Convertire Dischi Vinile in CD Audio


Dopo aver visto qual è il panorama delle possibilità trasformare in CD un vecchio LP in tema di soluzioni hardware occorre concentrarsi  rapidamente sui software indispensabili per completare con successo l’operazione di digitalizzazione. Anche in questo  caso gli strumenti disponibili sono numerosi e il campionario va da soluzioni economiche e studiate per il mercato consumer  fino ad arrivare a prodotti destinati invece ai soli addetti ai lavori.
Uno dei più gettonati da sempre è Cool Edit 2000 che però, dopo l’acquisizione di Syntrillium da parte di  Adobe è stato  improvvisamente dismesso. La società che ha sviluppato Photoshop ha infatti deciso di mantenere in vita solo la versione  Pro di Cool Edit (con il nuovo nome di Audition), che integra tutto quanto occorre per riuscire a gestire l’acquisizione  degli LP, ma ha il difetto di costare oltre quattro volte di più di Cool Edit 2000. Un’alternativa decisamente più economica è rappresentata  da Goldwave. Si tratta di un buon programma, dotato di tutto  ciò che occorre, compreso un filtro per la rimozione di clicks e pops, due dei disturbi più comuni.

 Il costo è di poche decine di dollari (40 circa) ma, soprattutto la versione trial offre praticamente tutte le funzionalità di quella commerciale e senza limitazioni di tempo, dando così il tempo all’utente di valutarne davvero le potenzialità prima dell’acquisto definitivo. I più facoltosi possono  optare in alternativa per Sound Forge di Sonic Foundry in abbinamento con il plug-in Noise reduction, per un costo totale che sfiora i 700 dollari in licenze. A metà strada si segnala poi Diamond Cut Art, una soluzione pensata per il  restauro, con qualche difetto in termini di facilità d’uso ma  dotata di ottimi filtri per l’eliminazione dei rumori di fondo.  Ma la Rete è come al solito una risorsa infinita di soluzioni software. Basta una ricerca mirata con Google per trovare i link ai siti dei produttori di numerosi altri programmi specializzati come Magix Audio Cleanic, Steinberg Clean, Groove  Mechanic, Wave corrector e Wave purity. Infine, non dimenticatevi che un po’ tutti i principali programmi di masterizzazione  offrono strumenti per l’editing audio, talvolta come nel caso di Nero, comprensivi anche di appositi filtri per  l’eliminazione dei rumori di fondo.

Ripristino Configurazione di Sistema

utilità di Ripristino Configurazione di Sistema


DISATTIVA RIPRISTINO CONFIGURAZIONE SISTEMA



 L'utilità di Ripristino Configurazione di Sistema è stata realizzata al fine di registrare periodicamente lo stato del sistema. Alcune volte è possibile che il sistema possa venire danneggiato da programmi, virus o altro. Questa utilità ci viene in contro proponendoci una data (di solito molto recente) in cui il sistema era stabile e non danneggiato. Pochi click del mouse e la configurazione del sistema torna ad essere quella di pochissimi giorni fa. Ci sono persone che però ritengono che questo strumento non serva molto e che non faccia  altro che consumare la ram del computer. Se anche Voi siete una di queste persone allora potete disattivarlo seguendo la procedura che segue. 

Start >> Pannello di Controllo >> Sistema.

Da lì cliccate sulla scheda Ripristino Configurazione di Sistema, sarete ora in grado di disattivarlo selezionando la casella apposita oppure di impostare lo spazio del disco rigido da riservare all' utilità.

DISATTIVA PROGRAMMI ALL'AVVIO NON NECESSARI 

Soprattutto se disponete di poca memoria fisica (RAM) è consigliabile avere pochi programmi caricati all' avvio di Windows. Andate su:

Start >> Esegui e scrivete msconfig >> Ok. Siete nell' Utilità di Configurazione di Sistema. Da lì è possibile configurare molti files importanti di Windows come Win.ini, boot.ini e system.ini cui consiglio di smanettare solamente ad utenti esperti. Cliccate sulla scheda Avvio e potrete decidere quali programmi eliminare dall' avvio. Tra loro vi sarà sicuramente l' Anti-virus, se lo avete installato, e non va rimosso, ovviamente.


CD di installazione Windows


installare i file di Windows
Chi ha molto spazio libero su disco, può copiarvi, oltre al sistema operativo e a Office, anche i CD di installazione. Il vantaggio è ovvio: in Windows, e ancor più in Office, capita spesso di dover reinstallare i componenti, per esempio per aprire un documento in un formato particolare. In questi casi, dunque, si richiede  l’installazione di componenti aggiuntivi. Chi dispone di un notebook vorrebbe non doversi portare appresso  pile di CD, ma anche con i desktop pc è comodo non dover rovistare sempre nei cassetti. Per aggirare l’ostacolo  per fortuna la soluzione è semplice, ovviamente a patto di avere un disco generoso.
 Create una directory per ogni CD e copiate con XCOPY o con ESPLORA RISORSE tutto il contenuto di ogni disco. Alla prima occasione in cui sarà richiesto l’installazione di un nuovo componente, il programma, non trovando i file sorgente nel  percorso del CD come si attenderebbe, chiedere di indicare il nuovo percorso. Completata questa operazione, in tutte le occasioni successive, l’applicazione non chiederà più alcunché e andrà automaticamente a cercare i file necessari dal nuovo percorso sul disco fisso. 

Inoltre, è possibile impostare Windows in modo tale che, nelle successive installazioni di componenti, acceda subito alle cartelle giuste. Per Windows 9x/ME inserire il percorso dei file CAB nel registro di configurazione, alla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\MICROSOFT\ WINDOWS\ CURRENTVERSION\ SETUP, voce SOURCEPATH. In Windows 2000 e XP modificare la stessa voce alla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\- MICROSOFT\WINDOWS NT\CURRENTVERSION.  Qui inserire il percorso completo della cartella \i386 dei file   di installazione. Inserite inoltre il percorso senza la cartella i386 in HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\- MICROSOFT\WINDOWS\CURRENTVERSION\SETUP (come in Windows). 

Nella stessa chiave, alla voce INSTALLATION SOURCES, è possibile modificare anche i percorsi noti al programma di installazione di Windows come sorgente per altre applicazioni. In questa voce si trovano tutti i percorsi in questione. Tenete presente che, in Windows, è necessario utilizzare l'editor del registro di configurazione REGEDT32.EXE, l'unico in grado di modificare REG_MULTI_SZ.

Migliorare la memoria Ram senza spendere soldi


script che velocizza le ricerche
Se il pc è dotato di RAM in grande quantità, tanto che la cache del sistema arriva a richiedere 150, 200 o più MB per il buffer, è bene utilizzare tale eccedenza in modo razionale facendo avviare automaticamente i programmi maggiormente utilizzati. Il sistema più semplice consiste nell'attivare questi avvii mediante  collegamenti in START/PROGRAMMI/ESECUZIONE AUTOMATICA.
Altre possibilità più raffinate sono offerte dall'Utilità  di pianificazione, raggiungibile o dall'omonima icona nel Systray o tramite la cartella \Tasks in Windows. Qui è possibile assegnare a ogni programma, sotto IMPOSTAZIONI, un determinato lasso di tempo dopo il quale avviare il processo. In tal modo il programma verrà sì eseguito, ma senza compromettere l'avvio di Windows. Ancora più elegante è la combinazione tra l'unità di pianificazione e un  piccolo script che carichi automaticamente alcune applicazioni.

Liste di file e testi nella RAM
Per avere sempre rapido accesso alle informazioni utilizzate di sovente, è possibile far eseguire in background tabelle, banche dati o testi con un'applicazione idonea  e utilizzare le relative funzioni di filtro e ricerca. Ma  anche i dati relativamente disordinati possono essere esaminati in un battibaleno se si trovano già nella  memoria con un piccolo script. Lo script ADRESSEN. VBS. L'unico adeguamento da  fare riguarda l’indicazione di un file sorgente nella prima riga. 
Deve essere un file in formato solo testo (ANSI) e può contenere indirizzi, numeri telefonici o anche un dizionario speciale, oppure tutto  insieme.

Lo script legge tutte le righe (paragrafi) presenti nella memoria, quindi cerca in ogni paragrafo una o più parole separate dallo spazio, tenendo conto che devono essere soddisfatti tutti i criteri di ricerca. I risultati vengono emessi in una nuova istanza di Internet Explorer. Per la modifica diretta del file sorgente basta digitare  EDIT dalla finestra ESEGUI di Windows, con cui si richiama il BLOCCO NOTE. Visto che questa applicazione  non è però iul massimo per documenti piuttosto corposi, nella riga 40 dello script è possibile inserire un editor di propria scelta. Una procedura in teoria simile è la ricerca veloce di file in un archivio e il relativo accesso.
Qui basta far sì che i file vengano aggiornati in modo semplice e che venga prodotto un output filtrato, da cui accedere facilmente ai file trovati. Come output abbiamo scelto, nello script di esempio FILTER.VBS, collegamenti temporanei nella cartella%windir%\LinkMe. Con ciò si ottiene sempre l'accesso ai file di destinazione, indipendentemente dai tipi di file filtrati. Si dovrebbero evitare criteri di ricerca inadeguati, come “e” o "ato”, perché altrimenti lo script crea migliaia di link.

Ramdisk o cache di sistema


cache di sistema
Con i driver Ramdisk, come il RAMDRIVE.SYM di Microsoft, è possibile  accantonare una determinata quota di memoria di lavoro e utilizzarla come unità logica. Ciò che in ESPLORA RISORSE  o sulla riga di comando compare come unità X:, si trova esclusivamente nella RAM e offre, quindi, sicuri vantaggi  di velocità rispetto al disco rigido, ma anche alcune controindicazioni: tutti i file lì memorizzati vengono  persi ogni volta che si riavvia il pc. 
Da sempre Microsoft ha limitato il vecchio driver DOS RAMDRIVE.SYS a 32 MB al massimo, e anche il nuovo  driver per Windows 2000 (e in via ufficiosa per XP) si attiene a questo modesto limite. Programmi alternativi e decisamente più pratici, come il freeware XMSDSK.EXE o AR Ramdisk 1.20, ammettono Ramdisk grandi fino a 2 GB. Secondo le spiegazioni fornite da Microsoft nell'articolo 257405 della Knowledge-Base (in lingua inglese), il funzionamento della cache sarebbe decisamente più efficiente di quello di un Ramdisk e ciò spiegherebbe il motivo dello scarso impegno profuso da Microsoft su questo versante.
 In presenza di un'abbondante dotazione RAM conviene allora fare affidamento sulla cache del sistema? Per verificare se ciò corrisponde a verità sono stati eseguiti vari test con Ramdisk utilizzati come memoria dati su pc locali e come unità condivisa in rete. I risultati danno sostanzialmente ragione a Microsoft: il buffer della cache degli attuali sistemi Windows, se riceve memoria come si deve, è estremamente efficiente. 
Se si cerca per la seconda volta un testo in 100 MB di dati, la cache fa centro in pieno: i dati sono ancora nel buffer, quindi nella memoria, e vengono passati in scansione più velocemente che non se fossero su un Ramdisk. Dal momento, poi, che la cache di Windows memorizza anche le risorse di rete, anche in questo caso il Ramdisk non riesce a guadagnar punti. 
Un’unità Ramdisk offre vantaggi solo se i dati memorizzati vengono richiesti nuovamente, ma non a brevi intervalli di tempo, in modo tale che nel frattempo siano già stati rimossi dalla cache di Windows. Un altro caso in cui il Ramdisk è vantaggioso è la condivisione in rete con pc dotati di poca memoria e, quindi, di una cache scarsa. Questi due casi sono però tanto rari da non giustificare una generica raccomandazione a favore  delle soluzioni Ramdisk. Il suggerimento di memorizzarei file temporanei (directory Temp) e i file temporanei di Internet su Ramdisk e, quindi, di eliminarli automaticamente a ogni riavvio non è scevro di problemi. Alcune routine di installazione richiedono il riavvio e devono ritrovare i file depositati nella cartella Temp. Per quanto riguarda i dati Internet, se questi vengono memorizzati su Ramdisk al riavvio verranno eliminati tutti senza distinzione, anche quelli che possono rivelarsi utili. L’unico caso per cui, in definitiva, l’utilizzo una unità Ramdisk appare conveniente è quando questa viene condivisa in rete per lo scambio di dati.

La memoria di Windows


logo  windows
Con il crollo dei prezzi di memorie e dischi fissi, i tempi dei problemi legati alla penuria di risorse sono passati per sempre. Oggi, anche i modelli
entry-level, siano essi desktop o notebook, sono equipaggiati con generose quantità di RAM e con dischi fissi nell’ordine di almeno 100 gigabyte. Se è vero che tutti trucchetti messi in atto fino a qualche anno fa per sopperire alla mancanza di risorse sono davvero diventati un brutto ricordo, ora bisogna invece imparare i segreti per fare in modo che, per esempio, buona parte del vostro mezzo giga di memoria non resti disoccupato. Ovviamente per fare questo è innanzitutto necessario capire esattamente la quantità di memoria richiesta dal vostro sistema per eseguire rapidamente le applicazioni installate.
Nella prima parte di questo servizio, l’attenzione si è dunque soffermata proprio sui metodi e sugli strumenti disponibili per conoscere con precisione quanta memoria di lavoro serve effettivamente al pc per svolgere le mansioni quotidiane. Dopo aver verificato il consumo delle diverse versioni di Windows bisogna infatti riuscire a calcolare le risorse richieste anche dalle applicazioni che operano in background e da quelle che invece sono usate più di frequente da ciascun utente, per esempio il browser o il client di posta elettronica. 
Se come è molto probabile scoprirete di avere una dotazione di memoria di gran lunga superiore a quella che sarebbe in realtà necessaria, allora è indispensabile imparare a conoscere il modo con cui mettere al lavoro anche questa potenza per così dire in eccesso. Con qualche semplice accorgimento scoprirete che non è poi così difficile fare in modo che che il vostro sistema sia impegnato al cento per cento. Infine, un serie di suggerimenti sono stati dedicati anche a coloro che dispongono di dischi fissi “maggiorati” come per esempio i modelli da 120 gigabyte e non sanno ancora come sfruttare tutto questo spazio.

La memoria per Windows

Disattivazione servizi Windows


Per disattivazione servizi di Windows ecco come procedere:

Per molti pc non tutti i servizi avviati in da Windows  XP  in poi sono davvero necessari. Se si desidera ottimizzare le risorse del sistema è meglio fare in modo che qualcuno di questi “programmi” superflui venga disattivato. Ma come si fa a scoprire qual è il compito associato a ciascun servizio e a disabilitarlo?


Da  Windows XP in poi si prevedono tre metodi di avvioper i servizi:

  • Automatico,
  • Manuale 
  • Disattivato.
Servizi di Windows
I servizi con tipo di avvio Automatico vengono caricati a ogni boot di Windows. Nel caso del tipo Manuale, invece, i servizi vengono inizializzati solo se realmente necessari all’esecuzione di un altro programma o se attivati direttamente dall'utente. Per quanto riguarda i servizi disattivati, almeno in linea generale questi non potrebbero essere avviati. Dunque, se si desidera "depurare" Windows e caricare automaticamente solo i servizi indispensabili al sistema, allora si deve concentrare l'attenzione solo sui servizi con tipo di avvio Automatico. Innanzitutto è necessario individuare il compito dei servizi avviati al boot. A volte basta la descrizione data nella gestione di servizio, altre volte queste stesse indicazioni sono carenti. In ogni caso avviate SERVICES.MSC, dalla finestra ESEGUI di Windows. Se dalla descrizione qui riportata non è possibile evincere la funzione del servizio in questione, conviene dare un'occhiata all’indirizzo Internet http://www.drogbaster.it/lista-dei-servizi-Windows.htm

servizio di Windows e' un programma eseguibile
. Questo sito web, fornisce utili chiarimenti su molti task e servizi. Qui si trovano anche informazioni utili sul programma SVCHOST.EXE, un servizio collettivo avviato  per i più svariati compiti e che sovente compare ripetutamente nel task manager. Nella gestione di servizio è possibile disattivare i servizi selezionando STOP dal menu contestuale.
 Così facendo il servizio viene terminato per la sessione Windows corrente. Se invece si vuole impedire il caricamento del servizio al riavvio di Windows, selezionate PROPRIETÀ dal menu contestuale e modificate il tipo di avvio da AUTOMATICO a DISATTIVATO. Quando si tratta di disattivare i servizi, però, è bene ricordare che è sempre meglio usare la massima cautela. Per questo, se non si riesce a individuare con precisione la funzione di un servizio, è bene lasciarlo immutato. Nella tabella ( si trova l’elenco dei servizi più importanti.


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