Indennita di malattia


Si tratta di una indennità riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso (malattia) che causa incapacità lavorativa e, quindi, impossibilità di guadagno. E' prevista dalla normativa previdenziale italiana ed è gestita, nella maggior parte dei casi, dall'Inps.
A chi spetta
  • operai settore industria;
  • operai ed impiegati settore terziario e servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati e sospesi dal lavoro;
  • lavoratori parasubordinati (iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2 comma 26. Legge 335/95).
  • Non spetta a:
  • collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • lavoratori autonomi.
Per quanto tempo spetta
Lavoratori dipendenti
  • nel caso di operai del settore industria, operai ed impiegati del settore terziario e servizi con rapporto di lavoro in essere, se a tempo indeterminato l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
  • se a tempo determinato, invece, l’indennità di malattia spetta, per tutti i giorni coperti da idonea certificazione, per un numero massimo di giorni pari a quelli lavorati nei 12 mesi immediatamente precedenti l'inizio della malattia da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare. Il diritto cessa con la fine del rapporto di lavoro anche se avvenuta prima dello scadere del contratto;
  • per i lavoratori dell’agricoltura a tempo indeterminato, l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché abbiano effettivamente iniziato l’attività lavorativa;
  • se a tempo determinato, invece, l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione purché il lavoratore possa far valere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura prestato nell'anno precedente (può essere considerata utile l'attività svolta nel medesimo settore agricolo anche se a tempo indeterminato). In alternativa 51 giornate di lavoro in agricoltura effettuate nell'anno in corso e prima dell'inizio della malattia. Il periodo indennizzabile per malattia è pari al numero di giorni di iscrizione negli elenchi e fino ad un massimo di 180 giorni nell’anno solare.
  • per gli apprendisti l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare;
  • per i disoccupati l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizientro 60 giorni o 2 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
  • nel caso dei sospesi l’indennità di malattia spetta per tutti i giorni coperti da idonea certificazione e per un massimo di 180 giorni nell’anno solare, purché la malattia inizi entro 60 giorni o 2 mesi dall’inizio della sospensione.
Lavoratori parasubordinati
questa categoria può avere in caso di ricovero ospedaliero, l’indennità per degenza ospedaliera. Questa spetta a tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di 180 giorni di degenza nell’anno solare, compresi i giorni di day hospital. Questo trattamento, però, richiede due condizioni:
  • che risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata cui si è iscritti;
  • che nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno.
L'indennità di malattia spetta solo ai lavoratori a progetto e categorie assimilate (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie) per un massimo di giorni nell’anno solare pari ad 1/6 della durata complessiva del contratto. Anche qui sono richieste due condizioni:
  • che risultino accreditati nei 12 mesi che precedono la data iniziale del ricovero almeno 3 mesi anche non continuativi della contribuzione dovuta alla gestione separata di cui trattasi;
  • nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, il reddito individuale assoggettato a contributo alla predetta gestione separata non sia superiore al 70% del massimale contributivo valido per lo stesso anno. 

AVG miniport driver

AVG miniport driver

 Problemi su: wan miniport ip avg miniport driver Ho disinstallato da poco l'antivirus AVG, e non so se c'era anche prima, ma ho notato in Gestione Periferiche, alla voce "schede di rete", una WAN miniport (IP) - AVG miniport driver , con il punto interrogativo e pallino giallo. Non riesco a disinstallarla perché "potrebbe essere necessaria per l'avvio del computer".

Come faccio a rimuoverla lo stesso?

 Per risolvere dei andare sulla tua connessione, tasto destro sull'icona e scegli -->Proprietà. Nella Scheda Rete dove trovi La connessione utilizza i seguenti elementi: dovresti trovare la dicitura AVG Miniport. Selezionala e Clicca su Disinstalla. Attendi e poi riprova ad entrare nella Gestione periferiche. Vedcrai che le altre schede di rete spariscono e resta la tua solamente.

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Rete SAN Storage Area Network


san storage area network


Una Storage Area Network (SAN) è una rete o parte di una rete ad alta velocità di trasmissione


Configurazione della rete SAN 
Quando si configura un ambiente SAN (Storage Area Network) è necessario considerare diversi aspetti di configurazione, indirizzamento e mappatura. Inoltre occorre conoscere gli errori che possono verificarsi durante questi processi. 
 Panoramica della configurazione della rete SAN Se si utilizza Galaxy in un ambiente SAN occorre considerare aspetti di configurazione specifici. Per informazioni generali sulla configurazione di Galaxy in un ambiente SAN, vedere Galaxy Media Management Administration Guide. 

 Impostazione di base della rete SAN Una SAN è una rete di canali in fibra (FC), dedicata alla trasmissione dei dati di backup. La rete SAN offre migliori prestazioni di backup e ripristino, oltre a eliminare le congestioni sulla rete LAN (Local Area Network) dell'organizzazione, mantenendola libera per le normali comunicazioni e attività aziendali. È possibile configurare la rete SAN per l'uso della funzione di condivisione dinamica delle unità (DDS); ciò permette a vari MediaAgent di CommCell in ambiente SAN di condividere le unità. La rete SAN comprende i componenti di base seguenti: 

• Adattatore bus host (HBA) Ogni computer collegato a una rete in fibra necessita di uno speciale adattatore, definito HBA, in grado di inviare e ricevere segnali attraverso i cavi FC. 
• Bridge, router o gateway Questi componenti trasformano i segnali ottici in tipi di segnale riconoscibili dalle periferiche SCSI (comunicazioni da fibra a SCSI) e viceversa. Un gateway inoltre supporta la comunicazione tra una rete FC e periferiche in fibra originali (comunicazioni da fibra a fibra). Bridge, router e gateway vengono utilizzati per connettere alla rete SAN server e periferiche di archiviazione. 
• Hub In un sistema FC-AL (Fiber Channel Arbitrated Loop), l'hub è il centro di tolleranza errori della rete, al quale sono collegati i server e le periferiche di archiviazione. 
• Switch Nell'ambiente più complesso della fibra commutata, lo switch rappresenta il centro dell'infrastruttura di rete. I server e le periferiche di archiviazione sono collegati allo switch, dotato di capacità superiori per intelligenza e larghezza di banda rispetto a un hub 

Configurazione dei canali in fibra La rete SAN presenta due configurazioni di base, FC-AL (Fiber Channel Arbitrated Loop) e FC-SW (Fiber Channel Switched). Per FC-AL si intende un anello logico di fibra, al quale sono collegate tutte le periferiche. L'anello è il risultato della connessione delle periferiche a un hub; in questa struttura la larghezza di banda e le risorse di archiviazione nella rete vengono raggruppate e sono condivise da tutte le periferiche


Come Rilevare Reti Wireless


Panoramica dell'indirizzamento SAN

Affinché le periferiche di backup siano disponibili per Galaxy, il sistema deve sapere a quali periferiche fisiche corrispondono gli indirizzi SCSI. Se MediaAgent è collegato direttamente a una periferica di archiviazione, l'indirizzo SCSI viene determinato dalla connessione SCSI fisica e l'ambiente SAN aggiunge una rete in fibra tra MediaAgent e la periferica di backup SCSI. Tuttavia, MediaAgent e la periferica di backup continuano a utilizzare il protocollo SCSI per comunicare attraverso la rete in fibra. MediaAgent deve quindi essere in grado di associare ciascuna periferica fisica a un indirizzo SCSI.
Un indirizzo SCSI comprende tre identificativi. La Tabella 1 riporta l'elenco dei componenti di un indirizzo SCSI e delle relative controparti negli schemi di indirizzamento FC-SW e FC-AL.

Tabella 1. Componenti degli indirizzi SCSI

Componente indirizzo SCSI

FC-AL*

FC-SW
Bus
Loop
Infrastruttura
Destinazione
AL_PA (Arbitrated Loop Physical Address)
Port_ID
Numero unità logica (LUN)
Numero di unità logica (LUN)
Numero di unità logica (LUN)

Linee guida di mappatura SCSI-LUN per librerie SAN

Nota: vedere la documentazione fornita dal produttore hardware per istruzioni su come impostare le destinazioni SCSI per periferiche di archiviazione e sulla mappatura di indirizzi da SCSI a FC per router SAN.
Le seguenti linee guida per destinazioni SCSI devono essere interpretate come suggerimenti per semplificare l'amministrazione del sistema, piuttosto che come dei requisiti. Tuttavia, affinché il sistema funzioni correttamente è necessario attenersi alle linee guida per la numerazione LUN.

Linee guida per destinazioni SCSI

Per l'assegnazione di destinazioni SCSI a periferiche di archiviazione collegate a una rete SAN, occorre rispettare le seguenti linee guida:

 Assegnare ciascun juke-box a una destinazione SCSI inferiore rispetto a quelle delle relative unità.
 Durante l'impostazione, assegnare i numeri per le destinazioni SCSI in ordine crescente, in base alla posizione fisica dell'unità. In altri termini, l'unità dotata dell'indirizzo fisico con il numero più basso (ad esempio, unità 0) riceve la destinazione SCSI inferiore, mentre l'unità dotata dell'indirizzo fisico con il numero più alto (ad esempio, unità 4), riceve la destinazione SCSI superiore; l'assegnazione dei numeri alle unità rimanenti avviene in sequenza. Se possibile, assegnare per convenzione il juke-box della libreria alla destinazione 0, la prima unità alla destinazione 1, la seconda unità alla destinazione 2, ecc.
Nota: le posizioni fisiche delle unità presentano una diversa numerazione in base alla libreria. La prima unità può essere 0 in una libreria e 1 in un'altra. Vedere la documentazione del produttore per informazioni dettagliate sulla libreria utilizzata.
•  Per collegare più porte SCSI a un'unica libreria, rispettare la sequenza delle periferiche fisiche. Ad esempio, collegare la prima porta SCSI al juke-box e alle unità 1 e 2, la porta SCSI successiva alle unità 3 e 4 e così via.
 Cercare di assegnare una destinazione SCSI univoca a ciascuna periferica, anche a quelle collegate a porte SCSI diverse. Ciò consente di semplificare l'identificazione delle unità in un secondo momento, se necessaria.

Esclusione di comuni errori SAN

Quando si configura una SAN per l'implementazione di Galaxy, l'obiettivo principale è garantire che a ciascuna periferica fisica corrisponda in CommCell un unico indirizzo SCSI (bus, destinazione e LUN) e che quest'ultimo sia sempre coerente a tutti i livelli della SAN. Se una singola periferica corrisponde a diversi indirizzi SCSI o se nella rete esistono più istanze di un unico indirizzo, quando diversi MediaAgent tentano di utilizzare contemporaneamente la stessa unità, può verificarsi un conflitto di risorse.


Realizzare Una Rete Locale In Windows

Indirizzamento uniforme tra periferiche

Nella rete in fibra, i router, i bridge o i gateway fisicamente collegati alle periferiche di archiviazione convertono gli indirizzi SCSI di queste ultime nei numeri LUN utilizzati dalla rete.
Ogni MediaAgent collegato alla SAN contiene un adattatore HBA. Tra le altre funzioni, l'adattatore HBA riconverte gli indirizzi FC generati dal router in indirizzi SCSI, rendendoli disponibili per MediaAgent. Diversi adattatori HBA utilizzano algoritmi differenti per mappare i canali in fibra rispetto agli indirizzi SCSI. Ciò può determinare l'assegnazione a una singola unità di due distinti identificativi nelle utilità Galaxy Library e Drive Configuration, con conseguenti problemi di conflitto tra le risorse.
Inoltre diversi router, gateway e bridge possono utilizzare differenti algoritmi di mappatura da SCSI a FC.
Nota: per garantire che la convenzione di indirizzamento SCSI sia la stessa per qualsiasi periferica nella SAN, tutti i MediaAgent collegati devono utilizzare un adattatore HBA di uguale marca e modello, nonché la stessa revisione di driver e firmware. È inoltre necessario che tutti i router siano della stessa marca e modello. I driver e il firmware devono essere il più possibile aggiornati.

Riepilogo configurazione della rete SAN

Di seguito vengono riportati i principi per la configurazione della SAN che influiscono sulla capacità di Galaxy di rilevare e utilizzare le periferiche di archiviazione nella rete:
Tutti i MediaAgent collegati alla SAN devono implementare un adattatore HBA di uguale marca e modello, nonché le stesse revisioni di driver e firmware. È inoltre necessario che tutti i router presentino la stessa marca e modello. Ciò garantisce che per tutte le periferiche nella SAN venga applicata la stessa conversione degli indirizzi, da FC a SCSI.
È necessario utilizzare le versioni più recenti di firmware e driver delle periferiche.
Per assicurarsi che AL_PA e Port_ID non vengano modificati, preferire l'indirizzamento hardware a quello software.
A ciascuna periferica viene assegnato un AL_PA univoco.
Non modificare la porta dell'infrastruttura delle periferiche configurate, collegate a una rete commutata.
Durante l'impostazione degli AL_PA in modalità manuale, rispettare l'ordine sequenziale e contiguo dei numeri LUN, a partire da 0 (presupposto dai sistemi operativi).
È necessario avvalersi della modalità manuale per evitare che i router SAN cambino i numeri LUN se la configurazione SCSI viene modificata.
Per amministrare più facilmente il sistema, durante l'impostazione di destinazioni SCSI per le periferiche di archiviazione attenersi alle linee guida della configurazione SCSI.


Collegare Due LAN IN RETE


Avvio di Windows




Tutte le modalità  di avvio di windows


Modalità di avvio disponibili




  • Safe Mode (Modalità Provvisoria) avvia il sistema con il minimo indispensabile insieme di driver e servizi. 
  • Safe Mode with Networking (Modalità Provvisoria con supporto di rete) è simile al precedente, ma aggiunge i driver e servizi necessari per attivare il networking. 
  • Safe Mode with Command Prompt (Modalità Provvisoria - Prompt dei comandi) è simile a Safe Mode, ma il sistema viene avviato con una finestra del Command Prompt invece di Windows Explorer. 
  • Enable Boot Logging crea un file di log esteso con eventi di successo ed eventi di fallimento per le inizializzazioni dei componenti del sistema quando vengono caricati durante l'avvio (questo comportamento è il default per tutte le opzioni di avvio sicuro, ad eccezione di Last Known Good Configuration). Il file di log si chiama ntbtlog.txt ed è contenuto nella cartella %windir% (per esempio, C:winnt). 
  • Enable VGA Mode (Modalità VGA) avvia Windows in modalità VGA, usando il driver vga.sys invece del normale driver video. 
  • Last Known Good Configuration (Ultima Configurazione funzionante) avvia Windows usando una versione precedente dell'hive SYSTEM del Registro di Configurazione (la Last Known Good Configuration è la sessione più recente in cui si è verificato un avvio corretto - privo di problemi di inizializzazione dei driver o dei servizi - e un logon sul computer). 
  • Directory Services Restore Mode ripristina il database Active Directory. Questa opzione è valida soltanto per i controller di dominio Windows 
  • Debugging Mode attiva una modalità di avvio in cui il sistema invia informazioni di debugging attraverso un cavo seriale a un altro computer su cui è in esecuzione un debugger (questa modalità usa COM2 come porta di debugging).


Le fasi Lunari


Fasi della luna

Calcolo Fasi lunari, calendario delle fasi della Luna


L'unica influenza della Luna sulla Terra, provata in modo certo, è quella di tipo gravitazionale. 

L'attrazione che la Luna esercita sul nostro pianeta, combinata con quella del Sole, provoca deformazioni della Terra (dette maree terrestri) e genera variazioni periodiche del livello dei mari (maree oceaniche o semplicemente maree). 

Lo studio delle maree è molto complesso: può essere semplificato assumendo che la Terra sia completamente coperta di acqua: sotto l'influenza della gravità lunare, l'acqua che è rivolta verso la Luna si solleva e forma un rigonfiamento perché è attratta con una forza maggiore di quanto accade nel resto del globo. 

L'acqua che si trova sul lato opposto viene attratta meno che il resto del globo (è più lontana dalla Luna) il quale quindi "si allontana" da essa. Si forma allora un secondo rigonfiamento, di entità minore del primo. I rigonfiamenti, cioè le maree, non seguono la rotazione terrestre, ma restano allineati con la Luna: quindi, in un dato posto, si presentano due maree al giorno, o, meglio, ogni 24 ore e 50 minuti prendendo in considerazione anche il moto della Luna attorno alla Terra. In realtà bisogna considerare la posizione combinata del Sole e della Luna rispetto alla Terra: anche se l'influenza solare sulle maree è circa due volte inferiore a quella lunare, non è certamente insignificante. 

Quando ci si trova nelle fasi di luna nuova e di luna piena, i tre corpi, Sole, Terra, Luna, sono praticamente allineati e l'effetto del Sole si aggiunge a quello della Luna, generando maree più forti (note come maree equinoziali o maree di plenilunio). Al contrario, durante il primo e il secondo quarto, i tre corpi sono in quadratura e le azioni mareali combinate generano maree di minore entità; (sono dette maree di quadratura). 

L'ampiezza delle maree non dipende soltanto da fenomeni astronomici, cioè dalla posizione relativa di Sole, Terra, Luna, ma anche dalla conformazione dei fondali marini e dalle linee di costa, dalla presenza o meno di bacini più piccoli (insenature o baie).
 Infatti le coste sono ostacoli al moto delle acque e in una baia l'altezza della marea aumenta.




 


Tabelle della Luna


Parametri orbitali della Luna
Distanza dalla Terra al perigeo (km) = 356400
Distanza dalla Terra all'apogeo (km) = 406700
Distanza media dalla Terra (km) = 384401
Mese draconitico (giorni) = 27.2122
Mese siderale (giorni) = 27.3216
Mese sinodico (giorni) = 29.5305
Eccentricità dell'orbita = 0.0549
Inclinazione rispetto all' eclittica = 5° 9'
Inclinazione sul piano dell' orbita =6.7°
Velocità orbitale media (km/sec) = 1.02



Dati fisici della Luna
Massa (g) = 7.35×1025
Massa (Terra = 1) = 1/81.3 = 0.0123
Raggio equatoriale (km) = 1738
Raggio equatoriale (Terra = 1) = 0.27
Densità media (g/cm3) = 3.3
Densità media (Terra = 1) = 0.60
Volume (Terra = 1) = 0.02
Accelerazione di gravità (m/sec2) = 1.63
Accelerazione di gravità (Terra = 1) = 0.167
Velocità di fuga (km/sec) = 2.4


Termini 


  • Apogeo - Punto dell'orbita lunare, o di un satellite artificiale, di maggior distanza dalla Terra.
  • Baily, grani di - Fenomeno, caratteristico delle eclissi totali di Sole, creato dalla luce solare, che attraversando le alture lunari appare lungo il bordo eclissato della nostra stella come dei pallini luminosi.
  • Calendario - Suddivisione del tempo basata sul movimento degli astri. Può essere solare, centrato sul moto apparente del Sole, lunare, riferito alle fasi lunari o lunisolare, se si riferisce ad ambedue gli astri.
  • Cinerea, luce - Luce solare riflessa dal globo terrestre verso la Luna che illumina la parte buia della superficie lunare nelle fasi prossime a quella di Luna Nuova.
  • Contatto - Fase di un eclisse dove i bordi dei dischi lunari e solari sembrano apparentemente toccarsi.
  • Cuspide - Una delle due estremità della falce lunare, o di quella di un pianeta inferiore.
  • Disco apparente - Diametro apparente del Sole e della Luna che a causa delle loro diverse distanze sembra avere le medesime dimensioni.
  • Eclisse anulare - Eclissi di sole in cui il disco lunare non riesce ad ostruire completamente quello solare lasciandone visibile una parte a forma di anello.
  • Eclisse parziale - Tipo di eclisse, solare o lunare, nella quale i dischi dei rispettivi corpi celesti sono interessati dal fenomeno solo parzialmente.
  • Eclisse totale - Tipo di eclisse che interessa integralmente i dischi lunari e solari.
  • Eclittica - Fascia del cielo lungo la quale si muove apparentemente il Sole. Il nome significa cerchio delle eclissi, in quanto affinchè possa verificarsi una di queste, è necessario che la Luna sia in prossimità di quei punti chiamati nodi che sono le intersezioni del suo piano orbitale con l'eclittica. E' anche il piano disegnato dall'orbita della Terra, nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole, che è inclinato rispetto all'equatore celeste di 23,5 gradi.
  • Epatta - Numero di giorni che separano la prima Luna Nuova dell'anno dal primo di Gennaio. Grazie ad un calcolo ad esso legato si ottiene la data della Pasqua.
  • Fasi - Variazione della porzione illuminata del disco lunare (o di quello dei due pianeti inferiori) per effetto dei rispettivi moti orbitali.
  • Filtro - Accessorio dei telescopi che serve, riducendo certe radiazioni luminose, ad aumentare il contrasto durante l'osservazione dei pianeti, della Luna, del Sole e di altri oggetti celesti.
  • Giorno lunare - Intervallo di tempo fra due successivi passaggi della Luna al meridiano.
  • Giorno solare - Intervallo di tempo fra due successivi passaggi del Sole al meridiano.
  • Giorno siderale - Intervallo di tempo fra due successivi passaggi di una stella per il meridiano. E' piu' breve del giorno solare di circa 4 minuti per effetto del moto orbitale della Terra attorno al Sole.
  • Librazione lunare - Oscillazione della Luna che permette di vedere fino al 10 % in piu' della superficie rivolta verso la Terra. Opera sia in latitudine che in longitudine.
  • Luce cinerea - Debole illuminazione del disco lunare, durante le fasi crescenti o calanti, da parte della luce solare riflessa dalla Terra verso la Luna.
  • Lunazione - Periodo di tempo compreso fra due fasi lunari uguali la cui durata è di circa 29,5 giorni. E' detta anche mese sinodico.
  • Maree - Fenomeno di attrazione gravitazionale della Luna e del Sole sul nostro pianeta che si ripercuote maggiormente sull'idrosfera, la massa liquida, facendone alzare e scendere il livello
  • Mese anomalistico - Periodo di tempo fra due successivi passaggi della Luna all'apogeo od al perigeo. E' uguale a 27,6 giorni.
  • Mese draconico - Intervallo di tempo fra due successivi passaggi della Luna allo stesso nodo. E' uguale a 27,2 giorni.
  • Mese siderale - Durata del periodo di rivoluzione della Luna attorno alla Terra. Durata 27,3 giorni.
  • Mese sinodico - Periodo di tempo fra due fasi lunari uguali. E' uguale a 29,5 giorni.
  • Nutazione - Movimento oscillatorio dell'asse del pianeta Terra dovuto all'attrazione gravitazionale della Luna.
  • Paraselenio - Fenomeno ottico che si verifica nell'atmosfera allorchè dei cristalli di ghiaccio riflettendo il chiarore lunare danno vita ad una immagine riflessa della Luna.
  • Perigeo - Punto dell'orbita della Luna, o di un satellite artificiale, di minima distanza dalla Terra.
  • Perielio - Punto dell'orbita di un corpo del sistema solare di minima distanza dal Sole.
  • Precessione degli equinozi - Oscillazione dell'asse terrestre, per effetto della forza gravitazionale del Sole e della Luna sul nostro pianeta, che conferisce un movimento a forma di trottola all'asse celeste, che descrive così un cerchio in circa 26000 anni. Una sua conseguenza è la variazione di tutti i riferimenti celesti, principalmente degli equinozi, che anticipano ogni anno di circa 20 minuti.
  • Saros, ciclo di - Periodo di tempo uguale a 18 anni 10 giorni ed 8 ore dopo il quale le eclissi solari e lunari si ripetono alle medesime condizioni.
  • Sigizie - Punti dell'orbita lunare dove la Luna, il Sole e la Terra sono allineati.



 



TAGS: Fasi lunari, moto della luna, ciclo delle fase lunari, ultimo quarto, luna piena, luna nuova, conoscere le fase della luna, seguire le fase della luna

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Protezione della corrente elettrica mediante interruttore


Sistema di distribuzione TT
Le reti distribuzione pubblica, a bassa tensione, adottano, specialmente in Italia, il sistema di distribuzione TT (Fig. 6), in cui le masse metalliche dell'utente sono collegate ad un impianto di messa a terra indipendente da quello utilizzato dall’azienda distributrice per collegarvi il centro stella del suo trasformatore MT/BT, cioè il neutro.


Il valore della resistenza di terra dell’utentedeve essere tale che, quando l’impianto di terra disperde la massima corrente che può circolare tra fase e terra, la caduta di tensione non superi il valore ammesso dalle norme (50 o 25 V, a secondo dei casi), deve cioè essere "coordinato" con la protezione.
Il massimo valore di corrente che può essere disperso a terra dipende dal tipo di protezione installata a monte della linea, che interverrà per quel valore di corrente per cui è tarata e nel tempo corrispondente.


Protezione mediante fusibili
Il fusibile interviene in funzione di una caratteristica corrente-tempo, in cui a correnti più elevate corrispondono tempi d’intervento più brevi (caratteristica di intervento a tempo inverso).
La corrente che provoca la fusione del fusibile deve essere sufficientemente più elevata della corrente che normalmente circola nella linea (almeno 4 o 5 volte la corrente nominale), per cui le linee che alimentano utenze di potenza non molto piccola sono protette da fusibili con correnti di intervento elevate (centinaia di ampere), quindi si richiede un valore di resistenza di terra molto piccolo per non superare la tensione di sicurezza.


Protezione mediante interruttore automatico magnetotermico
Gli interruttori automatici sono generalmente dotati di due relè:
- uno che interviene in caso di corto circuito (relè magnetico), in cui la corrente deve superare almeno di 5-10 volte la corrente nominale;
- l'atro che interviene dopo un tempo inversamente proporzionale al valore dell’intensità di corrente, in pratica quando viene superato il valore della corrente nominale (relè termico).
In entrambi i casi tali correnti non sono piccole e nel caso di dispersione a terra, per guasto dell'isolamento verso massa, occorre che la resistenza di terra sia sufficientemente piccola affinché non vengano a instaurarsi valori di tensione fra massa e terra superiori a quella di sicurezza.
Ad esempio: una utenza domestica da 3 kW, monofase, è protetta con un interruttore magnetotermico da 16A; in caso di guasto tale interruttore può non intervenire fino a valori di corrente di circa 150 A, quindi, affinchè la tensione fra massa e terra si mantenga sotto il valore di 50 V, la resistenza di terra di protezione delle masse deve avere un valore non superiore a 0,3 Ohm.

Protezione mediante interruttore differenziale:
L'interruttore differenziale è dotato di sistemi in grado di rilevare la somma algebrica fra le correnti del circuito e può essere progettato in modo da interviene allorché tale differenza supera un determinato valore.



Nella Fig.7 è rappresentato un interruttore differenziale monofase, in cui il sensore differenziale è costituito da un circuito magnetico, in cui la corrente che percorre la fase e che ritorna attraverso il neutro, induce due forze magnetomotrici uguali ed opposte, con risultante nulla. Se, a valle dell’interruttore parte della corrente si chiude attraverso la terra, (dispersione) la risultante della f.m.m. sarà diversa da zero, per cui darà origine ad un flusso magnetico (alternato) che genererà delle f.e.m. nelle spire del circuito che comanda l’apertura dell’interruttore. 

Fig. 7  Schema di principio dell’interruttore differenziale monofase

La migliore protezione contro i contatti accidentali "indiretti" è costituita dall'interruttore differenziale.
Il valore della corrente di dispersione a cui corrisponde l’apertura dell’interruttore è indipendente dal valore della corrente del carico alimentato dalla linea, pertanto si può scegliere una corrente di intervento sufficientemente piccola, che, in caso di dispersione  attraverso le masse metalliche, provochi una tensione tra massa e terra il cui valore sia inferiore a 50 V o a 25 V nei luoghi a maggior rischio elettrico.
L’interruttore differenziale offre quindi il fondamentale vantaggio di rendere agevole il  coordinamento fra il valore della resistenza di terra e la protezione, anche con valori di resistenza di terra elevati la tensione fra massa e terra può risultare inferiore a quella di sicurezza.
Inoltre, scegliendo correnti di intervento dell'interruttore di valore inferiore alla corrente considerata pericolosa per il corpo umano (30 mA), si può realizzare una efficace protezione anche dai contatti "diretti". Quest'ultima considerazione ha procurato a tale tipo di interruttore la denominazione commerciale di "salvavita". Denominazione inopportuna, perché non in tutti i casi l'apparecchio può intervenire, in dipendenza:
-        delle modalità del contatto accidentale;
-        della presenza di componenti  continue della corrente nella rete;
-        della resistenza effettivamente presentata dal circuito in cui risulta inserito l'infortunato;
-        di guasti dell’apparecchio stesso; etc.




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