venerdì 11 maggio 2012

Installare Windows e Linux contemporaneamente

Installare Windows e Linux contemporaneamente

Installare Windows e Linux contemporaneamente sullo stesso hardisk


Gestione del disco fisso
Massima attenzione va prestata prima di iniziare, destinando a priori lo spazio libero sull’hard disk. Per Linux prevedere almeno 10 gigabyte su una partizione allo stesso livello di quella primaria, cioè quella che contiene Windows, ed evitare di installare il sistema operativo nella partizione estesa, che viene generalmente suddivisa in unità logiche. Supponendo di iniziare da un disco fisso non ancora inizializzato, con Fdisk creare una partizione primaria non consumando tutto lo spazio disponibile e destinarla a Windows, quindi crearne una estesa lasciando almeno una decina di megabyte liberi sull’unità, che verranno utilizzati per Linux. Se il disco fisso deve ospitare solo il sistema operativo open source si può iniziare subito con l’installazione, mentre se si utilizza un hard disk già suddiviso in partizioni a uso e consumo di Windows, si può ricorrere a Partition Magic (o a un software equivalente) per ridistribuire lo spazio. Sul web si possono trovare alternative ai software commerciali di  gestione delle partizioni che integrano anche strumenti di amministrazione e di  ridimensionamento delle unità logiche. Questi applicativi, che operano principalmente in modalità DOS, incorporano anche un efficiente boot manager che permette di avviare agilmente i sistemi operativi installati, per esempio Windows e Linux, riconoscendoli automaticamente e inserendo le rispettive voci nel menu che appare all’accensione del pc.

Ma è anche possibile iniziare direttamente l’installazione  e rimandare la gestione del disco fisso, ricorrendo agli strumenti integrati nella routine di configurazione di Linux.


Avvio dell’installazione
Una volta allocato lo spazio sul disco fisso, per avviare l’installazione è sufficiente inserire il CD-ROM o realizzare opportuni floppy disk. Se il computer supporta il boot da unità ottica, nel BIOS abilitare la corrispondente voce,  facendo attenzione che, se la periferica è collegata a un controller SCSI, è necessario indicare il dispositivo come prioritario anche nelle impostazioni relative alla scheda  di interfaccia. Entrambe le operazioni devono essere effettuate  durante le fasi di accensione del computer premendola combinazione di tasti che consente di variare le impostazioni del BIOS della scheda SCSI e della motherboard. Qualora il computer non supporti l’avvio da CDROM, si deve creare un floppy disk utilizzando il software RAWRITE incluso in tutte le distribuzioni Linux. Avviare il sistema in DOS abilitando il driver per gestire le unità ottiche, inserire il CD-ROM della distribuzione e preparare un floppy disk formattato. Al prompt dei comandi spostarsi sul lettore ottico e cercare RAWRITE, tipicamente inserito nella directory DOSUTILS (o simile), e individuare un file denominato bootdisk o boot.img, che può essere a sua volta contenuto nelle cartelle BOOT, IMAGES o simili.

Si tratta di un oggetto della dimensione circa pari alla capacità massima di un dischetto (1,44 megabyte). Prendere  nota del nome preciso e del path assoluto, ovvero della sequenza di directory attraversate partendo da quella  principale, quindi ritornare nella cartella contenente RWRITE ed eseguirlo digitandone il nome al prompt. Viene chiesto di inserire il percorso dove si trova il file di immagine, immettere quello memorizzato precedentemente (per esempio \images\boot.img), quindi inserire il nome assegnato all’unità floppy disk (per esempio a:) e premere INVIO per avviare la scrittura dei dati. Al termine dell’operazione riavviare il computer e nel BIOS impostare il boot da floppy disk, quindi, prima di procedere, assicurarsi che il CD-ROM di installazione di Linux sia presente nel lettore ottico e che il dischetto creato sia inserito
nella relativa unità



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