sabato 28 aprile 2012

POLITICHE D’INSERIMENTO IMMIGRATI



POLITICHE D’INSERIMENTO

 A questo punto è legittimo chiedersi perché gli immigrati siano attratti dall’Italia, cioè un Paese che ha gravi problemi di disoccupazione.
Per esempio alla fine degli anni ’80 alcuni ritenevano che in Italia non c’era disoccupazione, tanto è vero che venivano gli immigrati a prendere i lavori lasciati dagli italiani; vale a dire che l’immigrazione venne presa a dimostrazione del carattere volontario della disoccupazione italiana. Quello che si sente spesso dire in giro è che se i giovani avessero effettivamente voglia di lavorare il lavoro  lo troverebbero, così come lo trovano gli immigrati .
A metà degli anni ’80 si diceva che gli immigrati venivano perché l’Italia era diventata il quinto Paese industrializzato del mondo e così come prima andavano in Germania, in Francia, negli Stati Uniti, etc. ora vengono in Italia. Basterebbe  però vedere, che andavano anche in Grecia, in Portogallo, in Spagna, Paesi  che pure hanno qualche problema.
La risposta, paradossalmente, potrebbe essere: “gli immigrati vengono perché vengono”.
E’ ingenuo ricondurre a poche variabili del mercato del lavoro un fenomeno che è di portata mondiale e che riflette delle contraddizioni che avvengono a livello mondiale.
I motivi sono estremamente vari e complessi, anche se si possono individuare alcune motivazioni valide per tutti.
immigrati

Si può dire per molti versi che l’immigrazione in Italia così come in molti Paesi sviluppati, avviene per effetto della pesantissima pressione all’uscita che si verifica nei Paesi del Terzo Mondo. Gli studiosi dell’emigrazione analizzano  questo fenomeno chiedendosi se l’emigrazione è dovuta ad un effetto di spinta push effect” o ad un effetto richiamo pull effect contrapponendo questi due motivi.
Mentre questo schema interpretativo poteva essere utile in passato, ora noi possiamo dire per certo che c’è a livello internazionale una spinta profondissima a emigrare dai Paesi del Terzo Mondo e gli emigranti vanno dove possono e soprattutto dove possono entrare, sia pure attraverso canali molto complessi.
Se si considera la situazione italiana è difficile trovare una spiegazione univoca sul perché della gente venga in Italia.
La prossimità geografica certamente aiuta a capire l’emigrazione dal Marocco e dalla Tunisia, ma non quella dalle Filippine; mentre -ad esempio- l’omogeneità religiosa e la vicinanza culturale certamente spiega l’immigrazione filippina, ma per converso non spiega in alcun modo l’immigrazione senegalese. Quindi per tentare di capire chi arriva in Italia e perché, dobbiamo contemporaneamente avere un quadro di ciò che succede a livello internazionale (soprattutto nel Terzo Mondo) e di ciò che succede dal punto di vista istituzionale,  non solo in Italia ma anche negli altri Paesi europei.
Il tragico paradosso sulle migrazioni internazionali in questa fase è che esse si realizzano in un momento in cui al contempo si registra un aggravamento senza precedenti dell’effetto di spinta dai Paesi del Terzo Mondo e contemporaneamente un orientamento sempre più deciso alla chiusura delle frontiere nei Paesi sviluppati.


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