domenica 17 novembre 2013

occhio allo spreco

Occhio allo spreco ridurre il consumo dello stand-by

Nelle nostre case proliferano da tempo i telecomandi. Difficilmente in soggiorno ce ne sono meno di tre, ma c’è chi si ritrova con sei o sette di questi scatolotti. A ogni telecomando corrisponde un apparecchio che è sempre acceso. Già, perché per rispondere al segnale di accensione inviato dal telecomando, il dispositivo deve in realtà avere alcuni circuiti già alimentati. Il classico “LED” rosso del televisore è lì appunto a dimostrarlo.
consumo dello stand-by


Ora, se l’apparecchio è ben progettato, i circuiti sotto tensione in modalità stand-by saranno pochissimi: in pratica l’alimentatore e la logica di controllo del sensore a infrarossi. Ma spesso le cose non stanno in questo modo: per esempio, in alcuni apparecchi si tengono sotto tensione anche altri circuiti per far sì che si passi dallo stand-by al funzionamento completo in un tempo brevissimo (funzione spesso chiamata “instant on”, accensione immediata).
 Questi apparecchi consumano energia anche da spenti in modo non indifferente. Così, non è infrequente imbattersi per esempio in televisori che consumano, in stand-by, circa 5 Watt. Se cominciate a sommare televisore, lettore DVD, impianto stereo, decoder satellitare eccetera, è possibile che vi ritroviate con un consumo di 30/40 Watt con tutti gli apparecchi “spenti”. Un po’ come lasciare una lampada sempre accesa, che siate in casa o no, che sia giorno o notte.
Per aggirare il problema senza rinunciare alla comodità del telecomando, l’industria ha partorito una soluzione chiamata in gergo “stand-by killer”: un apparecchietto, di fatto una presa telecontrollata, da inserire fra la presa a muro e i dispositivi in stand-by. Essa permette di spegnere definitivamente tutti i dispositivi collegati, e di rimetterli in stand-by con il solo tocco di un pulsante (a volte appunto via telecomando; lo stand-by killer comunque ha un consumo prossimo allo zero). Sfortunatamente, si tratta di una soluzione valida solo se davvero gli apparecchi da controllare presentano un elevato consumo da spenti.Per capire perché, basta fare due calcoli.
Lo stand-by killer viene in genere venduto a circa 20 euro. Con la stessa cifra si acquistano circa 100 kWh di energia. Se il vostro apparecchio consuma 5 W in stand-by, per consumare 100 kWh impiegherà circa ventimila ore, ovvero due anni e tre mesi di stand-by. Non c’è dunque convenienza economica a dotarsi di uno stand-by killer, a meno che gli apparecchi controllati non presentino un consumo ben superiore: con 20 W, per esempio, calcolando 20 ore di stand-by al giorno bastano circa 8 mesi per pareggiare la spesa e iniziare a risparmiare.

consumi in stand-By


Gli stand-by killer sono facilmente reperibili nei negozi di elettronica di consumo (in foto il DynaMax DML- 808). Il loro impiego è auspicabile per la riduzione di consumi, ma non aspettatevi di rientrare dell’investimento se non avete dispositivi che consumano molto in modalità stand-by

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