venerdì 11 maggio 2012

Editor Audio


Editor audio


Cool Edit. Con questo programma è tutto molto semplice, soprattutto per la presenza nell’interfaccia di un indicatore di livello in tempo reale su due canali, mentre l’ingresso selezionato è quello attivo  sulla scheda audio, passando dal mixer. La barra del livello è monocromatica e dispone di un indicatore  di picco. Le frequenze di campionamento supportate  (la scheda audio ha comunque i suoi limiti che vanno rispettati) sono da 6.000 a 192.000 Hz,  con risoluzione di 8, 16 e 32 bit (a virgola mobile) in mono o stereo. 
Quando si avvia la registrazione, il programma acquisisce i dati e genera un file di dimensioni variabili. Molto interessante è la possibilità di mettere in pausa la registrazione, selezionando già in acquisizione eventuali parti all’interno di una canzone o di una sorgente. Al termine, l’intera cattura  viene mostrata come forma d’onda nella finestra principale. Cool Edit Pro. Come per Cool Edit 2000, l’acquisizione è un processo semplice e immediato. In questo caso la barra del livello è sfumata partendo dal verde scuro fino al rosso, sempre con l’indicatore del picco. Le opzioni di campionamento sono le medesime di Cool Edit, ovvero da 6.000 a 192.000 Hz con risoluzione di 8, 16 e 32 bit (a virgola mobile) in mono o stereo.

Tiny Wave Editor. La registrazione con questo programma è da pianificare in anticipo, definendo la durata dell’audio, oltre che la frequenza di campionamento (libera o 48, 44,1, 32 o 22 KHz), 8, 16, 24 o 32 bit, il formato WAV o AIFF, stereo o mono e il contenuto del file. In pratica, prima si crea un file con le caratteristiche desiderate e poi lo si “riempie” avviando la registrazione. Questa impostazione deriva dalla destinazione d’uso dell’applicazione, che è quella di gestione e creazione di suoni campionati per i sintetizzatori di Yamaha, per i quali è importante avere il controllo del numero di singoli campioni o della durata esatta del file. Ogni file può essere scritto e riscritto a piacere, iniziando la registrazione anche da un punto qualsiasi del file.

Sound Forge. Si comincia creando un nuovo file, senza limiti di durata, dopodiché si definiscono i parametri dell’acquisizione: da 8 a 192 KHz e da 8 a 64 bit, con i 32 e i 64 bit anche in virgola mobile secondo lo standard IEEE. Ovviamente è possibile catturare i suoni in mono o stereo e i parametri utilizzabili  dipendono dalla scheda audio. Durante la cattura si usa un  pannello dedicato, nel quale è possibile misurare  e regolare l’eventuale offset in corrente  continua (DC offset), vedere gli indicatori di
livello e impostare  il tipo di cattura (un solo take, ripetizione dell’acquisizione da capo a ogni take,  creazione di regioni in sequenza o semplice accodamento dell’audio senza regioni). Come opzione si può creare un file separato ad ogni registrazione.

Wavelab. Anche l’occhio vuole la sua parte e con questa applicazione è possibile attivare vari strumenti  di analisi e controllo del segnale in ingresso: forma  d’onda, analisi dello spettro, controllo della fase e del campo stereofonico, livello di picco istantaneo ed  energia media del segnale. Tutto questo per acquisire in mono o stereo da 8 a 192 KHz e a 8, 16, 20, 24 e  32 bit (floating). La registrazione è assistita da automatismi  che permettono la partenza e l’arresto automatici, l’avvio ad orari prestabiliti, la creazione di file  in sequenza, la pausa all’interno della registrazione di un unico file, e altro ancora. Anche Wavelab supporta  la pausa in registrazione. Al termine si apre la finestra di modifica e anche qui Steinberg non ha lesinato  nella parte grafica in termini di colori, sfondi e altri abbellimenti.

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