mercoledì 18 aprile 2012

Come uscire dalla dipendenza di droga


no alla droga

PROGETTO PREVENZIONE PRIMARIA DIPENDENZE

I motivi
La diffusione del fenomeno della tossicodipendenza in progressivo aumento tra gli adolescenti, costituisce uno dei problemi di particolare rilevanza e gravità e, contestualmente, rappresenta uno dei segni dello smarrimento e della solitudine dei giovani, l’uso/abuso di sostanze è in parte determinato dalla caduta di valori di riferimento e dalla corrosione di possibilità progettuali nella programmazione del proprio futuro determinato dalla disgregazione dei nuclei familiari, dovuta anche al consolidato fenomeno di uso/abuso di stupefacenti ed alcool registrato in modo diffuso nelle diverse fasce d’età (i minori da noi accolti si trovano a rapportarsi con dei genitori che fanno uso/abuso di alcool e/o stupefacenti).

Il ricorso alle sostanze psicoattive e dopanti appare, pertanto, come una delle condizioni più insidiose per un positivo percorso di crescita e di maturazione psicofisica. Tra i fattori di rischio maggiormente correlati al fenomeno di uso/abuso di droghe e sostanze ad uso doping, in età adolescenziale, si possono segnalare:
-        il disagio evolutivo legato al percorso di definizione della propria identità caratteristico della fascia di età sopra considerata. Tale condizione non è di per sé patologica, lo diventa in assenza di sostegni educativi adeguati e carenze nelle opportunità di socializzazione;
-        il bisogno di appartenenza e di accettazione da parte dei pari;
-        il bisogno di sperimentare sensazioni intense e inusuali per ricercare una dimensione altra da quella della quotidianità;
-        la facile reperibilità sul mercato delle sostanze.

Il progetto, pertanto, propone un intervento di prevenzione primaria  per contrastare i fenomeni di uso/abuso da sostanze psicoattive e dopanti tra gli adolescenti.



Gli obietttvi
Obiettivi generali
-        Elaborare, sperimentare, verificare un modello d’intervento preventivo a favore di adolescenti a rischio di uso/abuso di sostanze psicoattive e dopanti;
-        Contrastare l’uso di sostanze promuovendo una cultura del benessere e della salute psicofisica.
-        Promuovere un’attività di  conoscenza del fenomeno droga/doping tra gli insegnanti, gli educatori, le famiglie.
Obiettivi specifici
-        Sostenere e valorizzare l’esercizio e le responsabilità di tutti i soggetti che sono coinvolti nell’azione educativa formale ( in primo luogo insegnanti, educatori) ed informale ( volontari, allenatori, ecc.) con gli adolescenti;
-        Offrire agli adolescenti strumenti ed esperienze per affrontare in modo positivo il disagio evolutivo. In modo particolare l’obiettivo sarà di migliorare le capacità di selfcfare, autostima e self efficacy;
-        Coinvolgere gli adolescenti in attività ed esperienze aggregative e socializzanti nelle quali possano sentirsi accolti ed accettati nelle loro specificità;
-        Offrire agli adolescenti spazi di sperimentazione delle loro abilità, delle loro conoscenze e delle loro competenze;
-        Aumentare il livello di conoscenze del fenomeno droga e doping tra gli adolescenti e gli educatori, nonché tra le famiglie, spesso impreparate e carenti di sostegni educativi adeguati

Le fasi di attuazione (da esplicare in relazione allo schema successivo)
1° Fase: Preparazione (1°-2° mese)
-        Programmazione con enti partners di ciascun centro operativo;
-        Formazione specifica degli educatori responsabili del progetto in ciascun centro operativo (1 incontro di tre giorni);
-        Pubblicizzazione progetto:
2°Fase: Sensibilizzazione ( 3°-10° mese)
-        Costruzione rete sociale ( agenzie educative e reti informali) a favore degli adolescenti.
Quest’attività si specifica in due sottoattività:
-        Attività rivolte alla comunità locale: interventi di sensibilizzazione sul problema droga e doping;
-        Attività rivolte alle scuole, enti e associazioni sportive:costruzione rete sociale con scuole ed enti o associazioni sportive del territorio;condivisione progetto con docenti , educatori, dirigenti sportivi, allenatori, gruppi di famiglie. Momenti d’incontro tra gli adolescenti e gli educatori, i genitori.
3°Fase: Formazione (3°-12° mese)
-        Creazione di un gruppo di animatori socio sportivi in ciascun centro operativo. Questi animatori , opportunamente formati, svolgeranno due tipi di attività:
-        Organizzazione, realizzazione e conduzione di attività sportive e ludico ricreative ( si possono ipotizzare tre incontri di due ore ciascuno per ciascun centro);
-        Organizzazione, realizzazione e conduzione di attività di animazione all’interno delle scuole, ove non è possibile? coinvolgere i docenti ( vedi fase 4).
-        Sviluppo di competenze educative ( ascolto e comunicazione), conoscenze sul fenomeno sostanze e doping e tecniche di animazione nel gruppo docenti e nel gruppo di famiglie  ( si possono cinque incontri di due ore ciascuno).
4°Fase: Interventi rivolti agli adolescenti ( 8°-18° mese)
Potenziamento di Centri educativi territoriali ( Centro Giovanili, sede del progetto): modi di una progettualità preventiva più ampia aperta al territorio.

 Ritengo opportuno sull'intervento indispensabile delle comunità terapeutiche un tavolo regionale sulle nuove emegenze in tema di dipendenza


numero di telefono Drogatel

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