venerdì 18 maggio 2012

Installazione di Linux


 Le risorse del pinguino  Completata l’installazione di Linux non resta che ottimizzare la configurazione hardware con driver e interventi mirati sul sistema.

linux come Suse, Mandrake, ubuntu e Red Hat
Perche' un sistema operativo venga diffusamente adottato e utilizzato è necessario che sia in grado di riconoscere, gestire e configurare senza problemi l’hardware installato nel pc. Per Linux solo da poco tempo le distribuzioni dispongono di routine di installazione molto efficienti, dotate di un accurato motore di riconoscimento e di configurazione dei dispositivi, e di un database di driver sufficientemente esteso per gestire correttamente le periferiche disponibili. Le versioni destinate al grande pubblico, come Suse, Mandrake, Ubuntu e Red Hat per citare quelle maggiormente rivolte all’ambito domestico, assicurano un  elevato grado di riconoscimento dell’hardware. E la configurazione dei dispositivi avviene in modo trasparente per l’utente,   spesso ricorrendo a driver generici per gestire in modalità compatibile le periferiche più importanti e sovente più  difficili da rilevare (come la scheda video, quella audio ela motherboard). Altre versioni del sistema operativo open source hanno mantenuto un’impostazione  tradizionale e fedele alla filosofia delle prime edizioni, ovvero una routine di installazione spoglia e rudimentale, ambientata in interfacce a caratteri dall’impostazione essenziale, in cui l’utente è chiamato a individuare e configurare manualmente l’hardware.
Ecco cosa dovete fare Perchè figurare manualmente l’hardware. A questa seconda categoria appartiene la Debian, dotata di una procedura di installazione molto impegnativa, soprattutto nella porzione che riguarda la gestione delle periferiche, che obbliga a una conoscenza di Linux e dell’hardware piuttosto  approfondita. In questi casi, inoltre, è facile sbagliare e pregiudicare il corretto funzionamento del sistema, poiché impostando parametri non corretti si rischia d i incappare in  malfunzionamenti imprevisti.  D’altra parte, Linux sfrutta sapientemente le risorse del pc e non richiede una configurazione di fascia alta per ottenere prestazioni interessanti. La peculiarità del sistema operativo è infatti la scalabilità: bastano una CPU di fascia media e una dotazione minima di memoria (almeno 64 megabyte) per utilizzare in modo soddisfacente la maggior parte dei software disponibili. All’aumentare delle potenzialità del pc, le prestazioni salgono, con indubbi vantaggi sull’efficienza d’uso e di elaborazione. Per contro, utilizzare Windows XP con meno di 512 MB e una CPU non particolarmente brillante è quasi impossibile.
La configurazione
Al termine dell’installazione si dispone di un sistema funzionante ma, come avviene in Windows, anche in Linux è necessario intervenire per ottimizzare la configurazione in base alle specifiche esigenze.
Il sistema operativo open source eredita da Unix i criteri di gestione dell’hardware. Ciascun dispositivo è associato a un driver, che ha funzioni differenti da quelli di Windows. Per la piattaforma di Microsoft sono necessari  gruppi di strumenti per riconoscere e configurare il comportamento di una periferica, perciò i driver fanno “sentire”  la presenza dell’hardware e lo amministrano. In Linux l’insieme dei driver costituisce un’astrazione del  pc: il kernel accede direttamente al file associato a una periferica per instradare le richieste e ricevere le risposte, ma non opera direttamente sul dispositivo e non si preoccupa di determinarne l’effettiva natura.  Non importa quali periferiche siano realmente disponibili: i driver recepiscono le istanze del nucleo, le instradano e gestiscono l’interfaccia con le periferiche vere e proprie. Per esempio, il floppy disk per essere utilizzato deve essere montato,  ovvero bisogna associare al file fd0 (che identifica l’unità a dischetti)  presente nella cartella /DEV un ulteriore file /MNT/FLOPPY, dove vengono  copiati i dati memorizzati sul supporto. A questo punto si opera sulla directory del disco fisso contenente l’immagine del  dischetto e solo quando si smonta l’unità (che elimina il collegamento stabilito) vengono  effettivamente attuate le modifiche sul floppy disk. Allo stesso modo, anche se in modo ben più  complesso e articolato, avvengono le comunicazioni tra il pc e Linux. I driver sono gestiti da demoni   (daemon), ovvero processi operanti in background che si occupano  di intercettare e amministrare efficacemente le  richieste del sistema, del kernel e degli applicativi affinché l’interazione tra utente, sistema operativo e periferiche avvenga in modo corretto.

Configurare correttamente linux




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