venerdì 10 maggio 2013

Come cambiano le pensioni

In questo momento le pensioni sono al centro dell'attenzione e non si possono esclude modifiche, anche se dovrebbero essere a costo "zero" per lo stato. In particolare, l'adeguamento che normalmente viene riconosciuto ogni anno, sembra garantito solo alle quote più basse (pensioni fino a due volte il minimo garantito).
 Tuttavia, non si ha ancora la sicurezza perchè bisogna aspettare le discussioni in Camera e Senato dei diversi emendamenti che, sicuramente, saranno proposti. Per queste ragioni, ci limitiamo a fornire le notizie "attuali", riservandoci di aggiornarvi appena avremo dati certi.
 Di sicuro, quindi, c'è l'estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, l'abolizione delle finestre mobili e l'assorbimento di questi periodi nell'età effettiva di pensionamento. Aumento delle aliquote per gli autonomi. In particolare, però, segnaliamo la stretta molto forte sulle pensioni di anzianità. Viene introdotto un sistema flessibile che prevede l'uscita dal lavoro a 62 anni fino ai 70 anni.
 L'età minima per gli uomini dal 2012 sarà di 66 anni (gli autonomi a 66 anni e mezzo). Per le donne del settore privato dal 2012 in pensione a 63 anni, dal 2018 a quota 66 come gli uomini (64 nel 2014). Abolite le quote (la somma età più contributi); dal 2012 si esce dal lavoro in anticipo solo con almeno 41 anni di contributi per le donne, e 42 per gli uomini.

 Per gli autonomi 41 anni e mezzo e 42 anni e mezzo. La fascia flessibile per le donne sarà tra i 63 e i 70 anni e tra i 66 e i 70 per gli uomini. Vantaggi per chi ritarda l'uscita, penalità per chi esce prima.

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