Standard dei colori dei Cd


Nonostante le apparenze è proprio il caso di dire che non tutti i CD sono uguali tra loro. Basta dare  un’occhiata al numero di standard tecnici ufficialmente ratificati, per capire subito che dietro a quei pochi grammi di policarbonato si nasconde in realtà una tecnologia piuttosto complessa.  Un normale CD Audio (red book) da 74 minuti contiene  333.000 blocchi, equivalenti a 783.216.000 byte di informazioni audio, divisi in 75 blocchi o settori di 2.352 byte ciascuno. 
Diversamente, un CD dati masterizzato con il PC secondo le specifiche yellow book, contiene anch’esso 333.000 blocchi che però equivalgono a soli 681.984.000 byte. Nel formato Modo1, infatti, i blocchi disponibili per i dati hanno dimensioni di 2.048 byte (e non 2.352). Dodici byte sono sempre destinati alle informazioni di intestazione e sincronizzazione, e 288 byte ai codici di individuazione e correzione degli errori.

Ecco in sintesi l’elenco dei principali standard:

  • Red book: CD audio (CD-DA)
  • Yellow book: CD dati
  • Green book: CD-i
  • Orange book: CD registrabili (informazioni fisiche)
  • White book: VideoCD
  • Blue book: CD Extra (Audio + dati)

A differenza di un normale CD, CD-R ha uno strato di registrazione colorante organico tra il substrato in policarbonato e lo strato riflettente della luce. Inoltre, il substrato di policarbonato viene inciso con una spirale pre-scanalatura. Questa pre-scanalatura viene utilizzato per guidare il fascio laser, la misurazione del tempo e vari controlli durante la registrazione. Il fascio laser, modulato dal segnale di registrazione, viene focalizzata sulla scanalatura. Il fascio riscalda e si scioglie lo strato di registrazione di colorante organico sul substrato di policarbonato, formando una serie di pozzi. Questi pozzi sono fisicamente estremamente stabili, e sono ideali per la conservazione a lungo termine dei dati con il più alto grado di affidabilità.

Alcuni dei diversi  tipi  di  Cd:

CD-R Compact disc registrabile. Quando si parla di dischi registrabili (media), "CD-R" è spesso usato per riferirsi a scrivere una sola volta i dischi, in contrasto con CD-RW . Vedi anche disco registrabile .

CD-ROM Compact Disc-Read Only Memory. Uno standard per compact disc da utilizzare come supporto di memoria digitale per personal computer. Le specifiche per CD-ROM.

CD-RW CD riscrivibili. Supporti registrabili CD che possono essere cancellati e ri-registrate. CD-RW può essere scritto in un CD-RW, non in un registratore di CD normale, anche se un CD-RW registratore può registrare anche normali dischi CD-R .
CD Text Un formato CD audio in cui è scritto fino a 5000 caratteri di informazioni sul disco (titolo, artista, titoli dei brani, ecc) nel disco Table of Contents . Questa informazione viene visualizzata quando il disco viene riprodotto su CD-Text lettori abilitati.

Dischi Scrivibili CD Dvd-R/RW




Come funziona Dischi Scrivibili CD Dvd-R/RW
Praticamente identici nell’aspetto a Compact Disc e DVD  Video i dischi scrivibili (CD-R/RW e DVD-/RW) sono  composti da una sovrapposizione di diversi strati, ciascuno con una propria funzione. Sotto il materiale protettivo (su cui viene  impressa la serigrafia) si trova una lacca trattata con raggi ultravioletti, un polimero colorante organico (che funge da superficie  registrabile), una pellicola riflettente e un substrato di policarbonato (ossia la “plastica” trasparente dei CD).
 A differenza dei CD stampati come i Compact Disc audio, sui CD-R esiste anche una spirale che serve per guidare il laser proveniente dal masterizzatore. Questa spirale compie 22.188 rotazioni intorno al centro del CD compiendo circa 600 giri per millimetro per in totale di quasi 5 km. Quanto alla scrittura dei dati, il laser del masterizzatore incide una serie di forellini sequenziali microscopici nello strato  organico chiamati pit. Gli spazi tra i pit sono chiamati land (zone).La sequenza dei pit e dei land nel suo insieme dà origine a lunghissime stringhe che decodificate formano i dati memorizzati.

Convertire Dischi Vinile in CD Audio


Dopo aver visto qual è il panorama delle possibilità trasformare in CD un vecchio LP in tema di soluzioni hardware occorre concentrarsi  rapidamente sui software indispensabili per completare con successo l’operazione di digitalizzazione. Anche in questo  caso gli strumenti disponibili sono numerosi e il campionario va da soluzioni economiche e studiate per il mercato consumer  fino ad arrivare a prodotti destinati invece ai soli addetti ai lavori.
Uno dei più gettonati da sempre è Cool Edit 2000 che però, dopo l’acquisizione di Syntrillium da parte di  Adobe è stato  improvvisamente dismesso. La società che ha sviluppato Photoshop ha infatti deciso di mantenere in vita solo la versione  Pro di Cool Edit (con il nuovo nome di Audition), che integra tutto quanto occorre per riuscire a gestire l’acquisizione  degli LP, ma ha il difetto di costare oltre quattro volte di più di Cool Edit 2000. Un’alternativa decisamente più economica è rappresentata  da Goldwave. Si tratta di un buon programma, dotato di tutto  ciò che occorre, compreso un filtro per la rimozione di clicks e pops, due dei disturbi più comuni.

 Il costo è di poche decine di dollari (40 circa) ma, soprattutto la versione trial offre praticamente tutte le funzionalità di quella commerciale e senza limitazioni di tempo, dando così il tempo all’utente di valutarne davvero le potenzialità prima dell’acquisto definitivo. I più facoltosi possono  optare in alternativa per Sound Forge di Sonic Foundry in abbinamento con il plug-in Noise reduction, per un costo totale che sfiora i 700 dollari in licenze. A metà strada si segnala poi Diamond Cut Art, una soluzione pensata per il  restauro, con qualche difetto in termini di facilità d’uso ma  dotata di ottimi filtri per l’eliminazione dei rumori di fondo.  Ma la Rete è come al solito una risorsa infinita di soluzioni software. Basta una ricerca mirata con Google per trovare i link ai siti dei produttori di numerosi altri programmi specializzati come Magix Audio Cleanic, Steinberg Clean, Groove  Mechanic, Wave corrector e Wave purity. Infine, non dimenticatevi che un po’ tutti i principali programmi di masterizzazione  offrono strumenti per l’editing audio, talvolta come nel caso di Nero, comprensivi anche di appositi filtri per  l’eliminazione dei rumori di fondo.

Ripristino Configurazione di Sistema

utilità di Ripristino Configurazione di Sistema


DISATTIVA RIPRISTINO CONFIGURAZIONE SISTEMA



 L'utilità di Ripristino Configurazione di Sistema è stata realizzata al fine di registrare periodicamente lo stato del sistema. Alcune volte è possibile che il sistema possa venire danneggiato da programmi, virus o altro. Questa utilità ci viene in contro proponendoci una data (di solito molto recente) in cui il sistema era stabile e non danneggiato. Pochi click del mouse e la configurazione del sistema torna ad essere quella di pochissimi giorni fa. Ci sono persone che però ritengono che questo strumento non serva molto e che non faccia  altro che consumare la ram del computer. Se anche Voi siete una di queste persone allora potete disattivarlo seguendo la procedura che segue. 

Start >> Pannello di Controllo >> Sistema.

Da lì cliccate sulla scheda Ripristino Configurazione di Sistema, sarete ora in grado di disattivarlo selezionando la casella apposita oppure di impostare lo spazio del disco rigido da riservare all' utilità.

DISATTIVA PROGRAMMI ALL'AVVIO NON NECESSARI 

Soprattutto se disponete di poca memoria fisica (RAM) è consigliabile avere pochi programmi caricati all' avvio di Windows. Andate su:

Start >> Esegui e scrivete msconfig >> Ok. Siete nell' Utilità di Configurazione di Sistema. Da lì è possibile configurare molti files importanti di Windows come Win.ini, boot.ini e system.ini cui consiglio di smanettare solamente ad utenti esperti. Cliccate sulla scheda Avvio e potrete decidere quali programmi eliminare dall' avvio. Tra loro vi sarà sicuramente l' Anti-virus, se lo avete installato, e non va rimosso, ovviamente.


CD di installazione Windows


installare i file di Windows
Chi ha molto spazio libero su disco, può copiarvi, oltre al sistema operativo e a Office, anche i CD di installazione. Il vantaggio è ovvio: in Windows, e ancor più in Office, capita spesso di dover reinstallare i componenti, per esempio per aprire un documento in un formato particolare. In questi casi, dunque, si richiede  l’installazione di componenti aggiuntivi. Chi dispone di un notebook vorrebbe non doversi portare appresso  pile di CD, ma anche con i desktop pc è comodo non dover rovistare sempre nei cassetti. Per aggirare l’ostacolo  per fortuna la soluzione è semplice, ovviamente a patto di avere un disco generoso.
 Create una directory per ogni CD e copiate con XCOPY o con ESPLORA RISORSE tutto il contenuto di ogni disco. Alla prima occasione in cui sarà richiesto l’installazione di un nuovo componente, il programma, non trovando i file sorgente nel  percorso del CD come si attenderebbe, chiedere di indicare il nuovo percorso. Completata questa operazione, in tutte le occasioni successive, l’applicazione non chiederà più alcunché e andrà automaticamente a cercare i file necessari dal nuovo percorso sul disco fisso. 

Inoltre, è possibile impostare Windows in modo tale che, nelle successive installazioni di componenti, acceda subito alle cartelle giuste. Per Windows 9x/ME inserire il percorso dei file CAB nel registro di configurazione, alla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\MICROSOFT\ WINDOWS\ CURRENTVERSION\ SETUP, voce SOURCEPATH. In Windows 2000 e XP modificare la stessa voce alla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\- MICROSOFT\WINDOWS NT\CURRENTVERSION.  Qui inserire il percorso completo della cartella \i386 dei file   di installazione. Inserite inoltre il percorso senza la cartella i386 in HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\- MICROSOFT\WINDOWS\CURRENTVERSION\SETUP (come in Windows). 

Nella stessa chiave, alla voce INSTALLATION SOURCES, è possibile modificare anche i percorsi noti al programma di installazione di Windows come sorgente per altre applicazioni. In questa voce si trovano tutti i percorsi in questione. Tenete presente che, in Windows, è necessario utilizzare l'editor del registro di configurazione REGEDT32.EXE, l'unico in grado di modificare REG_MULTI_SZ.

Migliorare la memoria Ram senza spendere soldi


script che velocizza le ricerche
Se il pc è dotato di RAM in grande quantità, tanto che la cache del sistema arriva a richiedere 150, 200 o più MB per il buffer, è bene utilizzare tale eccedenza in modo razionale facendo avviare automaticamente i programmi maggiormente utilizzati. Il sistema più semplice consiste nell'attivare questi avvii mediante  collegamenti in START/PROGRAMMI/ESECUZIONE AUTOMATICA.
Altre possibilità più raffinate sono offerte dall'Utilità  di pianificazione, raggiungibile o dall'omonima icona nel Systray o tramite la cartella \Tasks in Windows. Qui è possibile assegnare a ogni programma, sotto IMPOSTAZIONI, un determinato lasso di tempo dopo il quale avviare il processo. In tal modo il programma verrà sì eseguito, ma senza compromettere l'avvio di Windows. Ancora più elegante è la combinazione tra l'unità di pianificazione e un  piccolo script che carichi automaticamente alcune applicazioni.

Liste di file e testi nella RAM
Per avere sempre rapido accesso alle informazioni utilizzate di sovente, è possibile far eseguire in background tabelle, banche dati o testi con un'applicazione idonea  e utilizzare le relative funzioni di filtro e ricerca. Ma  anche i dati relativamente disordinati possono essere esaminati in un battibaleno se si trovano già nella  memoria con un piccolo script. Lo script ADRESSEN. VBS. L'unico adeguamento da  fare riguarda l’indicazione di un file sorgente nella prima riga. 
Deve essere un file in formato solo testo (ANSI) e può contenere indirizzi, numeri telefonici o anche un dizionario speciale, oppure tutto  insieme.

Lo script legge tutte le righe (paragrafi) presenti nella memoria, quindi cerca in ogni paragrafo una o più parole separate dallo spazio, tenendo conto che devono essere soddisfatti tutti i criteri di ricerca. I risultati vengono emessi in una nuova istanza di Internet Explorer. Per la modifica diretta del file sorgente basta digitare  EDIT dalla finestra ESEGUI di Windows, con cui si richiama il BLOCCO NOTE. Visto che questa applicazione  non è però iul massimo per documenti piuttosto corposi, nella riga 40 dello script è possibile inserire un editor di propria scelta. Una procedura in teoria simile è la ricerca veloce di file in un archivio e il relativo accesso.
Qui basta far sì che i file vengano aggiornati in modo semplice e che venga prodotto un output filtrato, da cui accedere facilmente ai file trovati. Come output abbiamo scelto, nello script di esempio FILTER.VBS, collegamenti temporanei nella cartella%windir%\LinkMe. Con ciò si ottiene sempre l'accesso ai file di destinazione, indipendentemente dai tipi di file filtrati. Si dovrebbero evitare criteri di ricerca inadeguati, come “e” o "ato”, perché altrimenti lo script crea migliaia di link.

Ramdisk o cache di sistema


cache di sistema
Con i driver Ramdisk, come il RAMDRIVE.SYM di Microsoft, è possibile  accantonare una determinata quota di memoria di lavoro e utilizzarla come unità logica. Ciò che in ESPLORA RISORSE  o sulla riga di comando compare come unità X:, si trova esclusivamente nella RAM e offre, quindi, sicuri vantaggi  di velocità rispetto al disco rigido, ma anche alcune controindicazioni: tutti i file lì memorizzati vengono  persi ogni volta che si riavvia il pc. 
Da sempre Microsoft ha limitato il vecchio driver DOS RAMDRIVE.SYS a 32 MB al massimo, e anche il nuovo  driver per Windows 2000 (e in via ufficiosa per XP) si attiene a questo modesto limite. Programmi alternativi e decisamente più pratici, come il freeware XMSDSK.EXE o AR Ramdisk 1.20, ammettono Ramdisk grandi fino a 2 GB. Secondo le spiegazioni fornite da Microsoft nell'articolo 257405 della Knowledge-Base (in lingua inglese), il funzionamento della cache sarebbe decisamente più efficiente di quello di un Ramdisk e ciò spiegherebbe il motivo dello scarso impegno profuso da Microsoft su questo versante.
 In presenza di un'abbondante dotazione RAM conviene allora fare affidamento sulla cache del sistema? Per verificare se ciò corrisponde a verità sono stati eseguiti vari test con Ramdisk utilizzati come memoria dati su pc locali e come unità condivisa in rete. I risultati danno sostanzialmente ragione a Microsoft: il buffer della cache degli attuali sistemi Windows, se riceve memoria come si deve, è estremamente efficiente. 
Se si cerca per la seconda volta un testo in 100 MB di dati, la cache fa centro in pieno: i dati sono ancora nel buffer, quindi nella memoria, e vengono passati in scansione più velocemente che non se fossero su un Ramdisk. Dal momento, poi, che la cache di Windows memorizza anche le risorse di rete, anche in questo caso il Ramdisk non riesce a guadagnar punti. 
Un’unità Ramdisk offre vantaggi solo se i dati memorizzati vengono richiesti nuovamente, ma non a brevi intervalli di tempo, in modo tale che nel frattempo siano già stati rimossi dalla cache di Windows. Un altro caso in cui il Ramdisk è vantaggioso è la condivisione in rete con pc dotati di poca memoria e, quindi, di una cache scarsa. Questi due casi sono però tanto rari da non giustificare una generica raccomandazione a favore  delle soluzioni Ramdisk. Il suggerimento di memorizzarei file temporanei (directory Temp) e i file temporanei di Internet su Ramdisk e, quindi, di eliminarli automaticamente a ogni riavvio non è scevro di problemi. Alcune routine di installazione richiedono il riavvio e devono ritrovare i file depositati nella cartella Temp. Per quanto riguarda i dati Internet, se questi vengono memorizzati su Ramdisk al riavvio verranno eliminati tutti senza distinzione, anche quelli che possono rivelarsi utili. L’unico caso per cui, in definitiva, l’utilizzo una unità Ramdisk appare conveniente è quando questa viene condivisa in rete per lo scambio di dati.

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