o postale (in questo caso deve comunicare il proprio IBAN);
  • allo sportello di un qualsiasi Ufficio Postale del territorio nazionale localizzato in base al CAP, previo accertamento dell’identità per mezzo:
  1. - un documento di riconoscimento valido e non scaduto; -
  2. - il codice fiscale; 
  3. - la consegna dell’ originale della lettera di avviso della disponibilità del pagamento ricevuta via Postel con Posta Prioritaria. 

I tempi di liquidazione dell'assegno di maternità prevedono che il pagamento debba avvenire entro 45 giorni da quando l'Inps riceve i dati trasmessi dai comuni che ricevono le domande.

LA DOMANDA Assegno  Maternità del Comune è Importante ricordare che la domanda deve essere presentata al comune di residenza entro 6 mesi dalla data del parto. L'assegno può essere pagato alle madri extracomunitarie che, entro 6 mesi dalla nascita del bambino, presentano tutta la documentazione richiesta, compresa la carta di soggiorno. 
Nel caso di madre minorenne alla data della domanda al Comune e, in caso di accoglimento, alla data della riscossione dell’assegno, è abilitato il padre maggiorenne che diventa il beneficiario della prestazione a condizione che: 
  • la madre risulti regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato al momento del parto; 
  • il figlio sia stato riconosciuto dal padre stesso; 
  • si trovi nella sua famiglia anagrafica (risulti, cioè, sullo stato di famiglia); 
  • sia soggetto alla sua potestà. 
Qualora anche il padre sia minorenne, o non risultino verificate le condizioni di cui sopra, la domanda può essere presentata in nome e per conto della madre dal genitore della stessa esercente la potestà o, in mancanza, da altro legale rappresentante. 

N.B.: L’assegno deve essere comunque intestato alla madre.



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Indennita di malattia


Si tratta di una indennità riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso (malattia) che causa incapacità lavorativa e, quindi, impossibilità di guadagno. E' prevista dalla normativa previdenziale italiana ed è gestita, nella maggior parte dei casi, dall'Inps.
A chi spetta
  • operai settore industria;
  • operai ed impiegati settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati e sospesi dal lavoro;
  • lavoratori parasubordinati (iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2 comma 26. Legge 335/95).
  • Non spetta a:
  • collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • lavoratori autonomi.
Per quanto tempo spetta
Lavoratori dipendenti
  • nel caso di operai del settore industria, operai ed impiegati del settore terziario e servizi con rapporto di lavoro in essere, se a tempo indeterminato l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
  • se a tempo determinato, invece, l’indennità di malattia spetta, per tutti i giorni coperti da idonea certificazione, per un numero massimo di giorni pari a quelli lavorati nei 12 mesi immediatamente precedenti l'inizio della malattia da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare. Il diritto cessa con la fine del rapporto di lavoro anche se avvenuta prima dello scadere del contratto;
  • per i lavoratori dell’agricoltura a tempo indeterminato, l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché abbiano effettivamente iniziato l’attività lavorativa;
  • se a tempo determinato, invece, l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione purché il lavoratore possa far valere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura prestato nell'anno precedente (può essere considerata utile l'attività svolta nel medesimo settore agricolo anche se a tempo indeterminato). In alternativa 51 giornate di lavoro in agricoltura effettuate nell'anno in corso e prima dell'inizio della malattia. Il periodo indennizzabile per malattia è pari al numero di giorni di iscrizione negli elenchi e fino ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare.
  • per gli apprendisti l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
  • per i disoccupati l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizientro 60 giorni o 2 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
  • nel caso dei sospesi l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizi entro 60 giorni o 2 mesi dall’inizio della sospensione.
Lavoratori parasubordinati
questa categoria può avere in caso di ricovero ospedaliero, l’indennità per degenza ospedaliera. Questa spetta a tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di 180 giorni di degenza nell’anno solare, compresi i giorni di day hospital. Questo trattamento, però, richiede due condizioni:
  • che risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata cui si è iscritti;
  • che nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.
L'indennità di malattia spetta solo ai lavoratori a progetto e categorie assimilate (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di giorni nell’anno solare pari ad 1/6 della durata complessiva del contratto. Anche qui sono richieste due condizioni:
  • che risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata di cui trattasi;
  • nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno. 

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