Attenti ai jitter


sistemi di jitter correction
La prima cosa da fare quando si parla di jitter è fare un po’ di chiarezza, dal momento che ne esistono due tipi differenti. Il primo si riferisce a un errore nella base dei tempi, che avviene durante la conversione di un campione digitale in analogico. Il secondo è invece usato nel contesto dell'estrazione audio da CD e indica la duplicazione o la perdita di alcuni campioni. Quest’ultimo problema nasce dal fatto che le specifiche originali previste da Philips non richiedono un indirizzamento preciso dei blocchi. Infatti, mentre i dati audio sono inviati a un buffer in modo per così dire ordinato, le informazioni di indirizzamento dei blocchi audio sono prive dei subcode channel e inviati a una parte differente del controller.

Dal momento che in questo modo dati audio e informazioni sugli indirizzi viaggiano su binari separati, il lettore CD può trovarsi nella spiacevole situazione di non riuscire a identificare esattamente inizio e fine di ogni blocco. Durante l’estrazione delle tracce audio il risultato è che possano essere duplicati o saltati alcuni campioni, cosa questa che genera dei fastidiosi click in fase di riproduzione.
 Il rimedio migliore passa per i cosiddetti sistemi di jitter correction. Si tratta di soluzioni software che si basano su ripetute letture, che permettono all’occorrenza di far slittare i dati fino a farli combaciare per ottenere la sequenza originale.

Toc tabella dei contenuti del CD


L’importanza della TOC


Acronimo di Table of contents
Per capire bene cosa sia la TOC occorre fare un passo indietro e familiarizzare un poco con il significato di alcuni termini di uso corrente nella masterizzazione. Innanzitutto un disco “aperto” è un CD cui si possono ancora aggiungere dei dati come nel caso dei multisessione, che sfruttano però un piccolo stratagemma. Per poter garantire la successiva aggiunta di dati, infatti, il programma di masterizazione in questi casi, dopo aver chiuso la sessione di scrittura, ne apre immediatamente una nuova,  che sarà appunto utilizzata alla masterizzazione successiva. Un disco si dice altresì “chiuso” quando, viceversa, non è più possibile modificarne i contenuti e vengono scritti Lead in e Lead out. Acronimo di Table of contents, la TOC, è una  tabella dei contenuti del CD indispensabile per la gestione/riproduzione dei dati che si trova proprio all’interno del Lead In nei CD “chiusi” e nella Program Memory Area (PMA) in quelli “aperti”. 

Come avviene la scrittura del disco Cd e Dvd


masterizzare cd e dvd
Dietro ai dischi, CD o DVD, riscrivibili si celano anni di dura ricerca in diversi settori, dalla chimica  all’elettronica. Anche a un non esperto, infatti, appare evidente quanto possa essere complicato realizzare un disco capace di essere letteralmente inciso più e più volte da un raggio laser. Tecnicamente, i dischi riscrivibili si basano su una tecnologia a cambiamento di fase. In buona sostanza, anziché creare pit e deformazioni  nello strato  organico registrabile, così come accade per CD-R e DVD-R, il laser agisce su una speciale sostanza cristallina in cui è immerso del materiale magnetico. Semplificando di molto il processo, il calore del laser trasforma questo speciale strato in una sostanza  amorfa semiliquida, che lascia libertà di movimento al materiale magnetico, il quale per mezzo di un apposito campo generato dal masterizzatore viene opportunamente direzionato così da creare i presupposti per l'incisione dei dati.
Qualsiasi successivo  passaggio del laser in corrispondenza di un’area che contiene già dei dati, permetterà di cancellarli o sovrascriverli, in teoria per un numero infinito di volte.

realizzare copie al volo di un CD

masterizzazione

CD “al volo” oppure no
si può ben dire che sono poche oggi le ragioni per scegliere di masterizzare “on the fly”, ossia “al volo”.  questo sistema che prevede la presenza di un lettore CD, oltre che, ovviamente, di un masterizzatore, si basa sul trasferimento diretto delle informazioni dal CD originale a quello di backup. Premesso che per realizzare copie al volo è necessario anche accertarsi che lettore CD e masterizzatore risiedano su due diversi canali  IDE, questa  modalità di copia si rivelava utile soprattutto quando lo spazio su disco era un problema.
 Con le attuali unità da diverse decine di gigabyte il problema di non avere 700 megabyte liberi sul disco fisso, non dovrebbe più sussistere e con esso anche la necessità di effettuare copie “on the fly”. Tanto più che ricorrere a un preventivo trasferimento dei dati contenuti nel CD originale sul disco fisso sotto forma di file di immagine, garantisce una maggiore probabilità di successo e un minor numero di errori nei dati. Per registrare un CD al volo, infatti, viene quasi sempre realizzata un'immagine virtuale del disco originale che contiene solo  e caratteristiche dei file ma non i dati veri e propri. Il contenuto dei file, invece, viene letto solamente durante la scrittura del CD.

Consigli per una buona masterizzazione


masterizzatori
Masterizzazioni sicure
L’avvento di masterizzatori con buffer di dimensioni sempre  maggiori e l’elevata efficienza garantita sia dai  sistemi di buffer underrun, sia dai pc dell’ultima generazione hanno per fortuna reso soltanto un brutto ricordo l’era in cui prima di masterizzare ci mancava poco che occorresse raccomandarsi a qualche santo per riuscire nell’impresa. Nonostante ciò alcune delle vecchie care regole usate agli albori della masterizzazione  restano valide.
Innanzitutto, a meno che non siate dotati di un sistema SCSI evitate di stressare il pc durante le fasi di scrittura, specie sollecitando il disco fisso su cui risiedono i dati in corso di trasferimento. Per evitare brutte sorprese vale poi sempre la regola di chiudere le applicazioni che operano in background, se necessario 
anche l’antivirus. Quindi sinceratevi che lo screensaver sia disabilitato e fate lo stesso con il sistema di  risparmio energetico. Più in generale è invece di fondamentale importanza avere una buona cura del proprio disco fisso. Come molti utenti che scaricano file dalla Rete con i vari client peer-to-peer, la  deframmentazione dei dati può a volte essere addirittura la causa della rottura di un disco. Per questa ragione questa operazione dovrebbe essere eseguita con regolarità e non solo per motivi legati alla buona riuscita delle masterizzazioni.

Standard dei colori dei Cd


Nonostante le apparenze è proprio il caso di dire che non tutti i CD sono uguali tra loro. Basta dare  un’occhiata al numero di standard tecnici ufficialmente ratificati, per capire subito che dietro a quei pochi grammi di policarbonato si nasconde in realtà una tecnologia piuttosto complessa.  Un normale CD Audio (red book) da 74 minuti contiene  333.000 blocchi, equivalenti a 783.216.000 byte di informazioni audio, divisi in 75 blocchi o settori di 2.352 byte ciascuno. 
Diversamente, un CD dati masterizzato con il PC secondo le specifiche yellow book, contiene anch’esso 333.000 blocchi che però equivalgono a soli 681.984.000 byte. Nel formato Modo1, infatti, i blocchi disponibili per i dati hanno dimensioni di 2.048 byte (e non 2.352). Dodici byte sono sempre destinati alle informazioni di intestazione e sincronizzazione, e 288 byte ai codici di individuazione e correzione degli errori.

Ecco in sintesi l’elenco dei principali standard:

  • Red book: CD audio (CD-DA)
  • Yellow book: CD dati
  • Green book: CD-i
  • Orange book: CD registrabili (informazioni fisiche)
  • White book: VideoCD
  • Blue book: CD Extra (Audio + dati)

A differenza di un normale CD, CD-R ha uno strato di registrazione colorante organico tra il substrato in policarbonato e lo strato riflettente della luce. Inoltre, il substrato di policarbonato viene inciso con una spirale pre-scanalatura. Questa pre-scanalatura viene utilizzato per guidare il fascio laser, la misurazione del tempo e vari controlli durante la registrazione. Il fascio laser, modulato dal segnale di registrazione, viene focalizzata sulla scanalatura. Il fascio riscalda e si scioglie lo strato di registrazione di colorante organico sul substrato di policarbonato, formando una serie di pozzi. Questi pozzi sono fisicamente estremamente stabili, e sono ideali per la conservazione a lungo termine dei dati con il più alto grado di affidabilità.

Alcuni dei diversi  tipi  di  Cd:

CD-R Compact disc registrabile. Quando si parla di dischi registrabili (media), "CD-R" è spesso usato per riferirsi a scrivere una sola volta i dischi, in contrasto con CD-RW . Vedi anche disco registrabile .

CD-ROM Compact Disc-Read Only Memory. Uno standard per compact disc da utilizzare come supporto di memoria digitale per personal computer. Le specifiche per CD-ROM.

CD-RW CD riscrivibili. Supporti registrabili CD che possono essere cancellati e ri-registrate. CD-RW può essere scritto in un CD-RW, non in un registratore di CD normale, anche se un CD-RW registratore può registrare anche normali dischi CD-R .
CD Text Un formato CD audio in cui è scritto fino a 5000 caratteri di informazioni sul disco (titolo, artista, titoli dei brani, ecc) nel disco Table of Contents . Questa informazione viene visualizzata quando il disco viene riprodotto su CD-Text lettori abilitati.

Dischi Scrivibili CD Dvd-R/RW




Come funziona Dischi Scrivibili CD Dvd-R/RW
Praticamente identici nell’aspetto a Compact Disc e DVD  Video i dischi scrivibili (CD-R/RW e DVD-/RW) sono  composti da una sovrapposizione di diversi strati, ciascuno con una propria funzione. Sotto il materiale protettivo (su cui viene  impressa la serigrafia) si trova una lacca trattata con raggi ultravioletti, un polimero colorante organico (che funge da superficie  registrabile), una pellicola riflettente e un substrato di policarbonato (ossia la “plastica” trasparente dei CD).
 A differenza dei CD stampati come i Compact Disc audio, sui CD-R esiste anche una spirale che serve per guidare il laser proveniente dal masterizzatore. Questa spirale compie 22.188 rotazioni intorno al centro del CD compiendo circa 600 giri per millimetro per in totale di quasi 5 km. Quanto alla scrittura dei dati, il laser del masterizzatore incide una serie di forellini sequenziali microscopici nello strato  organico chiamati pit. Gli spazi tra i pit sono chiamati land (zone).La sequenza dei pit e dei land nel suo insieme dà origine a lunghissime stringhe che decodificate formano i dati memorizzati.

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